sabato, 31 Ottobre, 2020

Crollo produzione industriale. Uil: “Ora un patto per il Paese”

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Calo drammatico della produzione industriale in Italia ed in Europa. Ad aprile la produzione industriale registra una nuova “marcata” contrazione, pari al 19,1% su marzo. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che il crollo su base annua arriva al 42,5% (dato corretto per gli effetti di calendario).  “Le misure di contenimento dell’epidemia di Covid-19 – si legge nel commento dell’Istituto – hanno determinato la forzata chiusura dell’attività di molti settori per l’intero mese, con effetti negativi rilevanti”.

L’andamento negativo non è prerogativa italiana. In Germania la produzione industriale crolla del 17,9% ad aprile. Dopo una flessione dell’8,9% a marzo, ad aprile segna il maggior calo da quando è iniziata la rilevazione nel 1991. Il dato è peggiore delle stime che si attendevano un -16,8%. La produzione si è contratta per i beni intermedi (-13,8%) per i beni di consumo (-8,7%), per i capitali (-35,3%) ed energetici (-7,2%). Il crollo peggiore pero’ l’ha registrato il settore auto (-74,6%). Anche le costruzioni sono diminuite del 4,1%. Su base annua l’indicatore si è ridotto del 25,3%.

In Spagna la produzione industriale ha registrato una contrazione del 21,8% mensile ad aprile, sulla base dei dati destagionalizzati diffusi dall’istituto di statistica Ine. A livello annuo il calo è stato del 33,6%. Nel dettaglio, l’industria automobilistica, la più colpita, ha registrato un calo della produzione del 92% ad aprile su base annua. Tutte le fabbriche automobilistiche nel Paese, secondo produttore europeo dopo la Germania, sono rimaste chiuse per diverse settimane da meta’ marzo. La produzione è poi diminuita del 70% nei settori tessile, calzaturiero e del mobile.

In Francia in crollo della produzione industriale è del 20,1% ad aprile su base mensile dopo aver già perso il 16,2% a marzo, quando gran parte del Paese era ‘bloccato’ a causa del confinamento anti-Covid. Secondo i dati diffusi dall’Insee, la produzione è crollata dell’88% nel settore automobilistico, dopo essere già diminuita del 45,1% il mese precedente.
Rispetto a febbraio, l’ultimo mese prima che la pandemia di coronavirus colpisse la Francia, la produzione industriale di aprile “è calata molto marcatamente nell’industria automobilistica (-93,4%), gomma, plastica e minerali non di metallo (-54,4%), tessuti, abbigliamento, pelle e scarpe (-52,1%) e metallurgia e prodotti in metallo (-50,8%)”, precisa l’Istituto nazionale di statistica.

I dati ISTAT, è il commento di Tiziana Bocchi, segretaria confederale Uil “sono allarmanti. Davanti a uno scenario drammatico è necessario avviare sin da subito una nuova politica industriale che guardi al futuro, sostenendo la produzione e l’occupazione. Dopo aver fronteggiato l’emergenza, è necessario saper guardare oltre attuando progetti di prospettiva e utilizzando tutte le risorse europee a disposizione, senza sprecarle”. “Serve un Patto per il Paese, che come Sindacato abbiamo già chiesto da tempo, per vincere le nuove sfide che la crisi pandemica ci ha posto e puntare, tutti insieme, allo sviluppo e alla crescita dell’Italia”.

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