domenica, 18 Agosto, 2019

Primarie Pdl, nominata la Commissione di garanzia. A presiederla sarà Lamberto Dini

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A presiedere la Commissione di garanzia per le primarie del Pdl sarà il senatore Lamberto Dini. A deciderlo è stato Silvio Berlusconi che oggi ha nominato anche i membri che saranno cinque, individuati e scelti «tra personalità in possesso di riconosciuti requisiti di autorevolezza e competenza». Secondo il regolamento – oltre all’attività di vigilanza sul corretto svolgimento delle consultazioni – alla Commissione di garanzia, in secondo grado – viene deferita in via esclusiva – ogni controversia relativa allo svolgimento delle primarie. Le consultazioni si terranno il 16 dicembre e saranno aperte.

IL RUOLO DELLA COMMISSIONE E I MEMBRI NOMINATI – La Commissione svolge «attività di vigilanza sul corretto svolgimento delle primarie, in coerenza con i valori di libertà, pluralismo e tolleranza del Pdl». I membri scelti sono Antonio Leone, vicepresidente della Camera dei deputati; Donato Bruno, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera; Alberto Balboni, vicepresidente della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato e Francesco Sisto, vicepresidente della Giunta autorizzazioni della Camera dei deputati.

LE PRIMARIE DEL PDL – Dopo un lungo tira e molla, ieri i vertici del Pdl hanno deciso e stabilito che le consultazioni del partito – per la scelta del candidato premier del centrodestra – si terranno, in data unica, domenica 16 dicembre. Oltre al segretario nazionale Angelino Alfano, fervente sostenitore delle primarie, tra i candidati vi sono la deputata Giorgia Meloni, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Daniela Santanchè, Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e leader della corrente dei “Formattatori”, Guido Crosetto, Vittorio Sgarbi, Giancarlo Galan, Michaela Biancofiore, promotrice delle amazzoni di Silvio, Gianpiero Samorì, il banchiere modenese e Alessandro Proto, indagato per truffa e aggiotaggio: contrario alla sua candidatura si è detto il segretario Alfano.

LE CONSULTAZIONI – Ufficialmente è saltato il cosiddetto “modello americano”. La consultazione assomiglierà a quella organizzata dal Partito democratico, con una grande differenza: sarà consentito il voto elettronico. Ventitré giorni, questo il tempo a disposizione del centrodestra per portare ai gazebo un milione di persone.

Silvia Sequi

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