lunedì, 26 Ottobre, 2020

PROGRAMMA PER IL FUTURO

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Visco arriva a stimare per il Pil italiano 2020 una caduta attorno al 10%. “Può essere leggermente superiore o inferiore, dipende dall’evoluzione della pandemia nella seconda parte dell’anno”. Parlando online a un evento dei Lincei, Visco rileva come la caduta deriva “dalla flessione drammatica del primo e sopratutto il secondo trimestre”. Insomma i numeri citati da Visco, governatore di Bankitalia, sono di quelli che non lasciano tranquilli. Una incertezza delle previsioni per futuro che necessita un piano ben costruito. “Lo stato d’incertezza nel quale ci troviamo non ci consente di fare previsioni – ha aggiunto – non dico accurate ma ragionevoli, procediamo per scenari possibili”, ma questo “non vuol dire che non si debba fare niente”.

Visco ha evidenziato la “necessità di muoversi avendo in mente non solo il breve ma anche il lungo periodo”, elaborando “un piano ben costruito”. “Bisogna capire come costruire un programma per il futuro, anche perché le analisi mostrano squilibri da colmare”, a iniziare dalla dimensione delle aziende italiane, che resta troppo piccola se si considera che “su 4,3 mln di imprese registrate solo 25 mila hanno più di 50 addetti, eppure producono circa la metà del valore aggiunto nazionale”. “Serve una crescita della produttività” ha auspicato il governatore di Bankitalia, osservando che “una crescita dell’1% è nelle nostre possibilità ma richiede uno sforzo collettivo”. La “flessione drammatica del primo e soprattutto del secondo trimestre che porterà ad avere un anno che, aritmeticamente, difficilmente avrà un risultato in termini di Prodotto complessivo diverso da una caduta attorno al 10%”.

Secondo il governatore, “bisogna capire come si può costruire un programma per il futuro, anche perché le analisi mostrano squilibri da colmare”.  “Ci vuole una buona burocrazia, non va bene l’assenza di burocrazia come molti chiedono”. ha detto Visco,  secondo cui “si fa presto a dire semplificare” ma occorre una pubblica amministrazione che sia in grado “di rispondere alle esigenze” dei cittadini e serve una “giustizia più veloce”.  Il fisco “richiede una riforma molto ampia” sulla quale bisogna avere una “visione complessiva ampia e non imposta per imposta”, ha detto il governatore della Banca d’Italia, con riferimento alla possibile riduzione dell’Iva.  “All’Italia serve la capacità di spendere bene i fondi europei che vanno utilizzati in infrastrutture e progetti utili”,  ha detto Visco, durante la tavola rotonda, sottolineando che questi fondi “andranno pagati”.

E proprio sull’Iva è intervenuto Domenico Proietti, segretario confederale Uil, secondo il quale “ogni rimodulazione dell’Iva deve essere ancorata esclusivamente all’utilizzo dei pagamenti elettronici perché, non bisogna dimenticarlo, l’Iva è l’imposta più evasa. La UIL ritiene che una revisione dell’Iva nel nostro Paese sia uno strumento utile per contrastare la recessione economica in atto. Ai generi alimentari, ancora esclusi, potrebbe essere applicata l’aliquota minima, così come andrebbero ridotte le aliquote sulle utenze domestiche ed in determinati settori particolarmente colpiti dalla crisi che offrono servizi importanti ai cittadini come, ad esempio, la sartoria, i parrucchieri e gli asili nido. Questi interventi, opportuni per affrontare l’emergenza economica, devono essere inquadrati in una più ampia e sistemica riforma fiscale per realizzare la quale la UIL chiede al Governo di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali”.

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