sabato, 24 Ottobre, 2020

Quattordicesima, da ottobre importi più leggeri. Smart Working fino al 31 dicembre

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Pensioni
DA OTTOBRE AL VIA RECUPERI QUATTORDICESIMA

Sul cedolino della pensione di ottobre l’Inps è iniziato il recupero della quattordicesima indebitamente erogata negli anni 2017 e 2018. Chi ha percepito la quattordicesima sulla pensione senza averne diritto deve infatti restituirla.
Le trattenute saranno effettuate in 24 rate mensili. La stessa cosa per quanto attiene l’importo aggiuntivo corrisposto a dicembre del 2017 e 2018, in tal caso però il recupero avverrà in 12 rate mensili.
Lo ha precisato lo stesso Istituto di Previdenza Sociale in una informativa L’Inps normalmente eroga l’assegno in via provvisoria, ma poi effettua i controlli sulla base di quanto percepito dal pensionato nel corso dell’anno precedente, incrociando i dati anche con quelli dell’anagrafe tributaria sulle dichiarazioni dei redditi. Il recupero riguarda le annualità 2017 e 2018 per le quali si sono concluse le operazioni di verifica e controllo dei redditi dei pensionati.
Da ottobre importi più leggeri per alcuni
Come anticipato e spiegato dall’Inps con il messaggio del 30 settembre scorso, a partire da ottobre, ma non per tutti, la pensione è stata erogata per un importo inferiore, visto che dal mese in corso si procederà ai recuperi della quattordicesima e degli importi aggiuntivi.
In altre parole l’Inps si riprenderà le somme indebitamente corrisposte a quanti non avevano titolo a ricevere la quattordicesima mensilità riferita agli anni 2017 e 2018.
L’Istituto ha espressamente comunicato in una nota che il recupero di questa mensilità sarebbe iniziato automaticamente sul cedolino di ottobre con una trattenuta pari a 1/24 dell’importo totale erogato nel biennio.
Verifica della quattordicesima erogata nel 2017 e 2018: recupero
Come riporta il testo dell’informativa dell’Inps, a gennaio e febbraio 2020, sulla base del reddito 2017 consolidato, sono state effettuate le verifiche relative alla quattordicesima erogata nel 2017 e nel 2018. All’esito di tale lavorazione, in presenza di indebiti, sono state inviate le relative comunicazioni informando i pensionati che il recupero sarebbe stato effettuato dal rateo di pensione di aprile 2020. Ma a seguito degli eventi Covid, l’Inps ha opportunamente sospeso l’effettivo avvio del recupero posticipandolo al mese di ottobre 2020.
Parallelamente, in occasione del pagamento della quattordicesima sulle rate di pensione di luglio e di settembre 2020, si è provveduto, laddove possibile, a effettuare la compensazione totale o parziale tra il debito sospeso e l’importo della quattordicesima da corrispondere. A partire dal mese di ottobre 2020 si è proceduto, quindi, a recuperare gli importi indebiti che non sono stati oggetto di tale compensazione. Il recupero verrà effettuato con trattenuta su pensione in 24 rate mensili.
Verifica dell’importo aggiuntivo erogato nel 2017 e 2018: recupero
A gennaio e febbraio 2020 si è proceduto anche alle verifiche relative all’erogazione dell’importo aggiuntivo ex comma 7, articolo 70, legge 23 dicembre 2000, n. 388. A seguito dell’aggravarsi della crisi pandemica, il recupero delle somme risultate non dovute è stato sospeso ed è stato bloccato l’invio delle relative comunicazioni. Tale recupero è stato ora avviato con trattenuta su pensione spalmata in 12 rate, a decorrere dal rateo del mese di ottobre 2020. I pensionati interessati sono stati informati con un’apposita comunicazione.

