domenica, 20 Ottobre, 2019

Putin, la Lega e Berlusconi

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Quando sembra che i gattopardi stiano per tirare le cuoia, ecco che li riscopriamo più scattanti e lucidi di prima. Ora, o hanno trovato l’elisir di lunga vita oppure, con le nuove scoperte della scienza, si sono clonati. Il fatto è che Forza Italia è in agonia: una parte ha traslocato nella Lega, un’altra lo sta per fare e quando si tornerà a votare, questa volta è quasi certo che i Gasparri torneranno sulle sabbie ferrose di Ladispoli. Dunque, affinché il Cavaliere possa evitare l’inesorabile caduta, il gattopardo par excellance si gioca l’ultima carta: che si torni a votare, ma con la coalizione storica di Centro Destra unita e compatta che, alla luce dei sondaggi più recenti, avrebbe oltre il 50% dei consensi.

Il punto però è come convincere Salvini a farlo, dato che il ministro degli Interni, come a suo tempo fece Matteo Renzi, vuole tentare il colpaccio e andare da solo, armato dei suoi slogan contro i migranti e con l’intenzione, fuor di metafora, di armare gli Italiani affinché possano difendersi a pistolettate contro i malintenzionati. Oltre ovviamente a voler castrare gli stupratori e portare le tasse, da quel ricorrente numero della cabala del 40% (40% è la soglia per governare il Paese, 40% è la fatidica percentuale di Renzi alle europee, 40% è la percentuale che Salvini vuole raggiungere) al 15%.

Un po’ come se un padre di famiglia dicesse ai suoi figli: cari ragazzi, finalmente sono riuscito a farmi abbassare lo stipendio da 4.000€ a 1.500€, finalmente possiamo guardare al futuro con ottimismo; evviva, ora passiamo spendere! Perché è esattamente questo ciò che succederà quando gli effetti della flat tax si faranno sentire: tagli del welfare, della spesa per sanità, istruzione e servizi sociali, riduzione del potere d’acquisto di tutti coloro che non sono ricchi o ricchissimi.

Ma cosa c’entrano Putin, Berlusconi e i presunti finanziamenti fatti dai russi alla Lega?
Gli smaliziati ci raccontano di voci di corridoio su questo presunto contributo da parte dei russi, secondo i quali si tratta di un primo avvertimento inviato a Salvini da Silvio. Come a dire: se continui a fare orecchie da mercante e insisti per uscire dalla Società di Centro Destra, stai attento perché può succedere che sbuca dalla steppa un faccendiere, protetto dalla ex “Cortina di Ferro”, che dica di aver visto un container di Rubli destinato a via Bellerio!

I problemi di Salvini, in questo momento, sono se decidere di accettare le avances di Berlusconi, per evitare che i Gasparri di turno tornino nelle tante Ladispoli italiane (avances che darebbero la matematica certezza di andare presto al voto), oppure rischiare di far cadere il Governo, andare alle elezioni da solo. Questa seconda opzione, però, comporta un rischio: la spada di Damocle di Mattarella che potrebbe chiamare a raccolta le forze parlamentari per dare all’Italia una maggioranza parlamentare composta da Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Partito Democratico, richiamando queste forze politiche al senso di responsabilità affinché appoggino un Governo tecnico di montiana memoria.
Forze, queste, compattate dal fascino della poltrona, consapevoli che per loro tornare alle urne sarebbe una catastrofe.

Un bel dilemma per Matteo Salvini che come unici alleati ha gli elettori, ma senza un campo di battaglia dove farli combattere, perché gli avversari lo sfiderebbero in una estenuante partita a scacchi a tavolino. I gattopardi sono sempre i gattopardi, Berlusconi docet!

Angelo Santoro

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