sabato, 24 Ottobre, 2020

Psi: propositi chiari

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Si é svolta quest’oggi una riunione della segreteria del Psi aperta da una relazione del segretario Enzo Maraio e da un intervento di Fabio Natta, responsabile degli Enti locali del Psi. Il segretario ha sottolineato il buon risultato delle elezioni regionali e amministrative, dove, in molti casi, é stato presentato il vecchio e nuovo simbolo del garofano. Anche Natta ha messo in luce l’ottimo dato conseguito in Campania, grazie soprattutto al risultato elettorale della provincia di Salerno, quasi l’8%, con l’elezione di un consigliere regionale, mentre nelle Marche é in corso una verifica che potrebbe portare all’elezione di un consigliere regionale socialista ad Ancona. Per un soffio é mancata l’elezione di un consigliere regionale in Toscana e in Puglia, dove si é solo sfiorato lo sbarramento elettorale fissato rispettivamente al 3 e al 4%. Molto meglio, ha continuato il segretario, é andata alle comunali con due risultati a sorpresa attorno al 10% delle liste socialiste nelle città di Marsala e Matera. Anche al Nord abbiamo eletto consiglieri nei capoluoghi di provincia dove si é votato, come a Mantova e a Trento, mentre ad Aosta ne abbiamo addirittura eletti due. Ci sono dunque elementi di significativo risveglio che non vanno taciuti. Sulla linea politica la segreteria si é trovata unanime nel rifiuto di una linea strategica fondata sull’accordo coi Cinque stelle anche se il Psi continuerà ad appoggiare l’unico governo possibile, per di più in un momento di forte ripresa della pandemia, come quello che stiamo vivendo. Il Psi resta un partito del centro-sinistra con una collocazione autonoma dagli altri schieramenti e si impegna da subito a mettere in cantiere una conferenza programmatica, che faccia perno sulla sanità (si propone un referendum consultivo sul Mes, che é utile al Paese e che il Parlamento, per il veto dei Cinque stelle, non é per ora nelle condizioni di approvare), sul lavoro (con la proposta di un patto del lavoro), sulla giustizia (con le proposte contenute nella legge presentata in Senato dal senatore Nencini sulla separazione delle carriere e sul sorteggio per l’elezione del Consiglio superiore della magistratura) e anche sui temi istituzionali (la proposta di una legge elettorale proporzionale senza sbarramenti e il mantenimento delle differenze istituzionali esistenti nell’elezione di Camera e Senato). Su questo e su altro mi sono impegnato come responsabile del programma a formulare, dopo una consultazione interna ed esterna al partito, una bozza di lavoro. Si é infine deciso di tentare un accordo tra i socialisti delle grandi città metropolitane dove si voterà per individuare uno strumento di azione elettorale comune.

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Mauro Del Bue

1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    A me sembra un po’ contraddittorio dichiararsi per il proporzionale – la cui natura prevede che le alleanze si decidano dopo ogni tornata elettorale – e fare “atto di fedeltà” perenne alla coalizione di sinistra, compresa la cosiddetta sinistra/sinistra, da come si evince dalle righe della Redazione “L.elettorale. Psi, proporzionale con voto di preferenza”, che chiudono col dire “tutte le forse di centrosinistra”.

    Io credo che se si opta per il proporzionale, ci si dovrebbe lasciare le “mani libere”, o quasi, per poter trovare intese con le forze con le quali possono esservi convergenze di programma, e mi chiedo altresì perché non prevedere una collocazione al centro del panorama politico, autonoma dai due poli, qualora se ne determinassero le condizioni, eventualità di fatto impedita dal voler restare a sinistra.

    Le alleanze predeterminate a priori, pur col sistema proporzionale, sono quelle associate al Presidenzialismo – tema toccato dal Direttore nel suo recente Editoriale “Salvini, il presidenzialismo ……….” – sul quale ritengo dovrebbe indirizzarsi il PSI, anche perché la soglia di sbarramento potrebbe essere molto bassa (basta prevedere, a mio avviso, che se non viene raggiunta i voti restano nella coalizione).

    Col Presidenzialismo, con liste di partito che sostengono i rispettivi canditati alla carica, non si pone a mio vedere il problema della “frammentazione” e dispersione del voto, perché ciascuna formazione, pur piccola che sia, entra in una coalizione e si schiera preliminarmente, talché la governabilità è assicurata (è assicurata, a mio giudizio, anche col bicameralismo paritario, che così funziona da contrappeso).

    Paolo B. 15.10.2020

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