lunedì, 1 Giugno, 2020

Proteggere la “terza età”

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Tutti diventeremo anziani, ed è un augurio. Questa persone, prima figli, poi genitori e poi nonni non sono altro che la vita.
Come sarà vissuta la fase della “terza età” è sempre un’incognita. Se si hanno figli, questi spesso partono per seguire i loro destini e, al di là dall’affetto, non possono offrire cure e assistenza. Ci sono gli anziani senza figli, spesso soli ed ammalati. La stragrande maggioranza di questa parte importante della popolazione vive in difficoltà, con pensioni al limite della sopravvivenza. Non esiste una politica ben strutturata a protezione di questa categoria. Ci si affida alle badanti – se si ha la possibilità di poterle pagare- ai centri sociali, alle strutture del dopo di noi e a case di cura per anziani (assistenziali o sanitarie). Si parla di aumento delle pensioni ma a loro non serve avere 50 euro in più nel cedolino. Stiamo parlando del 30 % della popolazione. Bisogna dargli assistenza gratuita, costi di energia elettrica, acqua e servizi gratuiti.

Quando ero assessore avevo avviato la sperimentazione dei condomini sociali dove offrire alloggi autonomi in contesti (condomini) assistiti dove, nello stesso tempo, era possibile vivere la socialità. Poteva funzionare senza costi aggiuntivi rispetto a quelli che oggi vengono già stanziati. Un anziano è una ricchezza non un problema. Vanno integrati socialmente e devono essere parte di un programma degno di un paese civile, democratico e solidale. Questa riflessione non vuole stimolare sensibilità, ma vorrei che il welfare legato alla terza età sia messo centro dell’agenda politica futura. Se i dati sono corretti, solo in Calabria abbiamo 600.000 anziani. Più di un quarto della popolazione regionale. Non sono fantasmi, esistono. Non li incontrate in discoteca certamente ma fatevi un giro negli ospedali e ahimè ne vedrete tanti . Questa pandemia è un esempio di come questa categoria sia la parte più debole e bisogna solo provare orrore difronte alla disumanità di chi crede che possa essere “sacrificata”.

Quindi grazie a chi, giorno dopo giorno, dedica le proprie azioni, attenzioni e tempo agli anziani, da volontario o da dipendete.

Luigi Incarnato
Segretario Regionale PSI Calabria/Segreteria Nazionale PSI

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