sabato, 24 Ottobre, 2020

Questa è la casa dei socialisti

7

Leggo dichiarazioni roboanti su due fronti. Duecentocinquanta amministratori (sic!) e quattro parlamentari (sic!) avrebbero aderito all’associazione fondata dall’on. Di Lello. Notizia sospetta. Se avesse un qualche fondamento, probabilmente vi si sarebbero iscritti amministratori locali e parlamentari da anni nel Pd – tutti meno uno – perché dalle file socialiste non solo non c’è esodo, ma nemmeno traccia di attenzione. Anzi.
Dall’Abruzzo alle Marche, dalla Campania alla Sicilia al Lazio fioccano le adesioni al partito da liste civiche locali e in parte dal Pd, ma soprattutto si segnala il ritorno a casa di compagne e di compagni che avevano fatto scelte diverse negli anni ’90. Per accorgersene basta guardare alle presenze alla Conferenza Programmatica, a cominciare da un paio di nuovi senatori – quelli sì in carne e ossa -, ai convegni che spuntano sul territorio, ai primi dati sul tesseramento e agli studi demoscopici, ultimo quello della Makno, che registrano da parte degli elettori una maggiore attenzione verso il Psi.
L’altro fronte, quello della sinistra interna, si riunirà a fine novembre. Ho parlato con molti compagni: non lasceranno il partito per andare a fondarne un altro o per aderire a Sinistra Italiana. Parteciperanno al congresso e faranno valere le loro ragioni. Questa è la casa. L’unica che c’è. La difenderanno come fa ciascuno di noi. Con Besostri, poi, ci vedremo presto per lavorare alla legge elettorale. Tutte le scadenze che ci siamo dati sono confermate: fino dal prossimo gennaio conferenze programmatiche nelle città al voto, attività internazionali – dall’Internazionale Socialista in Angola al Pse – convocazione del congresso, iniziative politiche dentro e fuori il Parlamento sui temi elaborati dalla Conferenza di Roma, preparazione delle elezioni comunali nelle grandi città.
È tempo di aprirsi e di rimboccarsi le maniche. C’è spazio per tutti i volenterosi. Anche per i profeti di sventura quando danno una mano. La politica italiana non si è ancora fermata a un capolinea stabile. È in altalena e conviene starci con la nostra gente. Rispettando le regole che ci siamo dati, abbassando i toni, magari litigando sulle decisioni politiche da assumere. Ma se si ricorre alla carta bollata, come si è fatto e si continua a fare, il partito si difende e ciascuno di noi è tenuto a difenderlo da chi pretenderebbe di vederlo morto e sepolto.
C’è un fatto. In politica, le scelte individuali lasciano il tempo che trovano. Solo le comunità decidono e incidono.
Riccardo Nencini

#CAMBIANDO. Conferenza programmatica del Psi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply