martedì, 23 Luglio, 2019

Reddito di Cittadinanza, come averlo. Inps, monitoraggio pensioni

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Reddito di cittadinanza
A CHI È RIVOLTO E COME FARE PER AVERLO

Partirà il primo aprile il reddito di cittadinanza, la misura bandiera del Movimento Cinque Stelle approvata giovedì scorso 17 gennaio dal Consiglio dei ministri, assieme alla riforma delle pensioni. Il provvedimento prevede misure per “il contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro”. Ma chi può farne richiesta? E come funziona?
Quali sono i requisiti
Per accedere al Rdc è necessario essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa e avere un Isee inferiore a 9.360 euro annui. Il patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, può ammontare fino ai 30mila euro annui, mentre il patrimonio finanziario non deve essere superiore a 6mila euro che può arrivare fino a 20 mila per le famiglie con persone disabili.
Bacino d’utenza
Il reddito di cittadinanza riguarderà circa 5 milioni di cittadini, cioè persone che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta. Il 47% dei beneficiari sarà al Centro-Nord e il 53% al Sud e Isole. Fonti di Palazzo Chigi sottolineano che circa 1 milione e 800mila famiglie avranno diritto alla misura economica. I nuclei familiari con soggetti diversamente abili che riceveranno il reddito di cittadinanza sono invece 255mila.
Durata e funzionamento
Il reddito ha una durata di 18 mesi. Entro i primi 12 la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 km. Se viene rifiutata la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km e se anche questa viene rifiutata la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Dopo il primo anno anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 km, mentre la terza potrà arrivare da tutto il territorio nazionale; dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale. Per le famiglie con la presenza di soggetti svantaggiati le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.
Dove richiederlo
Il reddito si può richiedere da marzo 2019 online direttamente sul suo sito ufficiale (che tra l’altro supporta il beneficiario anche nella ricerca del lavoro e nell’eventuale accettazione di almeno 1 delle 3 offerte di lavoro congrue) attraverso il quale gli interessati potranno accedere tramite Spid e compilare la richiesta in modalità telematica del reddito di cittadinanza oppure al Caf. L’Inps verificherà se si è in possesso dei requisiti. Il trattamento economico verrà erogato attraverso una carta prepagata di Poste Italiane. Dopo l’accettazione, il beneficiario verrà contatto dai Centri per l’impiego per individuare il percorso di formazione o reinserimento lavorativo da attuare. Chi fornisce dati falsi rischia da 2 a 6 anni di carcere e non sarà inoltre possibile utilizzare la card per il gioco d’azzardo.
Esclusioni
Viene escluso dal reddito chi non sottoscrive il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale, chi non partecipa alle iniziative formative e non presenta una giustificazione, chi non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni, chi rifiuta la terza offerta congrua, chi non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio nucleo e chi fornisce dati falsi. In quest’ultimo caso – come detto – si rischiano da 2 a 6 anni di carcere.
Importante, i soldi vanno spesi entro il mese di riferimento
Se i soldi del reddito di cittadinanza non vengono spesi tutti entro il mese, la cifra non utilizzata “non viene trasferita al mese successivo”, i soldi “vengono scalati dal mese dopo”, come ha sottolineato il vicepremier Luigi Di Maio, nella trasmissione Porta a Porta.
Più in dettaglio, una famiglia formata da 2 adulti e 2 figli minorenni avrà fino a 1.180 euro al mese di RdC: fino a 900 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
Un nucleo familiare invece composto da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 1 figlio minorenne avrà fino a 1.280 euro al mese di RdC: fino a 1.000 euro mensili come integrazione al reddito più 280 euro al mese di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
Una famiglia formata da 2 adulti, 1 figlio maggiorenne e 2 figli minorenni avrà fino a 1.330 euro al mese di RdC: fino a 1.050 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo).
I single, cioè le persone che vivono da sole, avranno fino a 780 al mese di RdC: fino a 500 euro come integrazione al reddito più 280 euro di contributo per l’affitto (oppure 150 euro di contributo per il mutuo);

