martedì, 7 Luglio, 2020

Quante promesse e quante elargizioni

0

In queste ultime settimane sono apparsi parecchi articoli in cui l’attuale uscente Amministrazione comunale di Rovereto ha annunciato la realizzazione imminente di opere e la elargizione di ricchi contributi a varie associazioni. Tutto regolare e legittimo, non vi è alcun dubbio, ma tra 60 giorni vi sono le elezioni comunali (!). La vicinanza del 3 maggio rende questi annunci a mezzo stampa molto strumentali, assai opportunistici e pure un po’ ipocriti. Viene subito da chiedersi: perché non farli prima questi investimenti? Anche perché di opere fatte questa Amministrazione ne annovera ben poche. Ricordo via Dante, tradendo poi comunque l’idea del compianto ing. Giulio Andreolli, che aveva immaginato una piazza allungata inserita nella ZTL della città, un luogo elegante d’incontro e di socializzazione (ho una sua intervista giornalistica in tal senso).

Aggiungo viale Trento, con le molte polemiche, la conclusione della via Benacense con la rotonda ad inizio della via Circonvallazione, varie demolizioni e poco più. Onestamente assai poco in cinque anni e per quanto si attendeva la seconda città del Trentino. Ma cinque anni sono pochi, potrebbe dire qualcuno. Eh no, cari concittadini, in cinque anni si può e si deve fare molto di più. Faccio un cenno all’Amministrazione comunale del Sindaco prof. Guglielmo Valduga, quella dal 2005 al 2010, di cui mi onoro di aver fatto parte. In cinque anni vi furono ben 183 milioni di Euro di investimenti. Ne elenco i principali: ristrutturazione scuole medie Halbherr, costruzione nuove scuole elementari Filzi e nuove scuole medie Negrelli, realizzazione Casa Depero, costruzione centri per l’infanzia a Noriglio e a Marco, riapertura del cantiere del teatro Zandonai (era chiuso da quasi due anni) con lavori per oltre 14 milioni di Euro, sistemazione di Corso Rosmini e di Corso Bettini, asfaltatura di quasi 80 km di strade comunali, messa in sicurezza del ponte Forbato, del ponte di via Dante e di quello sulla SS 12 vicino a quello ferroviario, apertura del cantiere della RSA di piazzale De Francesco (nell’autunno 2009 e ancora chiusa ! ) e dell’asilo nido in via Udine di fronte alla piscina comunale, accompagnamento nell’acquisizione da parte di Trentino Sviluppo dei quasi 10 ettari della Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco, strategici per fare di Rovereto un centro importante della Green Economy.

Potrei proseguire, ma ritengo di aver ben reso l’idea di cosa significa amministrare la nostra amata città con visione, con determinazione e con competenza. In cinque anni si possono fare molte opere. Dal 2015 invece assai poco. In anni di crisi per Rovereto e la Vallagarina come questi ultimi dieci, gli investimenti pubblici sono stati scarsi. Tutto il contrario di quanto ci insegna la teoria economica di J. M. Keynes. Se poi aggiungo che i tassi d’interesse sono in questi anni attorno all’1%, mi chiedo quando un Comune trova migliori condizioni per fare opere pubbliche? Scrivo questo con la conoscenza che il bilancio comunale di Rovereto negli ultimi 20 anni non è variato di molto, consolidandosi tra i 115 e i 125 milioni di Euro. Chi fa la differenza sono sempre le persone. In conclusione, bandendo le inutili strumentali promesse che leggiamo frequentemente in questo periodo, auspico che ci si prepari ad una campagna elettorale seria, partecipata e credibile. A tutto vantaggio di una città e di una comunità che abbisognano, ora più che mai, di concretezza e di rinnovata fiducia per costruirsi un futuro più sereno”.

Paolo Farinati
PSI – PSE di Rovereto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Paolo Farinati

Leave A Reply