mercoledì, 24 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Prigionieri dei nostri errori, e dei 5Stelle

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Ci siamo fatti convincere che tutti i mali del Paese originassero dal Palazzo, e il Palazzo abbiamo assaltato, armati del voto, il 4 marzo del 2018, espugnandolo.
Tutto bene, per carità, se il popolo decide di cambiare liberamente la sua classe dirigente e investire su una nuova; meglio ancora se sono giovani, entusiasti e con la voglia di cambiare il Paese. D’altronde, non è la prima volta che succede.
Però in questa occasione, rispetto al passato, abbiamo puntato in buona fede su giovani perbene, ma completamente sprovvisti di ogni attrezzatura pratica e intellettuale; se non quell’infarinatura, un po’ rabbiosa, di un ‘comico’ filosofo: poco, molto poco, per affrontare una situazione complessa come quella italiana.
È come avessimo inviato al fronte una squadra di giovani medici senza aver fatto alcun tirocinio, come peraltro si sta tentando di fare per affrontare il Coronavirus; ma se in medicina tali decisioni sono state prese in passato sui campi di battaglia, in politica mai. Mai nel senso che di giovani ce ne sono stati e anche tanti, ma tutti con un mentore alle spalle, oltre che con un minimo di esperienza politica e amministrativa.
Il Movimento 5Stelle è stato lanciato sul palcoscenico senza aver mai cantato, il pubblico li ha applauditi, incoraggiati, ma ora si è stancato delle note stonate e sta uscendo dal teatro con grande velocità. Con sorpresa, però, abbiamo trovato le porte sbarrate dalla pandemia e giorno dopo giorno ci stiamo impanicando sempre di più, costretti a rientrare in sala per continuare a sentire un inascoltabile bisticcio di musica e parole, dove l’una non ci azzecca nulla con l’altra.
Il nostro Presidente non può fare nulla, se non rispettare la Costituzione; ricordiamo che la nostra è una Repubblica Parlamentare, e fin quando ci sarà una maggioranza in Parlamento non si possono sciogliere le Camere e, quindi, non è possibile votare. Il caos è tale che non abbiamo nemmeno una legge elettorale: conseguenza del referendum dello scorso settembre dove, ancora una volta, ci siamo imprigionati da soli votandolo con una maggioranza incredibile.
Costretti, quindi, sempre da noi stessi, alla rassegnazione forzata, perché non possiamo fare altro che avviarci, speriamo nel miglior modo possibile, alla fine della legislatura. O pensate che il Movimento 5Stelle si costringa ad eutanasiarsi votando una legge elettorale che lo cancelli dalla vita politica del Paese?
Ecco perché l’unico tentativo possibile, per scardinare le porte del teatro, e far riposare le nostre orecchie, è il sacrificio di Italia Viva. Una Italia Viva che tolga la fiducia al parlamento con un patto d’acciaio con Forza Italia e tentare la via della sfiducia. Certo, l’ex Presidente del Consiglio rischierebbe molto se si facessero avanti i “responsabili”, ma se la mossa politica gli dovesse riuscire sarebbe osannato da tutti quegli elettori pentiti di avergli tolto la fiducia, per indirizzarla verso la protesta con il voto del 4 marzo 2018. Andare avanti così per il Paese non è solo un suicidio, ma le prossime elezioni politiche del 2023 vedrebbero spalancate le porte al sovranismo.

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Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

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