Osservatorio Inps
MONITORAGGIO PENSIONI

È stato pubblicato l’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni decorrenti nel 2017 e 2018.
Il monitoraggio, con rilevazione effettuata il 2 gennaio 2019, riguarda le seguenti gestioni:
Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (Fpld); coltivatori diretti, mezzadri e coloni; artigiani; commercianti; lavoratori parasubordinati; assegni sociali.
Mentre nel 2017 sia i requisiti di età per la vecchiaia che quelli di anzianità per la pensione anticipata sono rimasti immutati rispetto al 2016, nel 2018 si è concluso il percorso di equiparazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne nel settore dei dipendenti privati e dei lavoratori autonomi. La pensione di vecchiaia per queste categorie, infatti, nel 2018 è stata corrisposta al raggiungimento dell’età di 66 anni e 7 mesi sia per gli uomini che per le donne.
Per quanto attiene la pensione anticipata, invece, per il 2018 non sono stati previsti cambiamenti nei requisiti per la generalità dei lavoratori, ma è stata introdotta la possibilità di pensionamento anticipato con soli 41 anni di contributi per i cosiddetti “lavoratori precoci” (12 mesi di contributi maturati entro il compimento dei 19 anni di età e in una determinata condizione di tutela stabilita dalla norma), nei limiti dei fondi annualmente stanziati e con richiesta di certificazione dei requisiti per l’accesso al beneficio entro il 1° marzo 2018.
Pensione e assegni sociali: sintesi dei dati statistici
Con riferimento al Fpld, nell’ultima rilevazione del 2018 si registra un numero complessivo di liquidazioni di pensioni di vecchiaia decorrenti nell’anno inferiore al corrispondente valore del 2017. La differenza è riconducibile essenzialmente all’innalzamento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia delle donne.
Gli assegni sociali liquidati nel 2018 sono di entità molto esigua rispetto al valore rilevato nell’analogo lasso di tempo dell’anno precedente, in quanto si è elevato di un anno il requisito di età utile per la liquidazione dell’assegno. Per lo stesso motivo anche per quanto riguarda il peso delle pensioni di invalidità su quelle di vecchiaia l’indicatore statistico risulta più alto nel 2018 in confronto al 2017. La relazione si inverte, invece, nell’indicatore che rappresenta il peso percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili, a causa dell’inasprimento dei requisiti di ammissione alla pensione di vecchiaia per le donne.
Osservando gli indicatori statistici del 2018, inoltre, si rileva un peso decisamente superiore delle pensioni di anzianità/anticipate su quelle di vecchiaia rispetto al 2017. Questo perché i requisiti per le pensioni di vecchiaia si sono innalzati per le donne, mentre quelli relativi alle pensioni di anzianità/anticipate sono rimasti uguali all’anno precedente e sono più consistenti le uscite anticipate per i cosiddetti “lavoratori precoci”.
Per lo stesso motivo anche per quanto concerne il peso delle pensioni di invalidità su quelle di vecchiaia l’indicatore statistico risulta più elevato nel 2018 in confronto al 2017. La relazione si inverte, invece, nell’indicatore che rappresenta il peso percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili, a causa dell’elevazione dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia per le donne.

Reddito di cittadinanza
I CONTROLLI SUI FURBI AFFIDATI ALLA GDF

La Guardia di Finanza prepara le nuove mosse per il 2019. Le fiamme gialle nel corso di questo nuovo anno hanno un nuovo fronte da tenere d’occhio: i furbi del reddito di cittadinanza. Di fatto la Gdf avrà uno strumento in più per stanare chi prova ad aggirare i controlli. L’Isac sarà un indicatore che determinerà, come ha di recente riportato ilSole 24 Ore, il livello di affidabilità contributiva dei datori di lavoro. Il capo del terzo reparto operazioni del Comando generale delle Fiamme Gialle, Giuseppe Arbore ha spiegato più nel dettaglio come verrà usato questo nuovo parametro: “L’Isac, oltre a essere un valido e affidabile strumento della compliance, sarà utilizzato per la selezione di chi svolge attività di lavoro autonomo e di soggetti economici ritenuti a più alto rischio di evasione contributiva”, ha affermato al Sole 24 Ore.
L’Isac nasce da una convenzione tra Inps, Fiamme Gialle, Dogane ed Entrate. Questo strumento di controllo monitora di fatto le dichiarazioni contributive e misura l’attendibilità su questo fronte dello stesso datore di lavoro. Il tutto per rilevare l’emersione del lavoro nero. Con il debutto del reddito di cittadinanza, la Guardia di Finanza opererà su tre fronti. Il primo attiene il controllo delle prestazioni sociali agevolate con attenzione particolare alle dichiarazioni sostitutive uniche, il secondo invece riguarda un monitoraggio degli indicatori della situazione economica equivalente. Terzo fronte sarà appunto l’Isac che servirà a contrastare il lavoro nero intensificando i controlli “sull’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro”. La Gdf, insomma, è pronta a stanare i furbi del reddito minimo.

Carlo Pareto

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