lunedì, 19 Agosto, 2019

Reddito di cittadinanza. Pronte 130mila rinunce

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Reddito di cittadinanza
PRONTE 130MILA RINUNCE
Forse, si potrebbe pagare per rinunciare al reddito di cittadinanza. Perché chi chiederà la revoca del sussidio potrebbe infatti dover restituire in blocco quanto percepito con la card. È quanto trapela da indiscrezioni che circolano in queste ore, in attesa che venga resa nota la procedura per poter richiedere la disdetta dei bonifici e quindi uscire dal bacino dei beneficiari. L’eventuale stop potrebbe riguardare una platea potenziale che secondo le stime al riguardo formulate (anch’esse peraltro molto criticate), potrebbe interessare almeno 130 mila persone. Sull’entità delle somme da restituire e le relative modalità dovrebbe comunque a breve intervenire una apposita circolare dell’Inps, nella quale verranno verosimilmente affrontati anche altri aspetti ancora poco chiari, a incominciare dai tempi che saranno necessari per elaborare le revoche.
Per le istanze di rinuncia si dovranno probabilmente espletare una serie di passaggi che richiederanno settimane, se non mesi, prima che le card vengano bloccate. A quanto emerso finora, le mensilità già percepite andranno restituite in un’unica soluzione, proprio come avvenuto in passato quando è stato chiesto a una parte dei beneficiari degli 80 euro di Matteo Renzi di restituire il bonus per mancanza di requisiti.
Inoltre, per permettere ai beneficiari delusi di rinunciare al reddito di cittadinanza è indispensabile aprire un nuovo canale telematico attraverso cui far passare le istanze dei perplessi.
Dopodiché le richieste andranno trasmesse all’Inps, a cui spetterà elaborare i rifiuti e rendere operativa l’interruzione. A voler fare un passo indietro sembra siano soprattutto i cittadini che hanno ricevuto somme al di sotto dei 100 euro e che non sono più disposti a sobbarcarsi gli obblighi lavorativi che la misura contempla: entro luglio oltre 300 mila beneficiari dovranno siglare un patto per il lavoro, prevede l’Ufficio parlamentare di bilancio.
Ma a giudicare dalle posizioni accumulate finora dai Caf sparsi in tutta Italia anche chi ha ottenuto cifre inferiori a 300 euro si starebbe interrogando sul da farsi. I modesti importi corrisposti a molti rendono difatti il sussidio poco competitivo rispetto al lavoro nero. E visto che per i furbetti sono ipotizzati fino a sei anni di carcere, a quanto pare c’è chi preferisce liberarsi da questo vincolo per tornare alla vita di prima senza correre particolari rischi. Da notare che sono circa 60 mila i nuclei che hanno avuto accesso in questi giorni a somme inferiori a 100 euro: il grosso delle defezioni si concentrerà verosimilmente in questa fascia di utenti.
Considerati i tempi tecnici occorrenti per il disbrigo delle istanze di rinuncia, chi vorrà disdire il sussidio quest’estate si ritroverà a dover rendere almeno tre mensilità: se non è una penale, poco ci manca.
La sanzione nei casi peggiori potrebbe arrivare fino attorno ai 300 euro. Ma nel gruppo dei pentiti potrebbero confluire – come detto – anche i percettori di cifre comprese tra 100 e 300 euro. Nel loro caso però le somme da rimborsare saranno purtroppo più elevate.
Chi deciderà, per esempio, di rinunciare al sostegno pur intascando ogni mese un assegno di 300 euro si potrebbe ritrovare a dover restituire allo Stato quasi mille euro.
Complessivamente sono circa 130 mila le famiglie che hanno ricevuto importi tra 40 e 300 euro, dunque molto distanti dai 780 euro promessi.
Il 13% dei nuclei che hanno presentato domanda per il reddito di cittadinanza a marzo ha incassato tra 40 e 100 euro questo mese, circa 40 mila famiglie hanno ottenuto tra i 100 e i 200 euro mentre altre 30 mila (il 7,2% sul totale degli attuali aventi diritto) hanno ritirato una card con un plafond di spesa che oscilla tra 200 e 300 euro.

Le fasi postulate

Dai Caf fanno sapere però che a voler revocare il sussidio non sono solo i beneficiari con obblighi lavorativi sulle cui tessere sono state accreditate somme decisamente al di sotto delle aspettative. Alcune pratiche sono state congelate anche soltanto per un email o un numero di telefono errato: i centri di assistenza fiscale tuttavia non dispongono al momento di canali telematici tramite cui comunicare all’Inps integrazioni di questo tipo. Così per risolvere l’impasse c’è chi sta pensando di ricominciare tutto da capo, ma per poterlo fare deve prima provvedere ad annullare la domanda originale. Per chi rinuncerà al reddito di cittadinanza tuttavia non è escluso che dovrà passare un certo lasso di tempo prima che possa inoltrare di nuovo la richiesta per il sussidio.
Nel frattempo, le istanze presentate per accedere al beneficio hanno superato il milione. Alla luce di un tasso di rifiuto del 75%, si stima che il prossimo mese la platea dei sussidiati arriverà a inglobare 750 mila famiglie contro le attuali 500 mila.

