venerdì, 20 Settembre, 2019

Psi Veneto e Lombardia
Autonomia, risarcire i cittadini

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I Dirigenti regionali del PSI di Lombardia e Veneto, riunitisi a margine della Segreteria nazionale del partito tenutasi a Roma mercoledì 24 luglio 2019, a fronte dello stallo imbarazzante che caratterizza il percorso dell’autonomia regionale, preso atto dell’incapacità dell’attuale governo a guida Lega-5stelle di attuare la regionalizzazione promessa da anni ai residenti delle Regioni Lombardia e Veneto, hanno deciso di verificare la possibilità di avviare azioni di ristoro economico per gli abitanti delle due Regioni che nel 2017 hanno dovuto sostenere dei referendum costosi, inutili e che di fatto, come denunciato da subito dal PSI, hanno anticipato la campagna elettorale della Lega per le politiche del marzo 2018.

Oltre 60 milioni di euro versati da tutti i cittadini (in Veneto votarono 6 aventi diritto su 10 ed in Lombardia neppure 4 su 10). Una cifra enorme se si considera che si sta lavorando da mesi al taglio dei Parlamentari, riducendo gli spazi di rappresentanza, per riuscire a risparmiare ogni anno la stessa quantità di denaro pubblico.

Milioni di euro che i governi regionali avrebbero potuto destinare al sostegno del microcredito per le piccole e medie imprese o per rimediare ai molti danni determinati dalla cattiva gestione idrogeologica di territori sempre più esposti ai cambiamenti climatici (ad esempio i danni derivati dalla tempesta VAIA).

Milioni di euro che, come fatto dalla Regione Emilia Romagna, si sarebbero potuti risparmiare inviando una semplice raccomandata del costo di 6 euro. Il PSI valuterà dunque tutte le azioni legali che possano permettere alla collettività il risarcimento per l’improprio utilizzo di fondi per i referendum sull’autonomia tenutisi in Lombardia e Veneto.

Lorenzo Cinquepalmi Luca Fantò
Segr. reg. PSI della Lombardia Segr. reg. PSI del Veneto

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