sabato, 4 Luglio, 2020

Psi Sicilia
Cassa integrazione in grave situazione di stallo

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Il Partito Socialista Italiano – Sicilia e la Federazione Giovani Socialisti di Palermo – “Libertà Obbligatoria” prendono atto della grave situazione di stallo in cui versa la Cassa integrazione siciliana e, valutati gli eventi, comunicano ufficialmente quanto segue.

1) Si prende atto della grave situazione in cui versano ancora circa 130.000 lavoratori siciliani aventi diritto all’erogazione della cassa integrazione, lavoratori corrispondenti ad altrettanti nuclei famigliari di fatto abbandonati agli stenti e all’inedia. Ciò deriva, stanti le risultanze, dall’indolenza dei funzionari della pubblica amministrazione siciliana preposti alla gestione ed all’inoltro all’INPS delle pratiche di richiesta di erogazione del sussidio che a fronte di oltre 139.000 richieste ne hanno inoltrate poco meno di 10.000.L’inadempimento da parte della pubblica amministrazione è dovuto, stanti le richieste formulate dagli organi sindacali, alla pretesa degli stessi funzionari di un bonus di dieci euro per ogni pratica inoltrata e svincolata ulteriore alla propria retribuzione, conferita per tale funzione.

2) L’inadempimento della pubblica amministrazione, nello specifico dei funzionari preposti, sta cagionando danni inimmaginabili a tutti quei lavoratori e, di conseguenza, alle famiglie che hanno diritto a vedere erogati quei fondi. A ciò si unisce il pessimo gusto di pretendere una retribuzione “a cottimo” oltre alla retribuzione – ripetiamo, conferita per l’assolvimento proprio di queste specifiche mansioni – rendendo di fatto mercimonio un lavoro funzionale al riconoscimento di diritti sacrosanti dei lavoratori. Una scelta di questo genere, oltre a svilire la stessa funzione dell’amministrazione pubblica innanzi alla cittadinanza regionale ed allo stato tutto, squalifica il personale e i sindacati che hanno formulato tali richieste.

3) Rimane grave, in ogni caso, l’assenza di organizzazione e di risorse, umane e materiali, degli apparati burocratici della pubblica amministrazione regionale, e risulterà opportuno che il governo regionale riveda di sana pianta il sistema burocratico della funzione pubblica su lavoro e welfare. Ciò in ogni caso non giustifica, da parte dei sindacati, una forma di ricatto che oltre a danneggiare economicamente la regione, già in equilibrio precario stanti i bilanci, lede gravemente i diritti di altri lavoratori e delle rispettive famiglie, lavoratori che dovrebbero essere difesi e tutelati anch’essi dai sindacati stessi.

La funzione pubblica, soprattutto quella finalizzata al welfare ed al lavoro, non può essere in nessun caso oggetto di mercimonio e ricatto: il danno che questi atteggiamenti comportano è diretto ai lavoratori, alle famiglie ed alla società nella sua interezza. PSI – Sicilia ed FGS – Palermo, pertanto, auspicano che le istituzioni regionali, l’ispettorato del ministero della funzione pubblica, il governo e i sindacati agiscano per il perseguimento univoco dell’unico obiettivo, che è e deve rimanere non lasciare a loro stessi lavoratori e famiglie siciliane.

 

Nino Oddo
Segretario PSI – Sicilia

Mattia Carramusa
Coordinatore FGS – Palermo

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