lunedì, 14 Ottobre, 2019

Psi Trentino
Preoccupati dall’incertezza politica

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Il coordinamento provinciale del PSI del Trentino si è riunito per discutere della situazione politica nazionale e locale.
Nel corso dell’incontro sono emerse la preoccupazione per un quadro politico nazionale ancora incerto e a rischio di ulteriore instabilità, ma anche la fiducia nella possibilità che una nuova stagione possa veramente aprirsi, dopo l’anno infausto del governo dei “due Vice presidenti in rissa permanente”. I primi passi della nuova maggioranza – alla quale il PSI ha aderito con atteggiamento leale, ma vigile – appaiono confusi e contraddittori. Infatti la revisione costituzionale, recentemente approvata dalla Camera, alla quale il PSI ha votato contro, potrà funzionare soltanto se accompagnata da tutta una serie di norme (dal ridisegno delle circoscrizioni e dei collegi elettorali fino alla revisione dei regolamenti di Camera e Senato): sarebbe infatti avvilente se il Parlamento venisse descritto soltanto come il luogo delle cosiddette “poltrone” e delle spese inutili.
Il PSI auspica altresì che il governo proceda al varo di una legge finanziaria equa ed espansiva, ma con un occhio sempre rivolto alla tenuta dei conti pubblici. I riformisti sanno bene che il progresso sociale anche dei ceti meno abbienti può costruirsi soltanto dentro una cornice di rigore: la spesa in deficit va sempre valutata con la massima attenzione. Il lavoro non si produce a tavolino, ma con piani di sviluppo di lungo periodo e con una tassazione maggiormente favorevole.
Venendo al Trentino, la Giunta provinciale, priva ormai di sponde romane, sembra viaggiare a vista con provvedimenti incapaci di andare oltre l’ordinaria amministrazione oppure dettati dall’ideologia perdente e alla fine controproducente del “Prima i trentini”. In questa situazione l’opposizione potrebbe avere maggiori margini di manovra. Anche se potrebbe essere più unita e presente.
Da sempre i socialisti, con esiti alterni, hanno cercato di pungolare la cosiddetta coalizione del centro sinistra autonomista, uscita disgregata e poi sconfitta alle elezioni provinciali dello scorso anno. Adesso però occorre ritrovarsi per offrire un’alternativa ai trentini. Cominciando dalle elezioni amministrative del prossimo anno, da Trento, Rovereto, Pergine e dagli altri comuni.
In questo senso il dialogo, che sta faticosamente riprendendo, deve essere fatto con maggiore convinzione, attraverso un rapporto aperto, disponibile e di pari dignità, pensando sempre di dover parlare ai cittadini, senza chiudersi in circoli inconcludenti e litigiosi. Le idee e le capacità non mancano. Forse dobbiamo crederci di più. Non avendo paura di aprirci ad altre forze che già ora sono al governo dei Comuni. Ascolto e fiducia: ecco due possibili parole d’ordine.

Alessandro Pietracci
Psi trentino

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