lunedì, 18 Novembre, 2019

Pressione fiscale record. 38,0% nei primi tre mesi del 2019

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Infortuni in calo, aumentano i casi mortali
RELAZIONE ANNUALE INAIL 2018
Il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, ha di recente illustrato a Roma, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la Relazione annuale Inail sui dati relativi all’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali in Italia nel 2018, sul bilancio dell’Istituto e sui risultati più rilevanti conseguiti sul fronte della ricerca, delle politiche in materia di prevenzione, cura e riabilitazione, e degli investimenti.
Infortuni sul lavoro
Nel 2018 l’Inail ha registrato poco più di 645mila denunce di infortunio. La lieve diminuzione rispetto al 2017 (-0,3%) sarebbe più accentuata se non si considerassero, per omogeneità, le “comunicazioni obbligatorie”. Dall’ottobre 2017, infatti, tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, devono comunicare all’Istituto tutti gli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.
Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 409mila (-4,3% rispetto al 2017), di cui circa il 19% occorsi “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”. Delle 1.218 denunce di infortunio mortale, in crescita del 6,1% in confronto al 2017, i casi accertati “sul lavoro” sono invece 704, il 4,5% in più rispetto all’anno precedente, di cui 421, pari a circa il 60% del totale, avvenuti “fuori dell’azienda” (35 casi sono ancora in istruttoria).
Come emerge dagli ultimi dati pubblicati nella sezione “Open data” del sito Inail, nei primi cinque mesi del 2019 i casi mortali denunciati sono stati 391, due in più in confronto allo stesso periodo del 2018. Sostanzialmente stabile il numero delle denunce di infortunio sul lavoro nel complesso, che tra gennaio e maggio sono state 269.431, in progresso dello 0,04% in confronto alle 269.332 presentate all’Istituto nei primi cinque mesi dell’anno scorso.
Malattie professionali
Le malattie denunciate nel 2018 sono state circa 59.500, il 2,6% in più rispetto all’anno prima. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 37%, mentre il 3% è ancora “in istruttoria”.
Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43mila, di cui quasi il 40% per causa professionale riconosciuta. I lavoratori con malattia asbesto-correlata sono stati poco meno di 1.400, mentre quelli deceduti nel 2018 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.177 (-16,4% rispetto al 2017), di cui 257 per silicosi/asbestosi (il 74% con età al decesso maggiore di 79 anni).
Le rilevazioni più recenti mostrano un lieve incremento delle denunce anche nei primi cinque mesi del 2019. Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail tra gennaio e maggio, difatti, sono state 27.385, 372 in più in confronto all’analogo lasso di tempo del 2018 (+1,4%).
Posizioni assicurative e rendite
Nel 2018 l’Inail ha censito circa tre milioni e 739mila posizioni assicurative territoriali, con una riduzione minima (-0,23%) rispetto al 2017. Al 31 dicembre erano in essere circa 709mila rendite per inabilità permanente e ai superstiti, in calo del 2,40% in confronto all’anno precedente. Le rendite per inabilità di nuova costituzione sono circa 14.600.
Le prestazioni aggiuntive alla rendita a carico del Fondo vittime dell’amianto sono ammontate a circa 44 milioni di euro, mentre la prestazione “una tantum” a favore dei malati di mesotelioma è stata di circa 1,5 milioni di euro.
Attività di controllo del rapporto assicurativo
All’inizio dell’anno scorso l’Inail ha sottoscritto la convenzione con Ministero del Lavoro, Ispettorato nazionale del lavoro e Inps per lo scambio di informazioni utili alla programmazione e allo svolgimento dell’attività di vigilanza, primo passo verso un controllo integrato. Per ora, comunque, l’Istituto mantiene il suo “corpo” ispettivo, nel “ruolo a esaurimento”, e nel 2018 ha continuato a svolgere un’azione di controllo di tipo amministrativo, per la verifica dell’appropriatezza del rischio assicurato e il contrasto all’evasione.
Nel dettaglio, sono state controllate 15.828 aziende, l’89,35% delle quali sono risultate irregolari. I lavoratori regolarizzati in seguito ai controlli sono stati 41.674, di cui 3.336 “in nero”. Sono state inoltre accertate retribuzioni imponibili evase per circa 3,5 miliardi di euro e sono stati richiesti premi per circa 76 milioni. Oltre all’attività di contrasto all’evasione, sono stati effettuati circa tremila accertamenti relativi a infortuni gravi, mortali, “in itinere” e per malattie professionali.
I risultati confermano la qualità della procedura informatica di “business intelligence” che ha sostenuto l’attività ispettiva e il grande lavoro – sempre più impegnativo, per la progressiva riduzione della forza disponibile – svolto dai 284 ispettori Inail (erano 299 nel 2017, 350 nel 2014).
Ricerca e formazione
Dopo la conclusione del piano delle attività di ricerca 2016-2018, nel dicembre scorso è stato approvato il nuovo piano per il triennio 2019-2021, che nella sua componente “istituzionale” garantisce il ruolo dell’Inail come organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale muovendosi sulla frontiera dell’innovazione tecnica e tecnologica: per l’individuazione dei rischi emergenti, per la costruzione di strumenti e processi che possano fronteggiarli, per il ricorso alle nuove tecnologie nella prevenzione dei rischi e per avanzare proposte normative. Ne deriva anche il sostegno all’attività di certificazione e verifica di macchinari e processi di lavoro.