Spostata scadenza del 15 ottobre
SMART WORKING SEMPLIFICATO FINO AL 31 DICEMBRE

Lo smart woking semplificato non segue la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021. A prevederlo è il decreto legge n. 125/2020 che sposta al 31 dicembre la scadenza, prima prefigurata al 15 ottobre, per fruire della possibilità delle aziende di collocare i lavoratori, con mansioni che possono essere svolte da casa, in smart working in modo unilaterale, senza gli accordi individuali previsti dalla legge n. 81/2017 e utilizzando la procedura semplificata per la relativa notifica al ministero del Lavoro.
E’ quanto sottolineano, in un vademecum sul lavoro agile dopo la proroga dello stato di emergenza per la pandemia da Covid-19, realizzato per Adnkronos/Labitalia, gli esperti della Fondazione studi dei consulenti del lavoro.
E quindi, spiegano i professionisti, “da inizio gennaio, dunque, le nuove attivazioni nel settore privato, così come nel pubblico, dovranno seguire le regole ordinarie, ovvero prevedere un accordo firmato dai singoli lavoratori che fissi le modalità di esecuzione della prestazione fuori dai locali aziendali e di esercizio del potere direttivo del datore, gli strumenti da usare, i tempi di riposo e le misure per assicurare il diritto alla disconnessione”.
Per quanto attiene il lavoro agile per chi ha figli minori di 14 anni in quarantena, il genitore lavoratore dipendente, spiegano i consulenti del lavoro, “può svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per tutto o parte del periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio convivente, minore di 14 anni, disposta dal Dipartimento di prevenzione della Asl territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico”.
“In caso di contagio accertato avvenuto a scuola, il lavoratore per tutto il periodo della quarantena del figlio e, in ogni caso, entro il 31 dicembre, avrà diritto a svolgere la prestazione lavorativa in smart working”, avvertono.
“Laddove non sia possibile, uno dei due genitori, in maniera alternata, ha diritto ad assentarsi dal lavoro. Questa opzione può essere fruita da entrambi i genitori ma in via alternativa e per i periodi di astensione dal lavoro è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione. A prevederlo è il decreto-legge n. 111/2020”, evidenziano ancora i consulenti del lavoro.
E i professionisti rimarcano poi che la conversione in legge del decreto agosto estenderà fino al 30 giugno 2021 il diritto allo smart working per i genitori di figli con disabilità grave; mentre dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre per i lavoratori ‘fragili’, del settore pubblico e privato, lo smart working sarà la regola, anche ricorrendo all’ assegnazione a mansioni diverse da quelle svolte in presenza.
Secondo il presidente della Fondazione studi consulenti del lavoro, Rosario De Luca, “i numeri di casi di positività da Coronavirus in aumento nel nostro Paese, specie negli ultimi giorni, hanno imposto una proroga dello stato di emergenza e, di conseguenza, delle regole semplificate per lo smart working”.
“Dopo oltre sette mesi di emergenza, però, bisogna iniziare a ragionare su come promuovere il vero smart working, perché quello a cui abbiamo assistito fino ad oggi è stato piuttosto ‘home working’. Il lavoro agile necessita di un approccio e di strumenti gestionali diversi da quelli emergenziali”, afferma intervistato da Adnkronos/Labitalia.
“Dunque, bisogna utilizzare il know-how acquisito in questi mesi ripensando procedure, sistemi premiali, il rapporto tra tempi e risultati, e le stesse modalità del lavoro da casa, che dovrà inevitabilmente combinarsi con quello in presenza, in una modalità ‘mista’”, conclude De Luca.

Dati Inps
INTEGRAZIONI SALARIALI COVID-19 EROGATE DIRETTAMENTE

Il numero di integrazioni salariali pagate direttamente dall’Istituto alla data del 29 settembre 2020 è di 12.019.950, su un totale di 12.314.134.
Le integrazioni salariali ancora da corrispondere sono 294.184. Sulla base delle domande regolarmente presentate, su un totale di 3.445.782 beneficiari, i lavoratori che hanno ricevuto l’integrazione salariale sono stati 3.425.319, pari al 99,4%.
Sono in attesa di essere pagati 20.463 lavoratori, sui quali l’Istituto sta concentrando l’attività di liquidazione della prestazione.
In un’apposita tabella pubblicata sul sito web dell’Ente di previdenza è possibile consultare i dati, aggiornati al 29 settembre 2020, sulle integrazioni salariali Covid-19 erogate direttamente dall’Inps.

Carlo Pareto

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