mercoledì, 5 Agosto, 2020

Quante sorprese dall’analisi del 1960, Diari e riflessioni sui giorni della pandemia, Nuove rivelazioni su Grossman

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Il 1960 ,sessanta anni dopo. I giovani non possono sapere e gli anziani hanno i ricordi, in gran parte, sfocati .Eppure quell’anno fu decisivo, per non ripetere il consumato aggettivo di “storico”. E’ stato un anno importante non solo per la politica (eravamo nel cuore della “guerra fredda”), ma anche per il cinema: sono usciti in quei mesi i film di due grandi maestri, Federico Fellini e Luchino Visconti (“La dolce vita” e “Rocco e i suoi fratelli”),Roma ospitava le Olimpiadi e il “miracolo economico” faceva il suo corso. Ma le notizie più importanti le ritroviamo nella politica, come ci raccontano due autori ,storici da lunga data: Mimmo Franzinelli e Alessandro Giacone, nel saggio “1960. L’Italia sull’orlo della guerra civile” (Mondadori). I due autori hanno potuto non solo accedere alle fonti classiche, ma anche ad archivi privati. Lo scenario politico è noto: quello di una Dc forte (con Giovanni Gronchi al Quirinale),con un Pci (che dominava l’opposizione) e un Psi che cercava ,con alla guida Pietro Nenni,di giocare un ruolo autonomo,sulla difficile strada del riformismo, fra i due mammuth. In questo scenario un avventuriero democristiano, Fernando Tambroni (quanto somiglia al nostro attuale premier !) si inserisce e riesce nell’estrema confusione politica (ma con molte complicità), a mettere insieme un governo monocolore sostenuto dal Msi. Furono mesi di fuoco che rischiarono di portare il paese sull’orlo della guerra civile.Si susseguirono le manifestazioni violente: a Genova ,contro la celebrazione del congresso Msi, a Reggio Emilia, a Roma e in Sicilia (con dei morti a Catania). Dopo sessant’anni è arrivato il momento della riflessione storica. E lo hanno fatto con rigore, come la loro storia di storici conferma, Franzinelli e Giacone. Forse però, se vogliamo concederci una piccola critica, quella riflessione storico-politica sarebbe stata più gradita se fosse avvenuta non dopo 60 anni, ma prima, molto prima. Ma la responsabilità , ovviamente, non è solo degli autori.

La pandemia del coronavirus, con l’isolamento,la clausura in casa ,degli italiani ha provocato anche una “letteratura da virus”: un fiume di piccoli saggi, di racconti, testimonianze e poesie .C’è insomma una ricca documentazione letteraria per gli storici su quei tre mesi angosciosi, vissuti con tristezza e dolore da buona parte degli intellettuali .Fra i tanti documenti ne abbiamo ricevuto due di grande interesse, anche perché stimolano riflessioni profonde di credenti e non credenti. Il primo libro è di Pierangelo Dacrema, professore di economia all’Università della Calabria (ma risiede a Milano), dal titolo “Economia del malessere” ( edizioni All Around ). Il titolo è già esplicativo di una condizione,che smentisce il noto e diffuso slogan “Andrà tutto bene”. Per la verità, è andato e continuerà ad andare tutto male ,anche se ci auguriamo per un periodo non troppo lungo. Ogni ottimismo però ci sempre superficiale ,banale e spesso anche in malafede. Dacrema non fa sconti : il suo è un terribile atto d’accusa contro la classe dirigente,la classe politica ,l’Europa ,con le sue istituzioni economiche e finanziarie, e argomenta allarmi che potrebbero presto tradursi in situazioni gravissime ,con distruzione di ricchezza,crescente disoccupazione e povertà. Ribadiamo che non siamo così pessimisti,come il pamphlet di Dacrema, ma siamo lontani dall’ottimismo che molti ci vogliono imporre.

Più politico il testo di Gennaro Malgieri (“Sotto il segno del pipistrello”,edizioni Fergen),anche se scritto sotto forma di diario (gennaio-marzo 2020). L’autore, giornalista e scrittore, ricostruisce con amarezza e sofferenza tutta la fase della pandemia,gli errori del’Oms,le gravi responsabilità della Cina,l’inadeguatezza della classe politica e delle nostre istituzioni. Ma soprattutto l’autore si concentra su se stesso .E scrive: “L’alieno invisibile mi ha ridotto ad un essere svogliato, privo di prospettive,animato soltanto da un principio elementare di conservazione motivato dalla considerazione che nulla è più insopportabile della libertà condizionata…” Un libro dunque che si configura come un saggio di riflessioni filosofiche e psicologiche, ma anche di denuncia di un mondo dominato dai “pipistrelli” che minano la libertà e la ragione.

Parliamo adesso di un libro molto importante della storica casa editrice Marietti 1820 (il numero sta a indicare le origini ): “Le ossa di Berdièev “ di John e Carol Garrard. Due studiosi americani (John Garrard insegna letteratura russa all’Università dell’Arizona) hanno ricostruito ,con un lungo lavoro di ricerca svolto in Russia negli anni ’90,tutta la complessa biografia di uno dei maggiori scrittori russi del Novecento, Vasilij Grossman (1905-1964). Nelle pagine delle opere di Grossman si ritrovano molte pagine degli orrori politici del XX secolo: il genocidio ucraino, i massacri ordinati da Stalin in diverse regioni dell’ex Urss,la persecuzione degli intellettuali, insieme a tutti coloro che non condividevano le direttive del Cremlino, le tragedie della seconda guerra mondiale,l’occupazione nazista della Russia e la scoperta della Shoah. Grossman, di famiglia ebraica,fu il primo scrittore e giornalista a denunciare ,nel 1934,le fucilazioni di massa nell’Ucraina occupata dai nazisti, e successivamente dei campi di sterminio. Il grande capolavoro dello scrittore fu “Vita e destino”. Il manoscritto venne sequestrato dal Kgb nel 1961 e Grossman non potè vedere la pubblicazione,avvenuta vent’anni dopo la sua morte, in Occidente.Grazie alla Marietti ora,con questo libro,potremo conoscere ogni risvolto della vita di uno dei più grandi scrittori del mondo.


Aldo Forbice

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