martedì, 10 Dicembre, 2019

Proietti: “La Uil dice basta con i regali agli evasori”

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«Tu chiamale, se vuoi, emozioni» cantava Lucio Battisti. Come dire, tu chiamala, se vuoi, pace fiscale anche se tutti sappiamo che è il solito condono da collegare alla prossima legge di Bilancio. E non scriviamo così per amor di polemica, basta consultare un vocabolario, oggetto di questi tempi sempre più misterioso. Abbiamo fatto una ricerca in Internet e riportiamo la definizione del dizionario Treccani: «condóno s. m. [der. di condonare]. – Remissione di una pena, di un debito: c. totale o parziale della pena, come effetto dell’indulto. Per estens., c. fiscale, forma di transazione con cui lo stato decide di risolvere, mediante provvedimenti eccezionali, le pendenze tra i contribuenti e il fisco relative ad anni precedenti».

Mischiando la lana grezza con la seta di qualità, vien proprio da pensare a William Shakespeare: «Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome?»
Certo che no. Così, pur non essendo esperti di questioni fiscali, la Lega la chiamerà pure pace fiscale ma puzza sempre di condono o, se preferite, di rottamazione.

Domenico Proietti

Sulla questione, che sta contribuendo ad agitare le acque tempestose del governo Cinque Stelle e Lega, abbiamo intervistato Domenico Proietti, segretario confederale Uil, che si occupa di politiche fiscali, politiche previdenziali, fondi integrativi e coordinamento degli enti.

Che cosa prevede, o provvederebbe dato che è tutto ancora molto fumoso, questa pace fiscale 2, e perché è la Lega a proporla?
«La pace fiscale il Governo dovrebbe farla con i lavoratori dipendenti e pensionati, che sono coloro i quali prima pagano le tasse e poi ricevono stipendio e pensione. Quello che il Governo si appresta a fare sarebbe un ulteriore regalo agli evasori ed un nuovo ed inaccettabile affronto ai cittadini onesti, i lavoratori e le lavoratrici dipendenti e pensionati».

Quali dovrebbero essere i provvedimenti?
«Si parla di un pacchetto di misure che includerebbe il condono sulle “dichiarazioni infedeli”, la sanatoria fiscale per favorire l’emersione del contante non dichiarato, la sanatoria delle liti pendenti, oltre all’estensione del cosiddetto “saldo e straccio”, ovvero la sanatoria sulle cartelle per il mancato versamento delle imposte o dei contributi, non solo ai contribuenti che versano in condizioni di grave e comprovata difficoltà economica, ma anche alle imprese.
La Lega, dal proprio canto, pensa che questo provvedimento risponda alle attese di una parte del suo elettorato.

Qual è la posizione della Uil su questo nuovo condono o pace fiscale, che dir si voglia?
«Come Uil ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a qualsiasi forma di condono poiché è inaccettabile continuare a fare regali agli evasori e, contrariamente, mortificare e deludere i lavoratori onesti ed i pensionati. Siamo al paradosso: si premiano coloro i quali sono stati in grado di occultare fraudolentemente allo Stato parte del reddito e del patrimonio. L’evasione oltre ad un rilevante danno economico per lo Stato produce un vulnus alla democrazia. Nelle società moderne, infatti, si accede ai diritti di cittadinanza facendo il proprio dovere con il fisco. Questo per una parte rileverete degli italiani non avviene. Per questo occorre rimuovere questo vulnus, ripristinando uguaglianza ed equità sociale».

Il condono suona come una sorta di premio per gli evasori. Come stanarli? Cioè, la lotta all’evasione fiscale promessa da questo governo sta dando i suoi frutti?
«Il condono è un regalo a tutti gli evasori. Il governo deve realizzare una vera svolta nella lotta all’evasione fiscale che fino ad oggi è mancata. Occorrerebbe anche istituire una Procura nazionale anti-evasione, creare un’agenzia specifica per l’accertamento, incrociando tutte le banche dati della pubblica amministrazione, favorire l’utilizzo della moneta elettronica ed estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo. I positivi risultati in termini di gettito Iva ottenuti nei primi sei mesi del 2019 sono frutto dell’introduzione della fattura elettronica, fortemente voluta dalla Uil, a dimostrazione che la via telematica è la strada da percorrere nella lotta all’evasione fiscale, che dà buoni frutti».

Pace fiscale per autonomi e professionisti, presumo, ma lavoratori dipendenti e pensionati non contano nulla? Quanto incidono le loro tasse nel calderone fiscale?
«I lavoratori e le lavoratrici dipendenti e i pensionati contribuisco per il 94% del gettito Irpef. Questi lavoratori e pensionati prima pagano le tasse e poi prendono lo stipendio e la pensione. È di tutta evidenza che le tasse bisogna cominciare a tagliarle a questi soggetti».

Al posto del condono, quali dovrebbero essere le scelte del governo per una maggiore equità fiscale?
«Un politica forte di contrasto all’evasione interna e al dumping fiscale è la condicio sine qua non per riportare equità nel sistema tributario. Bisogna fare una riforma fiscale che riduca il peso della pressione fiscale e bisogna cominciare a farlo proprio ai lavoratori dipendenti e pensionati».

A proposito di tasse, cosa ne pensi della flat tax? E quale potrebbe essere l’alternativa?
«In Italia le tasse sono troppo alte e vanno assolutamente ridotte. Per la Uil è necessario che sia predisposta una riforma fiscale complessiva che agisca sull’intero sistema con un ampliamento significativo delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati, piuttosto che ridefinendo le aliquote Irpef. Nel fare questa operazione di riduzione delle tasse bisogna conservare il principio di progressività previsto dalla Costituzione. Agendo in questo modo si darebbe più reddito a milioni di italiani, con un positivo impulso alla nostra domanda interna».

Sul piatto del governo ci sono anche le proposte sul cuneo fiscale da abbassare e l’aumento dell’Iva da congelare. Sono proposte praticabili?
«Il cuneo fiscale va assolutamente ridotto e bisogna farlo, come dicono anche gli imprenditori, partendo dai lavoratori dipendenti. L’aumento dell’Iva va evitato perché occorre sostenere i consumi».

Come giudichi il comportamento del presidente Conte su questa vicenda? Ha fatto il pesce in barile o si è comportato all’altezza del suo ruolo?
«Il Presidente Conte sul tema fiscale è stato prudente e ho l’impressione che cerchi di arrivare ad una posizione di sintesi tra i due partiti di maggioranza. Un confronto con il sindacato può aiutare a trovare utili soluzioni per il paese».

Secondo Bruxelles, l’Italia crescerà di un misero 0,1 per cento, poco più di niente, quindi. Quali sono le proposte della Uil per uscire da questa stagnazione prima che diventi recessione?
«Il nostro Paese necessita di una nuova politica di sviluppo orientata alla crescita. Una riforma fiscale, come è stato detto, è lo strumento principale per conseguire risultati positivi. Contemporaneamente, è necessaria una politica industriale, un grande piano per mettere in sicurezza il territorio nazionale, un sostegno alla creazione di nuove infrastrutture, lo sviluppo del Mezzogiorno ed investimenti nei settori della cultura, della scuola e della ricerca».

Antonio Salvatore Sassu

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