lunedì, 17 Giugno, 2019

Reddito di cittadinanza e Quota 100. I dubbi della Corte dei Conti

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Osservatorio Inps sulle pensioni
GESTIONE DIPENDENTI PUBBLICI
È stato recentemente pubblicato dall’Inps l’Osservatorio sulle pensioni della Gestione dipendenti pubblici (Gdp), con i dati sulle prestazioni vigenti al 1° gennaio 2019 e liquidate nel 2018.
Il numero dei trattamenti pensionistici vigenti al 1° gennaio 2019 è pari a 2.913.778, in ascesa dello 1,7% in confronto all’anno precedente (2.864.050). L’importo globale annuo (tredici mensilità) degli assegni previdenziali è di 72.028,1 milioni di euro, con incremento del 3,9% rispetto al 2018 (69.328,8 milioni di euro).
Per quanto attiene la ripartizione per cassa, il 58,9% delle pensioni è erogato dalla Cassa trattamenti pensionistici statali ( Ctps), seguita dalla Cassa pensioni dipendenti enti locali ( Cpdel) con il 37,8%. Le altre casse rappresentano tutte insieme il 3,3% del totale. Con riferimento all’importo complessivo annuo, risulta che il 61,8% è a carico della Ctps (1.995,68 euro), il 31,3% a carico della Cpdel (1.575,09 euro) e il rimanente 6,9% è corrisposto dalle altre casse, con importi che variano da 1.437,40 euro mensili per la Cassa pensioni insegnanti ( Cpi), a 4.541,26 euro per la Cassa pensioni sanitari ( Cps).
Pensioni GDP: dati per categoria e sesso
Per quanto concerne le prestazioni vigenti al 1° gennaio 2019, emerge che il 58,6% del totale dei trattamenti pensionistici è erogato alle donne, contro il 41,4% corrisposto agli uomini.
Relativamente alle prestazioni pensionistiche liquidate nel 2018, la categoria degli assegni di anzianità/anticipate è la più numerosa con il 48,7% del totale e importi complessivi annui pari a 2.779,1 milioni di euro (60,4% del totale). Le pensioni ai superstiti rappresentano il 25,9% del totale come numero e il 12,7% come importo. Infine le pensioni di vecchiaia e di inabilità sono rispettivamente circa il 21% e il 5%, sia nel numero che nell’importo.
Pensioni GDP: dati per area geografica
La distribuzione per area geografica dei trattamenti pensionistici in pagamento al 1° gennaio 2019 mette in evidenza che il maggior numero delle prestazioni è concentrato al Nord (41% del totale nazionale), seguito dal 36% al Sud e nelle isole e dal 22,9% al Centro. Esiguo il numero degli assegni erogati all’estero, pari allo 0,1% del totale.
Le regioni con il maggior numero di pensioni pubbliche sono la Lombardia e il Lazio, che erogano rispettivamente l’11,8% e l’11,6% del totale, seguite dalla Campania (9,2%) e dalla Sicilia (8,3%). Le regioni che corrispondono il minor numero di pensioni sono la Valle d’Aosta (0,2%), il Molise (0,6%) e la Basilicata (1%).
Pensioni GDP: dati per età, categoria e importo
L’età media complessiva dei titolari di trattamenti di vecchiaia e anzianità/anticipate è di 73,9 anni per gli uomini e di 73,8 per le donne. Quella dei titolari di pensione di inabilità si discosta di oltre tre anni tra i due sessi (70,7 per gli uomini e 74,1 per le donne). L’età media della categoria superstiti è molto differenziata tra i due sessi, essendo pari a 71,7 anni per gli uomini e a 78,8 anni per le donne.
Il 16,4% delle pensioni pubbliche ha un importo mensile inferiore ai 1.000 euro, il 48,4% tra 1.000 e 1.999,99 euro e il 26% tra 2.000 e 2.999,99. Il 9,2%, infine, ha un importo dai 3.000 euro mensili lordi in su.

Osservatorio Inps su pensioni e lavoratori
GESTIONE SPORT E SPETTACOLO
È stato recentemente pubblicato dall’Inps l’Osservatorio con le statistiche sulle pensioni e sui lavoratori della Gestione ex Enpals, soppressa nel 2011 e confluita nell’Inps con la denominazione di Fondo pensione lavoratori dello spettacolo (Fpls) e di Fondo pensione sportivi professionisti (Fpsp).

