martedì, 22 Gennaio, 2019

Quota 100, dai 3 ai 6 mesi per andare in pensione. Naspi, nuova App per controllo domanda

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Quota 100
DAI 3 AI 6 MESI PER ANDARE IN PENSIONE

Quota 100 sta per diventare un provvedimento concreto: il testo del decreto, che tra l’altro contiene le novità in tema di riforma previdenziale, è stato quasi del tutto svelato. Con la pubblicazione della Bozza del decreto di Quota 100 è stata fatta chiarezza sulle tempistiche per il pensionamento che – come più volte enunciate – differiscono tra dipendenti privati e pubblici con quest’ultimi che per il conseguimento dell’assegno devono purtroppo attendere più tempo.
Nel dettaglio, nel testo del decreto si legge che coloro che perfezionano i requisiti per il pensionamento anticipato con Quota 100 (62 anni di età e 38 anni di contribuzione) possono andare in pensione a partire dal 1° aprile 2019. Questa finestra di accesso, però, è riservata ai soli dipendenti del settore privato che hanno soddisfatto le suddette condizioni entro il 31 dicembre 2018.
Per chi, invece, li raggiunge dal 1° gennaio 2019 in poi vi è una finestra mobile di tre mesi da rispettare: di conseguenza, chi matura i requisiti a marzo dovrà attendere giugno per il conseguimento del diritto alla pensione. Oppure chi li matura ad ottobre andrà in pensione solamente a gennaio 2020.
Vista la specificità del rapporto di impiego nella Pubblica Amministrazione, invece, il decreto prevede delle regole differenti per i dipendenti pubblici. Per questi, infatti, dal perfezionamento dei requisiti alla decorrenza della pensione devono trascorrere almeno sei mesi.
In questo caso la prima finestra di accesso è fissata a luglio 2019 e vi possono ricorrere solamente coloro che maturano i requisiti per Quota 100 entro il 31 marzo 2019. Per chi invece li soddisfa dal 1° aprile 2019 in poi vi è da rispettare un termine di sei mesi.
Con un solo giorno di differenza, quindi, per chi matura i requisiti entro il 31 marzo prossimo la decorrenza della pensione si ha ad aprile 2019, mentre chi li perfeziona il 1° aprile dovrà attendere, suo malgrado, fino ad ottobre dello stesso anno. Per i dipendenti pubblici vi è ancora un’altra regola da osservare: la domanda per il pensionamento va presentata alla propria amministrazione di appartenenza con un preavviso di almeno sei mesi.

Sarà previsto nel DL
REDDITO ANCHE PER CHI AVVIA UN’ATTIVITÀ

Un aiuto per chi intraprende un’attività, rinunciando al reddito di cittadinanza per mettersi in gioco nell’attività di impresa. È quanto prevede l’ultima bozza della relazione che accompagnerà il dl sull’introduzione del reddito di cittadinanza. “Ai beneficiari del RdC che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro i primi 12 mesi di fruizione del RdC – si legge infatti nella bozza – è riconosciuto in un’unica soluzione un beneficio addizionale pari a sei mensilità di RdC, nei limiti di 780 euro mensili”.
Incentivi all’imprenditorialità anche per beneficiari del reddito di cittadinanza che fanno parte di un nucleo familiare, dunque percepiscono sussidi più elevati. Per chi intraprende un’attività di impresa o di lavoro autonomo, sono previste nell’ultima bozza due mensilità di reddito di cittadinanza anticipate per il nucleo familiare a titolo di incentivo. Ma l’avvio dell’attività va comunicata entro 30 giorni all’Inps, pena esclusione dal reddito di cittadinanza.

