venerdì, 20 Settembre, 2019

Radio Radicale. Psi invita a mobilitarsi contro la chiusura

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È andata nel peggiore dei modi, la commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha respinto i ricorsi sulla bocciatura degli emendamenti per prorogare la convenzione di Radio Radicale con il Mise. L’emittente rischia quindi di spegnere i microfoni per sempre e tra pochi settimane. O almeno la Radio del servizio pubblico che noi conoscevamo potrebbe non esserci più e al suo posto una radio commerciale e ‘libera’ (dal contributo dello Stato) come ce ne sono tante.
“Una vicenda tra le più buie della nostra democrazia. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno dichiarato inammissibili le proposte per il salvataggio di Radio Radicale. Serviva l’unanimità di tutti i gruppi, ma il M5S si è opposto”. Si apre così la lettera appello di Enzo Maraio, segretario del Psi e Riccardo Nencini, presidente del consiglio nazionale del Psi, con cui si invitano militanti e iscritti socialisti a “mobilitarsi per non cancellare con un colpo di spugna una voce libera come radio radicale che ininterrottamente, dal 1975, è presidio di democrazia e informazione libera. Il governo gialloverde si prende la responsabilità di sottrarre agli italiani il sacrosanto diritto all’informazione. Non possiamo accettarlo”. Maraio e Nencini invitano gli iscritti e i militanti socialisti a indossare un bavaglio e pubblicare in rete foto e video sui social network, utilizzando l’hashtag #salviamoradioradicale, per mettere in campo “una protesta civile e non violenta e chiedere al presidente della Camera Fico di consentire al Parlamento di approvare la richiesta di mantenere in vita una voce libera”. Il segretario e il presidente del Psi hanno pubblicato in rete un video, indossando un bavaglio alla bocca dove chiedono al partito di mobilitarsi a difesa di Radio radicale.
“Dobbiamo trovare una soluzione ragionevole che tuteli i posti di lavoro senza un intervento diretto dallo Stato”, dice Luigi Di Maio a Radio Anch’io parlando di Radio Radicale la cui convenzione con il Mise è scaduta. Per il vicepremier “si sono versati milioni a questa radio e non ad altre che stanno sul mercato. Io non ho nessun interesse a far perdere posti di lavoro e a spegnere una radio, serve una soluzione ragionevole che non preveda un contributo diretto”. A Giachetti dice: “Spero che possa tornare a bere e mangiare”.
“Si continua – dice il leader dei Radicali italiani Maurizio Turco – a imbrogliare i cittadini perché non ci si assume la responsabilità politica di una scelta che hanno preso da tempo, ossia chiudere Radio Radicale. Non la vogliono rivendicare, le bugie hanno le gambe corte e il passo è lungo, vogliono mascherare la loro vera scelta. Tutelare altre radio da cosa? Ci sono altre radio interessate a svolgere quel servizio? Il problema è il servizio che Radio Radicale svolge, e fanno finta di non capire qual è”, conclude.

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