Gestione ex Enpals: statistiche pensioni

I trattamenti pensionistici vigenti al 1° gennaio 2019 sono 58.316, di cui 55.768 a carico del Fondo pensione lavoratori dello spettacolo e 2.548 del Fondo pensione sportivi professionisti. L’importo globale annuo in pagamento è di 977,6 milioni di euro, di cui il 93,4% (913,5 milioni di euro) in carico al Fpls e il 6,6% in carico al Fpsp.
In confronto all’anno precedente si registra un aumento del numero delle pensioni e degli importi annui in pagamento a inizio anno, con una netta differenziazione per gestione. Mentre la gestione dei lavoratori dello spettacolo, infatti, ha visto crescere il numero delle prestazioni e dell’importo complessivo annuo rispettivamente dello 0,2% e del 2,3%, la gestione degli sportivi ha fatto rilevare un incremento numerico degli assegni previdenziali del 7,2% e un incremento dell’importo complessivo annuo in pagamento dell’8,6%.
Per quanto attiene la distribuzione per categoria, il 68,7% delle prestazioni sono trattamenti di vecchiaia, il 27,4% assegni ai superstiti e il restante 3,9% pensioni di invalidità. L’importo complessivo annuo si distribuisce per l’80,3% ai trattamenti di vecchiaia, per il 2,8% a quelli di invalidità e per il 16,9% a quelli ai superstiti.
Dall’analisi della distribuzione territoriale si evidenzia una marcata concentrazione delle pensioni di entrambe le gestioni nell’Italia centrale, con un picco nella provincia di Roma dove vengono corrisposte il 25,6% delle prestazioni e il 29,5% degli importi.
Le pensioni d’invalidità sono maggiormente concentrate nell’Italia centrale (40,9%), mentre quelle di vecchiaia nell’Italia settentrionale (45,6%). Il 3,1% delle prestazioni viene inoltre erogato a pensionati residenti all’estero.
L’età media dei pensionati è 75,7 anni (74,2 per gli uomini e 77,1 per le donne). Analizzando la distribuzione per classi di importo mensile delle pensioni, infine, si osserva che il 42,7% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro.

Gestione ex Enpals: statistiche lavoratori

Nel 2018 il numero di lavoratori dello spettacolo con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 324.614, con una retribuzione media annua di 10.524 euro e un numero medio annuo di 100 giornate retribuite.
Il gruppo professionale più numeroso è quello degli attori (25,2%), seguito dai gruppi dei lavoratori degli impianti e circoli sportivi (11,1%), degli impiegati (11%), dei concertisti e orchestrali (9,7%). Analizzando la struttura per classi di età emerge che, nel 2018, la classe di età modale è quella tra i 25 e i 29 anni con 45.806 lavoratori (il 14,1% del totale). I lavoratori uomini rappresentano il 57,6% della collettività considerata.
La retribuzione media annua osservata nel 2018, pari a 10.524 euro, risulta molto differenziata sia per età, sia per genere. In particolare aumenta al crescere dell’età, almeno fino alla classe 55–59, ed è costantemente più elevata per gli uomini (11.672 euro contro 8.968 euro per le donne).
Gli sportivi professionisti con almeno un contributo versato nel 2018 sono 7.763, il 92% dei lavoratori è costituito dagli appartenenti alla Federazione Calcio. Nel 2018 si registra un incremento del 3,8% del numero dei lavoratori rispetto all’anno precedente. Più della metà degli sportivi professionisti lavora al Nord (52,1%).
Il 55,9% degli sportivi è costituito da atleti, il restante 44,1% da allenatori, direttori tecnico-sportivi e preparatori atletici.
Nel 2018, la classe di retribuzione modale dei lavoratori sportivi professionisti è quella tra i 10.000 e fino a 50.000 euro con il 42,4%. Alla classe di retribuzione oltre i 700.000 euro appartengono perlopiù gli sportivi professionisti della Federazione Calcio e si tratta in prevalenza di atleti (87,1%).

Welfare
REDDITO PER FARMACI, VISITE E BOLLETTE
“Farmaci, visite e bollette sono le prime voci di spesa del reddito di cittadinanza, secondo i primi dati che stanno arrivando. E’ questo quello che pagano le persone”. Lo ha detto la ministra della Salute, Giulia Grillo, intervenendo al recente congresso dell’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e della sua Fondazione. “Lo sapevamo ma questa è la prova provata che l’aspetto economico incide in maniera molto importante sulle cure nonostante il nostro sia un sistema universalistico”.
Intanto il ministero del Lavoro ha comunicato in una nota che non c’è nessun problema di accreditamento per la seconda mensilità del reddito di cittadinanza, in riferimento ad alcuni articoli di stampa che raccontano invece di ritardi. Dopo aver consultato l’Inps, il ministero ha precisato che “rispetto ai circa 500mila percettori della seconda mensilità i casi di non accreditamento ad oggi ammontano a 16”, si legge nella nota. “Si ribadisce quindi – ha sottolineato ancora il dicastero – che non esiste nessun problema relativo all’accreditamento della seconda mensilità del reddito di cittadinanza. Inoltre per i circa 200mila nuclei familiari che hanno presentato domanda nel mese di aprile è pienamente operativa la procedura di consegna delle card che sarà completata nella prima settimana di giugno così come da calendario Inps”.

Reddito di cittadinanza e Quota 100
DUBBI DELLA CORTE DEI CONTI
Rapporto della Corte dei Conti sulla finanza pubblica. Con un occhio anche a Quota 100 e Rdc. Per quanto riguarda il primo tema, osservano i giudici contabili, serve una soluzione ”più neutra” da un punto di vista ”dell’equità tra coorti di pensionati e tale da preservare gli equilibri e la sostenibilità di lungo termine del sistema” così come è stato espressamente evidenziato nello stesso rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica. Una soluzione che sia anche “strutturale e permanente”.
Sul secondo punto, “nonostante l’attenzione posta nel disegnare l’impianto del Reddito di Cittadinanza” resta la preoccupazione che ”possa scoraggiare e spiazzare l’offerta di lavoro legale” afferma ulteriormente la magistratura contabile, la cui preoccupazione è legata al particolare contesto italiano, “in cui è elevata la quota di economia sommersa e sono bassi i livelli salariali effettivi”.

Carlo Pareto

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