venerdì, 19 Luglio, 2019

Quando si è prigionieri dei Moloch

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C’è poco da aggiungere al dibattito e molto da fare. Poche cose ma fondamentali. Talmente poche da essere troppe. E’ troppo rinunciare alla propria coperta di Linus e rimettersi in discussione. Eppure sarebbe l’unica cosa saggia da fare per costruire un soggetto politico plurale, riformista, socialista, laico, liberale e Radicale. Per fare ciò occorre che tutti, ma proprio tutti i soggetti che hanno a cuore le sorti della democrazia liberale riconoscano il loro incredibile ritardo storico, il loro superato know how, i loro (nostri) bei simboli che tanto animano le discussioni politiche sui social e agitano le più pericolose reazioni a tranquilli signori, per fare ciò occorre non smettere di guardare alla realtà, non smettere di appassionarsi, non ridurre e pulsione emotiva e pre-politica la questione dei diritti umani. E non spaventarsi di fronte a parole come “capitalismo”, “globalizzazione” “liberalismo”. Queste tre parole sono l’antidoto contro il monopolismo illiberale. La cornice in cui dovrebbe muoversi una nuova forza politica che in Italia risulta totalmente assente.

Ricordiamo che Putin nel recente viaggio in Italia (manco fosse goethe) a di nuovo apertamente attaccato i principi della democrazia liberale. E lo ha fatto in modo chiaro e netto. Senza peli sulla lingua. Perché sa che senza il freno e i contrappesi del liberalismo si scardinano il concetto stesso di democrazia e tutti i diritti possibili, quelli civili, umani e sociali. Senza questa cornice il capitalismo diviene monopolio invece che concorrenza regolamentata (che dovrebbe portare grazie a una forza riformista socialista liberale verso un regime in cui al capitalismo si affianca la giustizia sociale cit. Mauro Del Bue).

Invece ecco che qua da noi Putin gioca in casa. Una casa isolata dal resto d’Europa. Ad ascoltare certi discorsi sembra da un lato di essere ritornati ai tempi di Democrazia Proletaria e dall’altro eccoci proiettati verso il peggior socialismo – nazionale (…ista?). Passano i Capitan Panza, passano. Al momento il governo giallo-verde fa acqua da tutte le parti. Non ne hanno azzeccata una. Il nostro Paese è fuori (volutamente?) dai giochi delle nomine (qualcuno parla oggi di Fontana…mah!). L’asse Mattarella-Draghi-Tria ha avitato la procedura di infrazione fortemente auspicata da Salvini che adesso ha un’arma scarica in pugno (e pensare che gli piacciono tanto le armi…) “Ma come? Non ci fate più la Procedura di Infrazione?! E mo come glielo dico a Putin? Devo inventarmi qualcosa…”.

Eppure finito il tragico giochino sui migranti che è servito a distrarre l’opinione pubblica dai reali problemi che questo governo non sa risolvere e che anzi (volutamente?) crea, una volta iniettata un’altra letale iniezione di odio nel sistema circolatorio italiano…rimangono solo briciole avvelenate di una politica piccola piccola per uomini piccoli piccoli.

E allora?! Quando è che dalle nostre parti ci si dà una bella mossa? Ancora ho i brividi per la scena dei Mini Bot!!! Ma ci rendiamo conto che l’opposizione tutta è andata giù sui soldi del Monopoli con la faccia di Borgi e del povero Tardelli? Ma davvero pensiamo di poter far politica in questo modo? Davvero crediamo che andare avanti così si possa ancora fare?

C’è da governare processi di cambiamento globali. E noi a azzuffarci su bandierine…. C’è da comprendere i nuovi processi di significazione di emergenze che esistono ma alle quali ancora non sappiamo dare un nome…e invece eccoci a sbranarci per una stelletta in più sulla spallina della divisa.

Una grande narrazione si è imposta e a noi mancano le parole giuste per iniziare a inventarci una frase, una sola, che sia diversa ma appropriata e che descriva finalmente uno solo dei tantissimi needing senza risposta. Allora ritorniamo indietro al concetto di mercato. Quando sarà il momento, all’immensa domanda sapremo essere in grado di rispondere con un’altrettanto urgente offerta?

Massimo Ricciuti

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