lunedì, 19 Agosto, 2019

Reddito di cittadinanza, importo sulla card il 6 di ogni mese

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Reddito di cittadinanza
IMPORTO SULLA CARD IL 6 DI OGNI MESE
Il reddito di cittadinanza arriverà a fine aprile. Entro il mese sarà riconosciuto dall’Inps agli aventi diritto, rispettosi di tutti i requisiti, che ne faranno subito richiesta, a partire dal 6 marzo prossimo, appena sarà cioè disponibile il modulo di domanda predisposto dallo stesso istituto ed atteso per quella data.
A regime, il beneficio sarà poi distribuito sulle apposite carte da Poste a partire dal 6 di ogni mese, per essere speso praticamente subito, nel mese in cui lo si riceve o al massimo entro quello successivo. Nel corso del primo mese chi riceve il beneficio dovrà peraltro dichiarare anche la propria disponibilità al lavoro e, in tempo brevi, ricevere la convocazione dei centri per l’impiego o dei servizi comunali, con i quali stringere “il patto per il lavoro” o “per l’inclusione sociale” in vista della ricerca attiva del lavoro, di percorsi di formazione o di lavori utili alla collettività.
A regime, secondo quanto si legge nel testo del decretone, il sussidio sarà “suddiviso per ogni singolo componente il nucleo familiare”, con modalità da decidere con decreto di Lavoro e Mef “entro 6 mesi” dall’entrata in vigore del provvedimento istitutivo. Si prevede quindi che “il numero di carte elettroniche” sia “tale da garantire l’erogazione del beneficio suddiviso per ogni singolo componente” della famiglia.
Insomma, quello del reddito si preannuncia un percorso a tappe che richiederà un meccanismo perfettamente oliato.
Rdc, online sul sito dell’Inps il manuale d’uso
Il Reddito di Cittadinanza, disciplinato dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, è un sostegno per famiglie in condizioni disagiate finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Consiste in un beneficio economico accreditato ogni mese sulla Carta RdC, una nuova carta prepagata, diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno.
Per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.
Per sapere come si presenta la domanda, quali sono i requisiti, gli adempimenti e l’importo, e per avere ulteriori informazioni su questo beneficio economico, è possibile consultare il Manuale Reddito di cittadinanza

Osservatorio Inps
CRESCONO LE ASSUNZIONI NEL SETTORE PRIVATO
Nel periodo gennaio-novembre 2018 le assunzioni complessive, riferite ai soli datori di lavoro privati, sono state 6.890.000, in progresso del 5,0% (+325.000) rispetto allo stesso lasso di tempo del 2017. Lo rivela l’Inps nel suo consueto Osservatorio sul precariato del mese di novembre 2018.
Crescono tutte le componenti: contratti a tempo indeterminato +5,9%, contratti a tempo determinato +4,3%, contratti di apprendistato +11,9%, contratti stagionali +6,3%, contratti in somministrazione +2,4% e contratti intermittenti +7,7%. Si conferma il forte incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (+69,3%, +186.000) mentre risultano in contrazione i rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo (-15,0%, -10.000). Le cessazioni nel complesso sono state 6.265.000, in aumento in confronto all’anno precedente (+8,8%, +508.000).
Nel periodo gennaio-novembre 2018 sono stati incentivati 115.990 rapporti di lavoro con i benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni: 62.819 riferiti ad assunzioni e 53.171 relativi a trasformazioni a tempo indeterminato. Il numero dei rapporti incentivati è pari al 7,2% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni + trasformazioni).
Sempre nel periodo gennaio-novembre 2018, nel settore privato, sottolinea inoltre l’Inps, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +625.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2017 (+807.000). Su base annua, considerando la differenza tra assunzioni e cessazioni per il periodo 1 dicembre 2017 – 30 novembre 2018, il saldo coincide con la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. A fine novembre 2018 esso risultava positivo e pari a +283.000, in calo rispetto a quello rilevato ad ottobre (+314.000.

