domenica, 5 Aprile, 2020

QUESTIONE DI NUMERI

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Nuova giornata di forte tensione nel governo. Continua lo scontro a distanza tra il premier Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Al centro del contendere il tema della prescrizione.L’ex premier e leader di Italia Viva nella sua e-news è tornato a parlare dei temi caldi nella agenda di governo. “Le elezioni non ci saranno per mesi (dopo il referendum di marzo vanno rifatti i collegi e dunque servono tempi tecnici). Per cui, se cade il Governo Conte Bis, ci sarà un nuovo Governo. Non le elezioni”. Cosi Renzi nella enews. Poi aggiunge: “Se avranno i senatori che stanno cercando e i numeri per il conte Ter noi saremo felicemente all’opposizione”. Numeri alla mano, secondo l’ex premier comunque “non ci sarà Conte ter perché non hanno numeri”. “Da giorni – sostiene Matteo Renzi – molti nostri senatori sono avvicinati da inviti a lasciare Italia Viva. Alcuni di loro sono già stati indicati da taluni media come pronti alla fuga. Se dieci senatori di Italia Viva passassero dall’altra parte ci sarebbe il Conte Ter: terzo governo in tre anni, con terza maggioranza diversa. Io non ci credo, anche perché conosco i senatori di Italia Viva e non ne vedo dieci pronti ad andarsene (per adesso non ne vedo nemmeno uno, a dire il vero). Per me, non hanno i numeri e se ne stanno accorgendo proprio in queste ore”. “Più ci attaccano – continua Renzi – più capiscono chi siamo. Persone per bene, che non sono in vendita. E che possono rinunciare domattina a un incarico di Governo in nome di un’idea. Non sono mai stato così felice della bellissima comunità di donne e uomini di Italia Viva come in questa settimana”.

E ancora: “La nostra colpa? Difendere le garanzie per i cittadini dalle inefficienze dello Stato. La nostra punizione? Fuori dal Governo, in nome della ‘tolleranza zero’, dopo una dura reprimenda sulla mancanza di educazione. Come se proporre contenuti e portare avanti le proprie idee fosse proibito. Che poi è come proibire la politica in nome della buona educazione”.

Quanto alla settimana appena trascorsa, “sono ormai abituato alle Fake News ma tante così – tutte insieme – non le avevo sentite nemmeno ai tempi d’oro. Una parte del Governo e della maggioranza ha lavorato per tutta la settimana per buttarci fuori e fare a meno dei nostri voti, perché noi sulla prescrizione non ci siamo accodati alla incomprensibile svolta giustizialista del Pd”.

 

“Nessuno di noi – ha precisato Renzi – ha detto che vuole sfiduciare Conte. Abbiamo detto che non condividiamo la battaglia sulla prescrizione. E che faremo valere su quella i nostri numeri. Punto. Noi su questo non torniamo indietro. Per noi, la prescrizione non vale la fine del Governo: ecco perché Bonafede farebbe bene a fermarsi lui, prima di combinare il patatrac”

 

 

Quanto alla possibilità che la crisi di Governo indebolisca l’economia nazionale, Renzi risponde: “Ciò che indebolisce l’economia italiana non è una eventuale crisi ma la mancanza di una visione, di un orizzonte, di una capacità di scelta. Su questo Italia Viva ha dato più idee di tutti. Ricordate quando gli altri volevano aumentare l’Iva? Bene oggi sono usciti i dati del Giappone che ha aumentato l’Iva nell’autunno 2019: dati devastanti, Pil a -6,3% su base annua. Forse non avevamo tutti i torti a bloccare l’aumento dell’Iva. E in ogni caso l’economia italiana si indebolisce quando si fanno scelte anti business, non quando si discute di politica”.

 

 

Il segretario Nicola Zingaretti non conferma e non smentisce in merito alla pattuglia di “responsabili”. Si limita a commentare, a margine di una iniziativa a Roma: “Il presidente Conte sta lavorando giustamente alla verifica di governo sui contenuti, come togliere finalmente quei decreti-propaganda che non servivano certamente alla sicurezza”.

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