mercoledì, 23 Ottobre, 2019

Reddito di cittadinanza, accolte 840.000 domande. Boom cassa integrazione

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Riscatto laurea
COME FUNZIONA IL SIMULATORE INPS
Sul Portale Inps è disponibile il simulatore del Riscatto di laurea, attraverso il quale è possibile calcolare l’ammontare della somma da versare al fondo pensionistico di appartenenza per riscattare gli anni universitari. Grazie a questo strumento l’utente può valutare se valorizzare o meno il periodo del proprio corso di studi ai fini pensionistici.
Possono simulare l’onere di riscatto, per i periodi che si collocano nel sistema contributivo, sia gli iscritti alla gestione privata che a quella pubblica. Per gli aderenti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e alle gestioni speciali di artigiani, commercianti, coltivatori diretti e coloni mezzadri, la funzionalità è stata estesa ai periodi posizionati nei sistemi retributivo e misto.
Come funziona
Per utilizzare il simulatore bisogna accedere al servizio “ Riscatto di laurea”, tramite codice Pin, Spid o Cns, e cliccare su “Simulazione calcolo” nel menu a sinistra.
Una volta selezionata la gestione previdenziale per cui si desidera simulare il calcolo, occorre inserire alcuni dati: anno di iscrizione all’università, numero di rate in cui frazionare il pagamento, periodo o periodi da riscattare afferenti lo stesso anno solare.
All’utente viene inoltre richiesto di dichiarare l’esistenza di eventuali periodi di anzianità estera o anteriore al 1° gennaio 1996.
Dopo aver inserito tutti i dati, non resta che pigiare sul pulsante “Calcola l’onere del tuo riscatto di laurea”. E’ opportuno ricordare in proposito che l’importo risultante è orientativo e potrebbe discostarsi da quello effettivo, comunicato a seguito della presentazione della domanda di riscatto.
In aumento le simulazioni dei riscatti di laurea
Da marzo, come emerge dai monitoraggi eseguiti dall’Istituto di previdenza, sono aumentate le simulazioni dei riscatti di laurea da parte degli utenti. Secondo le statistiche (riferite alla sola gestione privata) il picco si è registrato ad aprile. A maggio si è verificato un calo in confronto al mese precedente, ma i valori sono rimasti superiori rispetto a quelli di marzo e soprattutto di febbraio. Le simulazioni più numerose riguardano il regime contributivo.

Reddito di cittadinanza
INPS: ACCOLTE 840.000 DOMANDE
Ammontano a 1,3 mln le domande ricevute per beneficiare del reddito di cittadinanza di cui ne sono state accolte 840.000: oltre 700mila per il reddito e circa 100 mila per la pensione di cittadinanza. Sono state invece circa 340 quelle rifiutate. E’ stato lo stesso presidente Inps, Pasquale Tridico ad aggiornare i dati nel corso di una sua recente audizione al Senato.
Una performance, quella del Reddito di cittadinanza, che supera, per Tridico quella del precedente Reddito di inclusione (Rei) che aveva coinvolto solo 1 mln di persone nel 2018. Il reddito di cittadinanza “raggiungerà circa 900 mila nuclei familiari pari a 2,5-2,7 milioni di individui per un reddito medio di 490 euro”, ha spiegato ulteriormente Tridico. “Il Reddito di cittadinanza è misura molto più inclusiva e molto più efficace per l’obiettivo che ha rispetto al Rei”, ha sottolineato.
Quota 100
Il risparmio di spesa derivato da quota 100 per il 2019 ammonta a 1,081 miliardi. Il 29% in meno di quanto previsto. A ribadirlo è stato sempre il numero uno dell’Inps, Pasquale Tridico. Una stima però, ha aggiunto, “che non è possibile proiettare anche nel 2020 perché le scelte e le esigenze delle persone non sono prevedibili”.