Ai minimi dal 2007
CALA LA CASSA INTEGRAZIONE NEL 2018
Nel 2018 le aziende hanno chiesto all’Inps 217,7 milioni di ore di cassa integrazione registrando una significativa flessione del 38% rispetto al 2017. Si tratta del livello più basso dal 2007 (quando furono 184 milioni) mentre nel 2008, anno di inizio della crisi economica furono 228 milioni.
Ciò non di meno, nel mese di dicembre sono state chieste 14 milioni di ore con un calo del 37,6% su novembre e del 29,4%% su dicembre 2017.
A certificarlo è l’Osservatorio sulla cassa integrazione dell’Inps, che ha recentemente pubblicato il report di dicembre e per l’anno 2018. Nel rapporto si ricorda anche che con il decreto 148/2015 sono cambiate le regole sulla durata massima dell’ammortizzatore.
Più in dettaglio, le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a dicembre 2018 sono state 6,4 milioni. Un anno prima, nel mese di dicembre 2017, erano state 9,9 milioni e di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a – 36%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -42,2% nel settore Industria e -9,7% nel settore Edilizia.
Quelle di cassa integrazione straordinaria autorizzate a dicembre 2018 è stato pari a 7,6 milioni, di cui 3,3 milioni per solidarietà, segnando una diminuzione pari al 18,3% in confronto all’analogo mese dell’anno precedente, che faceva rilevare 9,3 milioni di ore autorizzate.
Gli interventi in deroga sono stati pari a circa 47 mila ore autorizzate a dicembre 2018 incassando un decremento del 92,2% se raffrontati con dicembre 2017, mese nel quale erano state autorizzate 0,6 milioni di ore.
Le domande di disoccupazione arrivate all’Inps sono aumentate. Secondo i dati dell’Osservatorio Inps sulla Cassa integrazione, a novembre ne sono arrivate 223.728 nel complesso con un progresso del 5,2% sullo stesso mese del 2017. Considerando i primi undici mesi del 2018 sono pervenute all’Istituto 1.917.717 richieste di disoccupazione con un balzo del 6,2% sui primi undici mesi del 2017. Si tratta del dato peggiore dal 2015 quando le richieste complessive tra gennaio e novembre furono 1.972.520. A novembre l’Istat aveva calcolato che il tasso di disoccupazione era sceso al 10,5% ma in corrispondenza di un’ascesa del numero degli inattivi che vengono inseriti tra gli occupati. E l’istituto di statistica aveva annunciato che tornava invece a calare «dopo due mesi di crescita, la stima delle persone in cerca di occupazione (-0,9%, pari a -25 mila unità). La flessione si concentra prevalentemente tra le donne e le persone da 15 a 34 anni».
Salgono le trasformazioni dei contratti a termine in indeterminati
Stando sempre ai dati dell’osservatorio sulla precarietà dell’Inps le assunzioni dei datori di lavoro privati nei primi 11 mesi del 2018 sono state 6.890.000 (+5%) a fronte di 6.265.000 cessazioni (+8,8%) con un saldo positivo di 625.000 contratti. Nel periodo la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno le cessazioni) è stata positiva per 231.677 unità. Il risultato è stato positivo soprattutto grazie al boom delle trasformazioni di rapporti a tempo indeterminato (+69,3%).

Reddito di cittadinanza
GIÀ CODE ALL’INPS PER INFORMAZIONI

“Sono stato di recente a Bari dove mi hanno segnalato che negli uffici dell’Inps si cominciano a vedere già code di persone che chiedono informazioni su come accedere al reddito di cittadinanza. E i dipendenti si trovano in difficoltà perché non sarà l’Inps a occuparsi della presentazione della domanda che da come ha spiegato lo stesso vicepremier Di Maio dovrà essere presentata on line o alle Poste. L’Istituto entrerà in gioco dopo quando appunto Poste ci girerà le domande per verificare i dati e incrociarli con quelli di Pra, Agenzia delle Entrate e Anagrafe dei comuni. Questo deve essere chiaro”. Così si è espresso, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, il presidente del Civ dell’Inps, Guglielmo Loy.
Secondo Loy, “è chiaro che il cittadino che ha bisogno, viste le immagini in tv in cui si dice che è tutto pronto, è tutto fatto, si catapulta per sapere quando potrà ricevere il reddito”. “E lo fa presso uffici dell’Inps, mentre, è bene ripeterlo, l’Istituto entra in gioco in una fase successiva”, ha spiegato.
Il presidente del Civ ha parlato poi di quota 100, lamentando tempi troppo stretti: “Nell’Istituto sono circa 4mila i dipendenti che potenzialmente potranno accedere a quota 100 e andare in pensione, circa il 15% dei 27mila dipendenti. Queste uscite, sommate alle circa 1.000 che sono ‘fisiologiche’ ogni anno, rischiano di mettere in sofferenza l’Istituto, che nei prossimi mesi dovrà esaminare centinaia e centinaia di migliaia di richieste appunto per quota 100 e reddito di cittadinanza”. Per Loy, “il rischio è concreto nonostante stia andando a conclusione il concorso per l’entrata di 3mila nuovi dipendenti. Il problema è che non ci sono i tempi perché questi nuovi ingressi avverranno entro l’anno, mentre l’Istituto già nelle prossime settimane dovrà fronteggiare tante nuove attività che si aggiungono a quelle che già oggi affronta”. E Loy ha ricordato che “è importante che il governo in legge di bilancio abbia destinato all’Istituto 50 milioni di euro, ma occorre fare presto, i tempi sono stretti”.

Carlo Pareto

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