sabato, 11 Luglio, 2020

Primarie Usa, Biden corre verso la nomination

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Dopo un promettente inizio di Bernie Sanders ed i giudizi espressi dai sondaggi d’opinione, le primarie per la nomination del candidato presidente dei democratici sono arrivate ad una svolta. Joe Biden sta mettendo le mani sulla nomination democratica mentre Bernie Sanders, salvo clamorose sorprese, appare ormai a fine corsa. Per l’ex vicepresidente il mini Super Tuesday delle primarie democratiche, in cui si è votato in sei stati, si è trasformato in un nuovo trionfo elettorale. Biden ha conquistato il Mississippi ed Missouri. Ma soprattutto ha conquistato lo stato del Michigan, quello dove c’era la posta in gioco più alta, ben 125 delegati, dove Bernie Sanders non è riuscito a ripetere l’impresa del 2016 contro Hillary Clinton.
La vittoria nello stato del Michigan, fino all’ultimo in bilico, è netta, e unita a quella del Missouri dà la misura di come Biden sia destinato ad avere vita facile anche negli altri stati del Midwest in cui si deve ancora votare, dall’Ohio, all’Illionois passando per il Wisconsin. Qui i sondaggi sono già tutti a favore di Biden, come quelli della Florida e della Pennsylvania, gli altri due grandi stati chiave in cui devono ancora svolgersi le primarie. Ora Biden e Sanders sono attesi domenica prossima per la prima sfida tv a due, quella che precede un nuovo martedì elettorale. Ma ormai per il senatore progressista potrebbe essere troppo tardi.

Biden, nel festeggiare l’ennesima vittoria, gli ha teso la mano dicendo: “Io e Bernie condividiamo lo stesso obiettivo, e insieme batteremo Donald Trump”. L’ex vicepresidente ha così lanciato un appello all’unità, per concentrarsi d’ora in poi solo su quello che per i democratici veramente conta: sconfiggere Trump alle urne il 3 novembre prossimo.
Biden ha anche detto: “Abbiamo bisogno di una vera leadership in questo Paese, una leadership che sia di nuovo affidabile e credibile. In queste elezioni c’è in gioco la democrazia e l’anima, i valori del nostro Paese”.
Si aspetta ancora il verdetto del North Dakota e dello Stato di Washington ma per il senatore del Vermont lo svantaggio, in termini di delegati, sembrerebbe rivelarsi incolmabile.
Sanders ha preferito non commentare il risultato: una mossa senza precedenti per l’energico senatore che potrebbe decidere di abbandonare la corsa. Nei giorni scorsi, il senatore di idee socialiste, quasi accennando alla possibilità di ritirarsi nel caso di una pesante sconfitta, aveva dichiarato: “Non sono un masochista”.
I risultati hanno confermato il forte sostegno dell’elettorato afro-americano per l’ex numero due di Barack Obama, il primo inquilino della Casa Bianca di colore. Nel 2016 Sanders aveva vinto in Michigan battendo Hillary Clinton ma di misura. Il vantaggio di Biden è invece più marcato con oltre il 50% delle preferenze.
Nate Silver, fondatore e direttore del portale di analisi FiveThirtyEight, ha osservato: “Lo spostamento del rurale Midwest da Sanders nel 2016 a Biden nel 2020 oppure, se preferite, dagli ‘anti-Clinton’ nel 2016 al ‘va bene Biden’ nel 2020, ha sicuramente delle implicazioni per il dibattito sull’elegibilità”. Trump aveva strappato il Michigan ai democratici nel 2016, uno Stato tradizionalmente blu.

Due importanti super Pac democratiche hanno già dichiarato Biden presunto nominato. Anche Trump ha decretato la fine della corsa di Sanders dando la colpa ad Elizabeth Warren.
Intanto l’emergenza coronavirus sta travolgendo la campagna elettorale, con entrambe i candidati democratici che hanno cancellato i primi comizi elettorali da quando e’ scoppiata l’epidemia. La serata elettorale, per entrambi doveva concludersi in Ohio, a Cleveland, ma hanno preferito annullare gli appuntamenti, dopo l’appello del governatore per evitare ogni tipo di assembramento. Biden ha cancellato anche un comizio a Tampa, in Florida, mentre Donald Trump, in controtendenza, ha annunciato un nuovo evento per il 19 marzo a Milwaukee, in Wisconsin, dove lancerà la campagna “Catholics for Trump”.
Dunque, mentre nel fronte democratico, il ritiro di alcuni candidati sta favorendo Biden, in campo repubblicano, Trump sta cercando di conquistare i cattolici che tradizionalmente sono sempre stati più vicini ai democratici.

Ormai è evidente che le prossime primarie saranno una sfida a distanza, preparatoria dello scontro finale tra democratici e repubblicani per il voto del 3 novembre.

Salvatore Rondello

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