domenica, 28 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Luca Fantò
Recovery plan, i vuoti del piano scuola

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Ha ragione Carlo Cottarelli, nella baraonda mediatica determinata dalla crisi di Governo ci si sta dimenticando il vero oggetto del contendere, il Recovery plan. Per ciò che riguarda la parte dedicata a scuola e istruzione, non si tratta certo di un piano rivoluzionario ma certamente il testo è pieno di propositi condivisibili. Riduzione della dispersione scolastica, potenziamento Stem, lingua italiana e inglese, riduzione del divario generazionale e tra i territori, potenziamento dei servizi di asilo nido e prima infanzia, contrasto alla povertà educativa. Tuttavia il Piano non affronta alcuni argomenti critici. Primo tra tutti la mancanza di personale scolastico e la soluzione del problema ormai strutturale del precariato nella pubblica istruzione.

Positive le proposte relative al reclutamento dei docenti che prevedono, dopo il concorso, un anno di formazione e prova al termine del quale il docente sarebbe effettivamente considerato vincitore.

Molto positiva l’idea di riformare la carriera dei docenti dando l’opportunità ai più dinamici e capaci di assumere maggiori responsabilità, di crescere in ruolo assumendo funzioni di coordinamento, progettazione e formazione. E’ importante che il merito venga riconosciuto non attraverso incentivi economici ma attraverso una maggior condivisione di responsabilità (che ovviamente comportano anche gratificazioni economiche). Manca però nel Piano la proposta su chi e come verrebbero individuati i meritevoli.

Ottima l’idea di aumentare il tempo scuola e potenziare scuole materne (3-6 anni) e classi primavera (da 2 anni) perché (come dice il Piano stesso) ciò comporterebbe immediati effetti positivi sul mercato del lavoro.
C’è però il rischio, e noi socialisti auspichiamo non sia così, che tali interventi, insieme all’aumento dei fondi per fondo asili nido e scuole infanzia (legge 160/2019 art.1 comma 59), siano il modo per finanziare le scuole private. Noi socialisti riteniamo opportuno che lo Stato sollevi da tali oneri le scuole private.

Molto positiva la proposta di potenziare l’Organico di Potenziamento per italiano, matematica e inglese.

Il Piano quindi riconosce nella formazione dei DS, dei docenti e del personale Ata lo strumento per potenziare le loro competenze, le metodologie e, a cascata, la motivazione e il rendimento scolastico degli alunni. Si punta molto sulla formazione, anche nell’ottica del potenziamento di alcune discipline (stem, italiano, inglese). In questo caso sarà importante vigilare sul fatto che tale formazione, essendo prevista come obbligatoria, venga svolta in orario di servizio o a pagamento.

Rischiose le dichiarazioni di voler adeguare i programmi degli istituti Tecnici e Professionali alle esigenze del mondo della produzione poichè una reale parità di possibilità tra studenti può essere solo il frutto di una solida e omogenea formazione culturale.

Importantissima e molto positiva l’attenzione che viene data all’Orientamento all’Università in quarta e quinta superiore.

Altrettanto positiva l’attenzione al potenziamento degli Istituti Tecnici Superiori che punta tra l’altro a duplicarne gli studenti in 5 anni.

Per ciò che riguarda l’Università, positivo puntare sulle lauree abilitanti ovvero in grado di permettere ai laureati di accedere direttamente agli esami di abilitazione alla professione.

Noi socialisti evidenziamo il fatto come nel Piano non si parli di abolizione del numero chiuso per l’accesso all’università che invece riteniamo sia opportuno.

Bene il potenziamento dei servizi abitativi per gli studenti universitari fuori sede e il sostegno alla possibilità di soddisfare la domanda di alloggi finanziando interventi proposti dalle città metropolitane.

Bene l’aumento dei fondi per le borse di studio universitarie, l’ampliamento delle esenzioni e della “no-tax area” per meritevoli e bisognosi nonché l’incremento a 700 euro delle borse di studio.

Passata la bufera mediatica scatenata intorno alla crisi di Governo, quando potremo tornare a parlare di interessi pubblici e non politici, noi socialisti faremo le nostre proposte e proporremo le nostre modifiche.

 

Luca Fantò
Referente PSI scuola, università e ricerca

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