domenica, 21 Aprile, 2019

Qualcosa cambia dal centro dell’Europa

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Qualcosa cambia dal centro dell’Europa
Le elezioni presidenziali in Slovacchia potrebbero , se confermate al ballottaggio,segnare il punto di svolta e incidere profondamente sulle attuali tendenze in tutta Europa. Zuzana Caputovà potrebbe diventare Presidente della Repubblica della Slovacchia. Una giovane e brillante europeista, di provenienza riformista, liberale e ambientalista (molto attiva nel campo dei diritti civili e già Nobel per l’Ambiente) sta provocando un terremoto al centro dei pesi di Visegrad. Il suo sfidante, Sefcovic, è sostenuto dall’attuale partito di governo populista e aderente al PES (reazionario su immigrazione, ambiente, Europa, diritti civili e sovranista) ed è pure vice-presidente della Commissione Europea. Il problema è che la Smer rappresenta l’equivalente del nostro M5S (l’ex premier e maggior esponente del partito di cognome si chiama Fico!).
C’è qualcosa che non quadra?
In realtà tutto fila. Bisogna solo capire che è in atto una trasformazione che taglia orizzontalmente tutte le storiche famiglie politiche del vecchio continente. Iniziamo a prendere atto che i Gilet Gialli sono un movimento reazionario e terroristico. Sabato gli amici di Di Maio hanno dato fuoco a un edificio, che poi hanno saccheggiato, provocando undici feriti. Rivelando così il vero volto di chi da mesi paralizzava l’intera Francia mettendo in imbarazzo Macron in nome del “popolo” contro le “elites”. In poche settimane i francesi hanno capito l’antifona e hanno abbandonato il movimento populista e così il movimento lepenista e Melenchon si sono ritrovati isolati e con il volto scoperto, crollando nei consensi che invece hanno premiato da Macron, il quale ha reagito da un lato con una campagna di ascolto di forte impatto mediatico e empatico (Le Grand Debat) e dall’altro sono apparse così ben giustificate le prime forti azioni repressive contro i ribellisti.
In Gran Bretagna la Brexit sta letteralmente affondando il Paese. Economicamente, socialmente e politicamente. Anche qui occorre sottolineare che qualcosa non funziona. Il Partito Laburista di Corbyn è sempre apparso estremamente ambiguo. Fortemente conservatore sul piano della politica estera, sull’immigrazione e si è lasciato andare anche a pericolose prese di posizioni antisemite. I conservatori sono anche loro confusi. Mentre chi ha avuto sin dall’inizio le idee chiare su valori progressisti, diritti civili, sociali etc sono stati i Lib-Dems. In prima linea contro la Brexit e convintamente europeisti.
Nel frattempo nell’ultimo anno sta nascendo un nuovo ambientalismo , pragmatico e completamente diverso dai vecchi rottami di quello arrugginito e ultra ideologizzato che abbiamo ben conosciuto anche in Italia. I Gruenen sono ormai pronti per essere l’ago della bilancia in grado di stimolare sia i socialisti sia i liberali per adoperarsi in una grande alleanza antisovranista da mettere in campo dopo le elezioni europee. I loro temi sono oggi entrati nel vivo del dibattito globale con l’effetto “Greta”. Questo ambientalismo postmoderno propone un modello di sviluppo e di crescita possibile e doveroso. Afferma Mauro Del Bue nel suo libro “L’Unità…” che esso si muove su tre coordinate: “Il passaggio dalla coscienza di classe a quella di specie, così suggellando l’evoluzione della sinistra sul terreno riformista e liberale…..poi l’approdo alla dimensione etica di compiuta compatibilità tra l’uomo e la natura in termini di equilibrio tra diritto all’ambiente e dell’ambiente quale terza via tra le simmetriche radicalizzazione dell’antropocentrismo e del biocentrismo. Infine una diversa concezione della crescita, cui occorre sovrapporre il termine ‘sviluppo’”.
In sintesi , un nuovo riformismo si deve basare sulla gestione delle nuove emergenze messe sul piatto dalla globalizzazione e trasformare, governandole, queste emergenze in nuove opportunità di crescita e sviluppo. La nascita di un industria per il contrasto al cambiamento climatico deve essere l’opportunità per un rilancio di nuovi lavori e nuove competenze.
In tutto questo, ritornando alla Slovacchia, ricordiamo che i due candidati delle destre sovraniste non arrivano insieme al 15%. Penso che possiamo iniziare a lavorarci su…

Massimo Ricciuti

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