Naspi
NUOVA APP INPS PER CONTROLLARE LO STATO DELLA DOMANDA

La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (Naspi) è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’art. 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 – che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI – in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1° maggio 2015. La predetta prestazione è erogata su richiesta dell’interessato.
La domanda per accedere al trattamento economico deve essere presentata online sul sito Inps attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può inoltrare istanza tramite: Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;  enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Per agevolare il controllo dello stato di avanzamento di una richiesta di Naspi, l’Istituto mette a disposizione degli utenti nuovi servizi. D’ora in poi è possibile consultare l’esito della domanda via web attraverso il servizio online dedicato, ricevere avvisi tramite Sms, consultare la domanda sull’app e gli avvisi personalizzati nell’area MyInps.
Entro la fine dello scorso anno è stata infatti rilasciata la prevista nuova funzionalità dell’app Inps Mobile dedicata alla Naspi, che consente agli utenti di consultare lo stato di avanzamento della loro domanda.
Trasmissione automatica di avvisi tramite SMS
È in ancora in corso di realizzazione un servizio automatico di comunicazione tramite Sms che, con brevi messaggi, comunica l’avvenuta ricezione di una istanza inviata telematicamente e fornisce indicazioni sullo stato di avanzamento della richiesta presentata.
Inoltre il beneficiario Naspi che abbia fornito il suo recapito telefonico al momento della trasmissione della domanda, riceverà Sms che segnalano l’avvio della liquidazione della prima rata della prestazione.
Consultazione avvisi personalizzati nell’area MyINPS
Il beneficiario di Naspi può verificare online autonomamente l’esito della domanda e lo stato dei pagamenti della prestazione accedendo alla propria sezione MyInps – previo inserimento Pin – cliccando sulla voce “I tuoi avvisi”.
L’utente, nella sezione dedicata, troverà tre tipi di avvisi:
“notifica di invio comunicazione epistolare”: avviso con link che rimanda alla lettera di accoglimento/rigetto o richiesta documentazione, inviata tramite Postel da cui l’utente può visualizzare e scaricare in pdf la comunicazione, che resta disponibile anche in caso di smarrimento della lettera;
“avviso di pagamento Disoccupazione non agricola dal”: avviso di liquidazione di ogni rata di Naspi con indicazione dell’importo lordo liquidato sul conto corrente indicato nella richiesta;
“avviso di possibile diritto all’indennità Naspi”: avviso con link di accesso alla domanda precompilata.

Canone Rai
DOMANDA DI ESENZIONE ENTRO IL 31 GENNAIO

C’è poco meno di un mese per chiedere l’esenzione del canone Rai per l’intero 2019. Il termine per l’invio degli appositi moduli di esenzione all’Agenzia delle Entrate, infatti, è fissato per il 31 gennaio. Ricordiamo che anche nel 2019 il canone Rai si paga nella bolletta elettrica, con un costo complessivo di 90 euro dilazionato su 10 rate mensili (da gennaio ad ottobre). A doverlo pagare tutti i titolari di un’utenza per la fornitura elettrica, visto che si presume che questi siano anche in possesso di una televisione. Ci sono alcune categorie di persone, però, che possono non corrispondere il Canone Rai. Ne sono esonerati, ad esempio, gli anziani over 75 con un reddito annuo non superiore agli 8.000 euro e che non convivono con altri soggetti titolari di un proprio reddito. Il canone Rai non va versato neppure dagli agenti diplomatici e consolari, purché originari di un Paese in cui è prefigurato lo stesso trattamento per i diplomatici italiani. Sono esentati anche i militari stranieri appartenenti alle Forze della Nato. Inoltre, è possibile che il titolare di un’utenza elettrica non abbia alcun apparecchio Tv in casa: quest’ultimo, quindi, può chiedere di non pagare il canone presentando la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo. Il modello è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e può essere inviato anche tramite la modalità telematica utilizzando le proprie credenziali Fisconline o Entratel. La modalità telematica non è invece disponibile per gli anziani (che però possono inviare la richiesta di esenzione tramite Pec, all’indirizzo di posta elettronica certificata p22.sat@postacertificata.rai.it). In ogni caso la richiesta di esonero può essere richiesta inviando il modulo preposto in plico raccomandato senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle entrate – Ufficio Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella postale 22 -10121 Torino. Ricordiamo che solo le domande inviate entro il 31 gennaio prossimo permetteranno al richiedente di non corrispondere il Canone Rai per l’intero 2019; per chi inoltra la domanda dopo la scadenza suddetta, e comunque entro luglio, l’esonero vale solo per il secondo semestre.

Carlo Pareto

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