mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Primarie Usa: Bernie Sanders vince tra i residenti all’estero

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In settimana si sono svolte le primarie del partito democratico per i cittadini statunitensi residenti all’estero. A sorpresa, Bernie Sanders si è affermato contro il superfavorito Joe Biden.
Sanders, socialista e senatore del Vermont, ha ottenuto il 58% dei voti staccando Joe Biden che ha raccolto solo il 23% dei consensi tra i democratici che vivono fuori dai confini nazionali.
Il senatore del Vermont conquista così nove delegati, mentre all’ex vicepresidente nei due mandati di Barack Obama, vengono assegnati quattro delegati.
Tuttavia, si tratta di una piccola vittoria per Bernie Sanders che ha inanellato una serie di pesanti sconfitte che l’hanno portato a pensare al ritiro dalla corsa per la candidatura democratica alla presidenza degli Stati Uniti.

Infatti, il distacco in termini di delegati è ampio e sembra quasi certa la nomination per Joe Biden che si è affermato nettamente nel Super Tuesday e, in seguito, in Stati decisivi come la Florida.
Per assicurarsi la nomination democratica servono 1991 delegati. A oggi, Biden può contare su 1208 delegati contro gli 897 di Sanders.

L’ex numero due di Obama ha il sostegno della componente afroamericana, una sorta di voto di fiducia al politico più vicino al primo presidente appartenente alla comunità nera degli Stati Uniti.
Inoltre, Joe Biden può contare sul sostegno dell’estabilishment del partito democratico e sul voto dei lavoratori delle fabbriche che, nelle scorse primarie del 2016, avevano sostenuto il programma socialista di Sanders e alle elezioni presidenziali hanno scelto Donald Trump, pur di non votare Hillary Clinton percepita come la rappresentante massima delle elitès americane.
Dunque, crescono le pressioni affinché Bernie Sanders si ritiri, in tempo, dalla corsa delle primarie tanto più con l’irrompere dell’emergenza Coronavirus.

Con un ritiro anticipato, il senatore del Vermont potrebbe negoziare una rappresentanza qualificata nell’ipotetica nuova amministrazione Biden e contribuire all’unità del partito dell’asinello, nella sfida contro il presidente in carica, Donald Trump.
Non è ancora stata presa una decisione ufficiale ma, al contrario, fonti dello staff di Sanders sostengono che la corsa del loro candidato proseguirà, nonostante la sconfitta sia ormai certa.
Tuttavia, è molto meno certa, a causa dell’emergenza coronavirus, la possibilità che si continuino a svolgere le rimanenti primarie.

Diversi Stati chiamati alle urne nelle prossime settimane hanno già rinviato l’appuntamento elettorale, a partire dall’Ohio.

Negli scorsi giorni sono stati sospesi i comizi per le primarie e il dibattito televisivo tra i due candidati si è svolto con tutte le precauzioni del caso.
Queste elezioni primarie del partito democratico verranno ricordate come quelle svolte all’inizio della pandemia di coronavirus che ha colpito tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti d’America che sono ormai il paese con il più alto numero di contagiati.

L’emergenza sanitaria ed economica, com’è naturale, ha eclissato le elezioni primarie.
Nella lotta alla pandemia, sono state varate a tutti i livelli di governo, misure sempre più stringenti, sino ad arrivare al sofferto lockdown per contrastare la diffusione del covid-19.

Paolo D’Aleo

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