Inps
BOOM DI CASSA INTEGRAZIONE A GIUGNO
Boom di ore di cassa integrazione nel mese di giugno 2019: secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Inps lo scorso mese sono stare autorizzate complessivamente 27,6 milioni di ore di cig, in aumento del 42,6% rispetto al giugno del 2018, quando le ore erano state 19,3 milioni. Il vero record è però quello della cassa integrazione straordinaria, la cosiddetta cigs, il cui numero di ore è praticamente raddoppiato tra giugno 2018 e giugno 2019: siamo passati da 9,4 milioni di ore a 18,8, con un rialzo pari al 99,8%.
In diminuzione invece le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate: a giugno 2019 sono state 8,1 milioni, mentre un anno prima erano state 9,8 milioni, con una conseguente variazione tendenziale pari a -17,2%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -8,4% nel comparto Industria e -37,3% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2019 in confronto al mese precedente un decremento pari al 6,0%.
Raddoppiano su anno, invece, il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a giugno 2019. Il dato, spiega l’Inps, è stato pari a 18,8 milioni, di cui 5,2 milioni per solidarietà, evidenziando un rialzo pari al 99,8 per cento rispetto all’analogo mese dell’anno precedente, che faceva rilevare 9,4 milioni di ore autorizzate. Nel mese di giugno 2019 in confronto al mese precedente si osserva una variazione congiunturale pari al +13,9%. Infine, gli interventi in deroga, sono stati pari a circa 0,6 milioni di ore autorizzate a giugno 2019 mettendo a segno un incremento del 451,7% se raffrontati con giugno 2018, mese nel quale erano state autorizzate 0,1 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2019 rispetto al mese precedente un progresso pari al 1.953%.

Inps
IN 5 MESI 3 MILIONI DI ASSUNZIONI
Nei primi cinque mesi del 2019 complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, sono state 3.005.000. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente la crescita ha riguardato i contratti a tempo indeterminato, i contratti di apprendistato, stagionali e intermittenti. Sono invece in diminuzione i contratti a tempo determinato e quelli in somministrazione. E’ quanto rende noto l’Inps nell’aggiornamento dei dati dell’Osservatorio sul Precariato. L’istituto di previdenza conferma come nel periodo gennaio-maggio del 2019, in confronto al 2018, ci sia stato un incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che passano da 199.000 a 324.000 (+125.000, +62,6%); in salita risultano anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+14,4%).
Le cessazioni nel complesso, si legge ancora nel rapporto, sono state 2.311.000, in flessione rispetto all’analogo lasso di tempo dell’anno prima: la riduzione ha interessato le cessazioni di contratti in somministrazione, di rapporti a termine e di rapporti a tempo indeterminato; in crescita sono invece le cessazioni di rapporti con contratto intermittente, stagionale e in apprendistato. Nei mesi di gennaio-maggio 2019 sono stati incentivati 50.463 rapporti di lavoro con i benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani (legge n. 205/2017), in calo in confronto al medesimo periodo dell’anno precedente (-5,0%). In particolare 27.006 sono riferiti ad assunzioni e 23.457 sono relativi a trasformazioni a tempo indeterminato. Il numero dei rapporti incentivati è pari al 5,3% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni + trasformazioni).
Su base annua il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) risulta positivo e pari a 332.000 unità, inferiore a quello osservato nel corrispondente momento alla fine di maggio 2018 (+473.000). Si conferma, prosegue ancora l’Inps, l’inversione di tendenza fra l’andamento dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e quello dei rapporti a tempo determinato. In particolare, mentre il saldo annualizzato dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato è passato da -30.000 (05/2018) a +365.000 (05/2019), quello dei rapporti a tempo determinato è passato da +304.000 (05/2018) a -157.000 (05/2019). Permangono positivi i saldi annualizzati delle altre tipologie di rapporti rilevati ad eccezione dei rapporti di somministrazione, che a maggio 2019 hanno messo in rilievo un saldo annualizzato pari a -10.000. La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (Cpo), a maggio 2019 si attesta intorno alle 19.000 unità (pressoché stabile rispetto all’analogo mese del 2018); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 231 euro. Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (Lf), a maggio 2019 essi risultano circa 9.000 (contro i circa 7.000 di maggio 2018); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 208 euro.

Carlo Pareto

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