mercoledì, 24 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Recovery Plan. Incontro governo sindacati

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E’ terminato l’incontro del presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Anna Maria Furlan, Pierpaolo Bombardieri. Un confronto preliminare con al centro i fondi del recovery e il suo utilizzo in questa fase pandemica. Anche un modo da parte del Governo per dare una scossa al proprio lavoro dopo un periodo di stallo.
Al confronto sul piano nazionale di ripresa e resilienza hanno presto parte anche i ministri per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli, delle Infrastrutture Paola De Micheli, dell’Economia Roberto Gualtieri, del Lavoro Nunzia Catalfo e del Sud Peppe Provenzano e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

 

Le parti sociali hanno chiesto che il piano venga discusso in modo trasparente recependo i loro suggerimenti e le loro richieste. “Vi vedo con piacere” Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha aperto la riunione in videoconferenza con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti. Al centro del confronto il Recovery plan e l’impiego delle risorse del Next Generation Eu. “Questo piano – ha detto Conte – ha una valenza trasformativa per il Paese: è un Piano che serve a far fare un salto di qualità alla nostra capacità produttiva e occupazionale, a realizzare una svolta risolutiva per la modernizzazione del paese”. L’interlocuzione continuerà, questa è la strada giusta”, ha sottolineato Conte.

 

“Nei prossimi giorni – ha aggiunto il presidente del Consiglio – si potranno definire tavoli di confronto per settori e missioni con i ministri direttamente interessati. L’interlocuzione continuerà, questa è la strada giusta”.

 

Condividiamo – ha detto PierPaolo Bombardieri, Segretario generale UIL – gli obiettivi generali del Piano e le missioni identificate. Abbiamo chiesto il coinvolgimento delle parti sociali nella fase di predisposizione e implementazione del Piano, attraverso dei tavoli di lavoro su ogni singola missione, allo scopo di definire un cronoprogramma degli impegni di spesa per monitorare l’efficace implementazione e gli impatti, soprattutto occupazionali. Crediamo nell’assoluta necessità di sviluppare parallelamente investimenti e riforme.  Ci preoccupano alcuni aspetti ancora non definiti della governance e soprattutto il possibile ritorno nel prossimo futuro delle regole del patto di stabilità, che chiediamo venga definitivamente superato e accompagnato da una nuova politica economica.  Ribadiamo infine la necessità di chiedere all’Europa il rifinanziamento dello Sure”.

 

La richiesta di entrare nel “merito del Recovery plan” è arrivata da Maurizio Landini, segretario della Cgil per il quale è necessario avviare “nei prossimi giorni un confronto serrato sui contenuti del piano e delle diverse missioni, al fine di condividere i progetti da presentare a Bruxelles per dare lavoro stabile e di qualità ai giovani, alle donne e nel Mezzogiorno”.  “La prossima settimana – ha aggiunto il numero uno del sindacato di Corso d’Italia – il governo incontrerà Cgil, Cisl e Uil sul nuovo decreto ristori In questa fase nessuno deve essere lasciato da solo ed è necessario prorogare il blocco dei licenziamenti”.

“Il piano – prosegue Landini – deve rappresentare anche una grande opportunità per avviare le riforme necessarie che servono al Paese (a partire dal lavoro, dal fisco, dalla p.a. e dalle pensioni). Nella pubblica amministrazione serve una vera riforma, utilizzando meglio le risorse che già ci sono e facendo assunzioni di giovani e nuove competenze”.

E’ necessaria – conclude il leader della Cgil – una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali. Servono investimenti, pubblici e privati, per creare nuova occupazione e sconfiggere la precarietà. E’ il momento di cambiare il modello di sviluppo nel rispetto dell’ambiente e con la costruzione di un modello sociale fondato sulla sanità pubblica e sul diritto alla conoscenza. Tutto questo si può realizzare solo con il coinvolgimento di tutto il mondo del lavoro, delle parti sociali e del Paese”.

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