sabato, 24 Agosto, 2019

Professionisti della sanità: in aumento le aggressioni

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EVIDENZA - MalasanitàAl convegno “No alla violenza contro i medici e gli operatori sanitari” , svoltosi – per iniziativa della dr.ssa Scalise, consigliera dell’ OMCEO di Roma – presso l’Ordine dei Medici della capitale , si è parlato del preoccupante “trend” che vede in aumento, in tutta Italia, aggressioni e discriminazioni nei confronti di medici e altri professionisti della sanità
Le aggressioni – tutte da condannare senza se e senza ma – attualmente sono un fenomeno in aumento dovuto a vari motivi, molto spesso legati alla crisi economica, sociale e di identità che è in atto nel Paese. Sono anche in aumento a causa della pessima organizzazione strutturale e funzionale di alcune strutture pubbliche e private, che a volte esaspera gli utenti; ma ovviamente non possono in alcun modo giustificarsi, essendo scatenate soprattutto dall’ ignoranza e dalla mancanza di autocontrollo di certe persone.
Al convegno, Foad Aodi, medico fisiatra, fondatore di AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia ) e dell’UMEM (Unione Medica Euromediterranea), ha portato la solidarietà di queste associazioni e sua personale a tutti i medici e ai professionisti della sanità che subiscono aggressioni d’ ogni genere. Ha illustrato, poi, i dati forniti dallo sportello Amsi e dal movimento internazionale transculturale interprofessionale ” Uniti per Unire” riguardo a tutti gli episodi di discriminazioni nei confronti di medici e professionisti della sanità d’ origine straniera negli ultimi 3 anni ( 2015-2017) : i quali risultano essere in aumento del 40 per cento .
Sono stati segnalati in tutto 600 episodi di discriminazione , di cui ben 400 compiuti nei confronti di medici e odontoiatri stranieri: cui bisogna aggiungerne altri 200, inerenti ad altri professionisti della sanità stranieri (infermieri, fisioterapisti, farmacisti ,psicologi…)
Il 70 per cento si verifica al nord e il 30 per cento al sud .Il 50 per cento del totale degli episodi è provocato solo da motivi legati al colore della pelle o ai Paesi di origine. Il 25 da motivi economici , riguardanti personale sottopagato, pagato spesso in ritardo dopo 3 mesi di prova gratuita e non confermato, come promesso nei colloqui iniziali, Il 15 per cento avviene per problemi inerenti alla lingua italiana. Il 10 per cento per problemi religiosi (aspetti vari , abbigliamento e velo …).
Infine, Aodi ha ribadito l’ importanza dell’unità della categoria medica per affrontare tutte le problematiche in modo collegiale, in modo da avere più ascoltò dalle istituzioni e dalle forze politiche .
“L’ Italia non é ne’ sarà mai un Paese razzista”, ha sottolineato: “nonostante alcune proposte di legge che profumano di razzismo , populismo e strumentalizzazione politica”.

Fabrizio Federici

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