mercoledì, 2 Dicembre, 2020

Protocolli ospedalieri come riti vudù

0

Di solito i giornalisti commentano le notizie e spesso le approfondiscono cercando di raccontarle nei minimi dettagli, esprimendo la loro opinione sull’accaduto.
Ecco, come tanti di loro sto seguendo le ripercussioni sociali del COVID-19. Quel temibile virus che ha stravolto la vita di noi italiani che, più di altri Paesi, ne abbiamo pagato il conto.
Una di queste ricerche è sugli effetti collaterali del virus, nello specifico cerco di capire quanto le conseguenze delle decisioni prese dal Governo abbiano pesato sulle fasce più deboli della popolazione; quanto fossero necessarie ieri, durante il picco della pandemia e quanto lo sono oggi alla luce dei provvedimenti da prendere.

Va da sé che, a parte le buone intenzioni, le risposte economiche, almeno per ora, non sono state all’altezza dell’accaduto, ma certo in questo non c’è responsabilità del Governo, che si è venuto a trovare in una situazione paragonabile a quella dei medici; cioè, l’emergenza di trovare le armi più efficaci per combattere una pandemia sconosciuta a mani nude.
Non è forse così che hanno fatto i nostri operatori sanitari “eroi” che, peraltro, abbiamo già dimenticato! Beh, lo stesso è successo agli operatori politici, che non sapevano come contenere una crisi economica improvvisa, crisi che è andata ad aggravare una situazione già molto complicata, visto il nostro debito pubblico in corsa per sfondare quota 2.550 MLD.

Oggi, però, sia livello economico che sanitario, abbiamo capito come affrontare la pandemia; certo, non siamo ancora riusciti a sferrare il colpo ferale, ma possiamo tenerla a bada. Ora, per controllare questa situazione in attesa del vaccino va bene qualsiasi sacrificio, ma a condizione che gli oneri della battaglia non ricadano sui cittadini impoveriti, magari infilando nei provvedimenti costi e cose che non ci azzeccano nulla col coronavirus.

Mi spiego meglio: un conto è limitare le verifiche fiscali in un periodo tanto complicato, un altro è quello di “turarsi il naso” di fronte a personaggi che immettono sul mercato cifre imponenti di dubbia provenienza, con la scusante che in momenti di estrema necessità non si può essere schizzinosi ricorrendo al detto pecunia non olet. Cosa che i maliziosi potrebbero vedere come un aiutino ai malfattori, tanto per usare un eufemismo.
Per quanto riguarda la situazione sanitaria, invece, trovo che la faccenda sia sempre più paradossale. Infatti, le persone per accedere ad un controllo medico devono prostrarsi alle regole dettate da Re Corona-virus, ormai diventato monarca e signore di ogni luogo di cura, che costringe i malati ad aspettare tempi infiniti: cosa che non avviene nelle strutture mediche private, dove pagando riceverai le prestazioni necessarie per curarti – ora e subito.

 

Qualcuno dirà che è una follia perché per questo ci sono i Pronto Soccorso. Ma voi ci siete andati?! E, badate bene, mi riferisco a Regioni all’avanguardia sotto il profilo medico sanitario dove tutto ormai è protocollo e ritualità – come ci trovassimo nel bel mezzo di un rito vudù.

 

Angelo Santoro

Condividi.

Riguardo l'Autore

Angelo Santoro

Leave A Reply