venerdì, 13 Dicembre, 2019

Province. La Corte dei Conti: «A rischio servizi primari»

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Corte dei conti-Province«Una situazione di criticità (e per certi versi emergenziale)» quella relativa alle risorse, la cui scarsità mette a repentaglio «i servizi di primaria importanza». Queste le conseguenze – secondo la Corte dei Conti – della riforma voluta dal governo Renzi sulle finanze e la funzionalità delle Province (la cosiddetta riforma Delrio). Senza l’adozione di «interventi necessari, la forbice tra risorse correnti e fabbisogno tende a una profonda divaricazione, difficilmente sostenibile per l’intero comparto».

LA RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI – A lanciare l’allarme sono i giudici contabili nella loro consueta Relazione sugli andamenti della finanza territoriale inviata al Parlamento nei giorni scorsi. L’abolizione delle Province – annunciata il 3 aprile 2014, con l’approvazione del disegno di legge Delrio (dal nome di Graziano Delrio, all’epoca sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e segretario del Consiglio dei ministri con delega alle politiche di Coesione territoriale e allo Sport, ndr) – in realtà non è mai avvenuta: negli enti territoriali è stata realizzata una riduzione e rimodulazione degli organi ‘politici’, ma tutto il corredo di funzioni tecniche delegate in materia di scuola o trasporti – per esempio –  è rimasto in piedi.

A RILENTO IL RIORDINO – La Corte dei Conti ha reso noto che il riordino di queste funzioni – previsto dalla legge – non solo non si è concluso, ma procede anche a rilento. Ad allarmare i giudici contabili è «lo stato di precarierà della situazione finanziaria degli enti di area vasta (le Province, ndr). La situazione sta aggravandosi dal momento che alla sottrazione delle risorse non sta corrispondendo  – in eguale misura – l’assottigliamento delle competenze. Il risultato – secondo quanto rilevato dai giudici contabili – è che le Province non hanno più personale, né fondi (essendo stati tagliati) per erogare i servizi (che invece sono ancora di sua competenza). Una vicenda già vista in cui le riforme e le abrogazioni a metà si alternano alla confusione delle competenze tra organi ed enti.

Siria Garneri 

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