martedì, 19 Marzo, 2019

SEPARATI IN CASA

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Renzi-Camusso

I dissidi negli ultimi anni c’erano già stati, ma che tra i vertici della CGIL, tutt’ora il maggior sindacato del Paese con oltre sei milioni di iscritti, e il PD, erede storico del PCI-PDS-DS, si arrivasse al punto di organizzare manifestazioni opposte e distinte, non solo fisicamente lontane, ma anche soprattutto politicamente, non era mai accaduto. È il segno di un rottura profonda tra chi faceva riferimento alla stessa platea sociale, aveva gli stessi riferimenti storici, economici e culturali. E probabilmente si tratta anche di una nuova tappa nella destrutturazione delle grandi organizzazioni di massa – prima i partiti e oggi i sindacati – che fino a oggi hanno regolato nel bene e nel male il funzionamento della democrazia nell’Italia repubblicana anticipando un futuro di cui non si sa nulla.

Dai litigi aperti sul Jobs Act, siamo arrivati così al week end dei separati in casa.
Punti di vista differenti, si dirà come fa il Presidente del Consiglio che non vuole uno scontro muscolare di numeri e di piazze, ma politico. Così lui va alla Leopolda, in una manifestazione che non è del Partito Democratico, ma proprio sua, e ci va circondato da fedelissimi della prima ora e convertiti di quelle successive. E la Camusso invece sarà nella storica Piazza San Giovanni di Roma, con la CGIL (e la FIOM di Landini) e una fetta di quadri dirigenti e ‘popolo’ dello stesso PD.

Niente bandiere nella ‘tre giorni’ alla Leopolda, tante e rosse domani (sabato 25) a Piazza San Giovanni.

Per Renzi, tanti ministri e sottosegretari del suo governo a Firenze, molte figure di spicco della ex nomenklatura del suo partito a Roma. Nella vecchia stazione ferroviaria, Marianna Madia, Dario Franceschini, Roberta Pinotti, Giuliano Poletti, Luca Lotti. Assente giustificato Pier Carlo Paodan (a Capri al convegno dei giovani industriali), forse Andrea Orlando, Piero Fassino, Marina Sereni, Nicola Latorre, Vinicio Peluffo, Walter Verini, Francesco Sanna, Francesco Boccia, Matteo Ricci, Graziano Del Rio e perfino Gennaro Migliore, fino a ieri in SEL.

Naturalmente ci sarà il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Gli iscritti online per l’evento della Leopolda sono cinquantamila. Quattro parlamentari condurranno l’evento tra cui Lorenza Bonaccorsi, il deputato di Pescia, Edoardo Fanucci, Luigi Famiglietti e Silvia Fregolent. Renzi arriverà solo domenica, concedendosi al pubblico per un discorso che concluderà l’evento.

E come annunciato nella conferenza stampa di presentazione dal ministro delle riforme Maria Elena Boschi, che nelle precedenti edizioni della manifestazione assolveva un po’ il ruolo della ‘madrina’, ci saranno anche il commissario anticorruzione Raffaele Cantone, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, imprenditori come Patrizio Bertelli (5° più ricco d’Italia), Brunello Cucinelli, Renzo Rosso (10° più ricco d’Italia). Insomma dalla destra alla sinistra passando per il centro, nella sua Leopolda, Arca di Noè della politica del XXII secolo, Renzi accoglie tutti.

A Roma, con la Camusso, ci saranno invece Guglielmo Epifani (già segretario della CGIL, ma pure del PD), la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi, Gianni Cuperlo, Stefano Fassina, Cesare Damiano, Alfredo D’Attorre, Davide Zoggia, Pippo Civati, (tra gli ‘inventori’ della Leopolda), Sergio Cofferati, Fausto Bertinotti, Maurizio Landini e altri.

Tra i separati in casa, le ragioni per litigare, com’è noto, non mancano. Così Cofferati, ieri al posto della Camusso e oggi europarlamentare del PD, centra il problema: “Stavolta (rispetto alla sua manifestazione del 2002 ndr) in piazza ci sarà il popolo del PD, a manifestare contro un governo di centro-sinistra. Come riuscire a risolvere questa contraddizione spetterà al partito e ancor prima al governo”.

Insomma chi resta fuori dalla Leopolda rischiando la ‘rottamazione’, pare non abbia altra scelta che quella di andare a piazza San Giovanni. Ma non tutti pensano che questa contrapposizione sia davvero utile. Ad esempio il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, non parteciperà a nessuna delle due manifestazioni, ma ha detto di voler seguire entrambi gli eventi e in particolare starà attento a quanto si dirà sulle proposte riguardanti le attività degli enti locali e del governo regionale. Assenti, almeno per ora, a Firenze come a Roma, pesi massimi come D’Alema e Bersani.  Ma anche i socialisti del PSI hanno scelto il ‘non allineamento’.

“Sabato – scrive il segretario nazionale, Riccardo Nencini, il PSI non sarà in piazza con la CGIL”. “Il provvedimento sul lavoro varato dal Governo – spiega in una lettera agli iscritti – sposa la filosofia dell’Atto Unico sull’Occupazione presentato dal partito prima a Letta e quindi a Renzi durante le consultazioni per la formazione del l’esecutivo (qui il video della presentazione del ddl del Psi sul lavoro di martedi 14 gennaio 2014). L’allargamento delle tutele a tutto il mondo del lavoro, terziario incluso, e la tendenza a favorire forme di occupazione a tempo indeterminato sono la strada maestra della cultura riformista e di una forza socialista. Ad una società profondamente cambiata devono corrispondere strumenti di giustizia sociale adeguati. Che tu lavori da un droghiere, in una fabbrica, in un call center oppure da un artigiano. Negli anni ’80, anche il padre dello Statuto dei Lavoratori Gino Giugni si chiese quali correzioni apportare alla legge che lui stesso aveva disegnato. Senza remore per nessun articolo. Basta rileggersi gli atti presentati in Parlamento. Non siamo interessati a rese dei conti interne ai partiti e non partecipiamo a cortei dagli slogan poco convincenti. Se precariato sottoretribuito e disoccupazione sono la piaga di questa Italia, è lì che dobbiamo colpire. Dedicheremo il fine settimana a presentare la nostra proposta sul lavoro nelle città italiane. Io sarò in Veneto, a Firenze e a Siena. I nostri capidelegazione Camera e Senato a Marco Di Lello ed Enrico Buemi a Napoli e a Torino. Parlamentari e membri della segreteria nazionale nelle loro regioni. Per parlare agli italiani”.

C. Co.

Altre prese di posizione dei socialisti sulla manifestazione qui

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