Inail
LE NUOVE TARIFFE DEI PREMI
Il decreto 27 febbraio 2019, di approvazione della determina presidenziale Inail n. 385 del 2 ottobre 2018, ha stabilito le nuove tariffe dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti e relative modalità di applicazione.
Le tariffe dei premi sono distinte per ciascuna delle seguenti gestioni: industria; artigianato; terziario; altre attività
I datori di lavoro sono inquadrati in queste gestioni tariffarie secondo la classificazione disposta ai fini previdenziali e assistenziali in base all’articolo 49 della legge 88/1989, tenendo conto anche delle specifiche disposizioni di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 38/2000.
Per i datori di lavoro non soggetti alla classificazione prevista dall’art. 49 l. 88/1989 l’inquadramento è effettuato direttamente dall’Inail, ai sensi dell’art. 2, co. 2, del d.lgs. 38/2000.
L’Inail, accertato in qualsiasi momento che l’inquadramento del datore di lavoro è errato, procede alle necessarie rettifiche con provvedimento motivato.
Il datore di lavoro, qualora ritenga che l’inquadramento applicato dall’Inail sia errato, tanto in sede di prima applicazione che in sede di successive modifiche, può chiedere le necessarie rettifiche con domanda motivata da presentare alla sede dell’Inail territorialmente competente.
La nuova tariffa dei premi speciali unitari artigiani per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per i titolari di aziende artigiane, dei soci di società fra artigiani lavoratori, nonché dei relativi familiari coadiuvanti del titolare, stabilita con decreto 27 febbraio 2019, di approvazione della determina presidenziale Inail n. 43 del 30 gennaio 2019, fa riferimento alle voci di lavorazione previste nella tariffa dei premi della gestione “artigianato”, valevole per i lavoratori dipendenti. In particolare, le voci di lavorazione della predetta tariffa dipendenti sono raggruppate in una tabella di nove classi di rischio, ai fini della determinazione del premio speciale unitario valevole per ciascuna classe.
La nuova tariffa dei premi della gestione navigazione è stata stabilita con decreto 27 febbraio 2019, di approvazione della determina presidenziale Inail n. 45 del 4 febbraio 2019. Sono stabilite aliquote tariffarie in relazione alle categorie assicurative di naviglio previste (determinate in base al tipo di nave, al tipo di servizio a cui la nave è adibita e alle attività in cui sono impegnate le persone imbarcate).

Economia
PRESSIONE FISCALE DA RECORD
Nei primi tre mesi del 2019, la pressione fiscale è risultata del 38,0%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato più alto dal 2015. Lo rileva l’Istat.
In aumento, dopo i due cali consecutivi dei trimestri precedenti, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici, che è cresciuto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti in termini nominali dello 0,2%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di una variazione nulla del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è anch’esso cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,9%. “Grazie alla frenata dell’inflazione – rileva l’istituto – il marcato recupero, si è trasferito direttamente in crescita del potere d’acquisto. La risalita del reddito si è tradotta in misura molto limitata in maggiori consumi, mentre è aumentata la propensione al risparmio”.
PA – In lieve miglioramento l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil, che è stato pari al 4,1% (4,2% nello stesso trimestre del 2018). Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil dell’1,3% (-0,9% nel primo trimestre del 2018). Il saldo corrente è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil dell’1,6% (-1,5% nel primo trimestre del 2018).
Conti pubblici – L’incidenza del deficit del conto delle Amministrazioni pubbliche sul Pil è scesa lievemente rispetto al primo trimestre del 2018, in corrispondenza di una dinamica delle uscite di poco inferiore a quella delle entrate (con incrementi rispettivamente dell’1,4 e dell’1,6%).
Imprese – La quota di profitto delle società non finanziarie è scesa al 40,7%, 0,6 punti percentuali più bassa rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento del settore, pari al 21,1%, è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Carlo Pareto

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