giovedì, 26 Novembre, 2020

Quando l’Isee diventa vessatorio

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Mentre in città si continua a parlare da giorni sul diritto o meno di cantare “Bella Ciao” in luoghi pubblici coinvolgendo la popolazione locale e accendendo infervorati dibatti sui social e gli organi di stampa, c’è un’altra fetta della cittadinanza che resta in ombra mentre affronta difficoltà molto più serie.
Alla luce delle nuove modalità di compilazione delle DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) – da compilare per ottenere l’attestazione ISEE e dei controlli dell’Agenzia delle Entrate relativamente al patrimonio mobiliare – sono emerse diverse problematiche che stanno “vessando” i nostri concittadini e la nostra realtà locale. Il tutto accade sotto gli occhi di ignari contribuenti e ben più distratti amministratori che sembrano non tener minimamente conto di quanto sta accadendo dai primi di gennaio a chi ha richiesto il rilascio della certificazione.

A L’Aquila, così come in tutti i Comuni del cratere sismico abruzzese (e non solo), diversi cittadini in rilevante disagio economico si trovano ad avere in mano delle DSU bloccate o non conformi a causa dell’omessa dichiarazione di conti correnti aperti per l’accredito del contributo per la ricostruzione del proprio immobile. Questi conti, nei quali vengono versate cifre anche molto consistenti data la motivazione del versamento, non sono assolutamente a disposizione delle persone fisiche che effettivamente ne ordinano la apertura. La liquidità disponibile è infatti esclusivamente dedicata al pagamento dei lavori eseguiti dalle imprese e alle prestazioni dei tecnici incaricati e non è permesso al cittadino di disporne secondo necessità del singolo.

Se i conti di cui sto parlando non vengono indicati ed inseriti in dichiarazione, come previsto dalla legge, l’attestazione Isee viene bloccata e dichiarata non conforme con l’obbligo di inserire le giacenze omesse. Il tutto sembrerebbe seguire una logica ferrea ed indiscutibile se non fosse che ci stiamo trovando anche di fronte a persone che con un reddito pari a 0 hanno un conto corrente dedicato alla ricostruzione pari a 100.000 €. I cittadini si ritrovano quindi obbligati a dichiarare ingenti somme delle quali non dispongono vedendo salire il proprio valore Isee anche oltre i 20.000 € andando così a perdere ogni diritto ad accedere a qualsiasi agevolazione per disagio economico: reddito di cittadinanza, bonus energia e gas, bonus bebè, bonus asilo nido, retta frequenza asilo e università, rimborso libri (etc..) normalmente usati per garantire una sopravvivenza a chi invece rischierebbe di non poter andare avanti dignitosamente. Inoltre, se anche si volessero aggiungere questi conti per mandare la pratica avanti, la Banca spesso si rifiuta di dare all’interessato il saldo e la giacenza media 2018, valori indispensabili per la compilazione, in quanto la persona non può richiedere nulla riguardo ad un conto corrente sul quale non ha nessuna possibilità di operare. Insomma, oltre al danno, la beffa!

Gianni Padovani

Componente Direzione Nazionale PSI

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