lunedì, 1 Marzo, 2021
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Il precariato rende irrisolvibile la questione scuola

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La questione scuola non è il precariato ma il precariato rende irrisolvibile la questione scuola.
Il Governo Draghi porta con sé la promessa di cambiamento, la speranza di un Italia finalmente in grado di porsi al livello degli altri Paesi europei, non per originalità ed efficacia, che già la caratterizzano, ma per livelli di efficienza.
Questo è quanto emerso ieri dall’incontro online organizzato dal PSI della città metropolitana di Bari su scuola e università.
La scuola non ha come compito quello di formare, addestrare lavoratori ma quello di creare le condizioni affinché i giovani possano realizzare sé stessi in quanto membri di una comunità solidale.
Il Governo Draghi, per ciò che riguarda l’istruzione pubblica, avrà raggiunto il suo obiettivo se sarà riuscito ad avviare un processo in grado di risolvere in pochi anni la questione del precariato e avrà riformato la scuola pubblica. Una riforma non dai caratteri aziendalistici e disgreganti come quelle succedutesi negli scorsi vent’anni, ma in grado di porre l’Istituzione scolastica italiana tra le eccellenze europee.
La scuola pubblica ha bisogno di una riforma che valorizzi al contempo lo spirito europeista, l’unitarietà del Paese e la reale autonomia didattica degli Istituti.
Una riforma che in un’ottica europeista punti a sburocratizzare la professione docente, che riveda l’impianto dei cicli scolastici, che valorizzi le specificità degli indirizzi di studio, che rafforzi il legame tra istituzione scolastica e territorio, che sia il caposaldo dell’unità culturale del Paese.
L’Università, già proiettata in Europa, deve diventare strumento realmente democratico, aperto a tutti i giovani che abbiano nella motivazione e non nelle proprie possibilità economiche le ragioni del proprio impegno. L’Università italiana è già in Europa ma i suoi strumenti vanno potenziati.
Università e scuola pubblica, hanno sottolineato i socialisti nella riunione di ieri, se il Governo al termine del suo mandato avrà raggiunto i suoi
obiettivi europeisti, potranno caratterizzare la presenza e il contributo dell’Italia in Europa.

 

Enzo Maraio
Segretario nazionale PSI

 

Luca Fantò
Referente PSI scuola, università e ricerca

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