Reddito
TRIDICO CASO RINUNCE INFONDATO
Il caso delle ‘rinunce’ al reddito di cittadinanza “è assolutamente infondato, non esistono 130 mila casi di rinunce. Non sarebbe possibile”. E’ quanto ha di recente affermato all’Ansa il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: “Su un milione e 125 mila domande, abbiamo avuto una decina di casi tra Genova, Palermo e Napoli di persone che si sono limitate a chiedere informazioni se era possibile rinunciare, ma nessuna richiesta reale”.
Al momento – ha spiegato Tridico – “non è prefigurato un meccanismo di rinuncia e men che mai è previsto un meccanismo a pagamento”. Secondo il presidente Tridico a spingere la decisione dei percettori a chiedere informazione ”potrebbe essere stato il fatto di aver dimenticato di dichiarare qualcosa, di essersi dimenticati di avere un conto corrente e quindi temono un controllo e le sanzioni”. Per il numero uno dell’Inps si tratta di casi davvero isolati che, tra l’altro, non si sono concretizzati in richieste reali. “Se il ministero dovesse verificare che esiste un problema allora farà una circolare”.

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REDDITO PLATEA SI ALLARGA
“Il decreto è già pronto, credo manchi il veicolo legislativo per valutare le richieste per accedere al reddito di cittadinanza sulla base del reddito corrente: ciò permetterà ai disoccupati in particolari situazioni, percettori di sussidio di disoccupazione o disoccupati da oltre diciotto mesi, di accedere al reddito”.
A dirlo è stato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, a margine del primo ciclo di seminari che la direzione centrale Studi e ricerche dell’Inps ha organizzato proprio per avviare una riflessione sul tema dell’output gap, del tasso di disoccupazione strutturale e degli obiettivi di medio periodo della finanza pubblica. “Oggi – ha ricordato il numero uno dell’Istituto – l’Isee corrente possono farli tutti a determinate condizioni che verranno però allargate a coloro che erano entrati in disoccupazione nel periodo precedente al 18° mese”.
L’Anpal ha intanto comunicato che “a partire dal 15 maggio scorso, ha messo a disposizione delle Regioni la lista dei richiedenti del reddito di cittadinanza ammessi al beneficio e che possono sottoscrivere un patto per il lavoro. Tale lista viene fornita come supporto alle Regioni per facilitare il primo contatto tra beneficiari del reddito di cittadinanza e centri per l’impiego”. “Attraverso Anpal Servizi – prosegue l’apposita nota diramata – viene inoltre reso disponibile, già dai prossimi giorni, un servizio di assistenza tecnica ai centri per l’impiego”.
Nel frattempo, sono state pagate 58mila pensioni di cittadinanza sulle 488mila domande di reddito e pensione di cittadinanza accolte nella prima finestra di marzo. Il sussidio, dunque, nel 12% dei casi è andato a nuclei familiari composti esclusivamente da uno più componenti di almeno 67 anni. La quota più consistente di istanze accolte (88%) riguarda nuclei familiari che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza (circa 430mila).
Considerando, invece, la situazione aggiornata allo scorso 10 maggio, tra le 1.125.000 domande presentate, 168mila sono per la pensione di cittadinanza.
Sono numeri forniti dallo stesso presidente designato dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha stimato l’accoglimento tra il 73-75% delle istanze, vale a dire circa 843mila domande presentate dai richiedenti per il nucleo familiare. Tra queste «circa il 14% dovrebbero essere pensioni di cittadinanza.

Inps
DA OPPOSIZIONI APPREZZAMENTO TRIDICO
La commissione Lavoro della Camera ha recentemente espresso parere favorevole sulla nomina di Pasquale Tridico alla presidenza dell’Inps. Tridico ha ottenuto 22 voti favorevoli e uno contrario (11 gli astenuti). Il Senato si era espresso favorevolmente nelle scorse settimane e il Parlamento ha così dato il suo via libera definitivo alla designazione del Consiglio dei ministri.
‘E’ da diversi mesi che apprezziamo le competenze e il lavoro del professore che saprà guidare l’Istituto attraverso questa fase in cui stiamo realizzando cambiamenti importanti nello stato sociale. Durante la discussione in Commissione anche le opposizioni hanno espresso apprezzamento per il profilo professionale del nuovo presidente Inps che si è sempre reso disponibile al confronto con i deputati di ogni colore politico. Il gruppo M5S nella commissione Lavoro alla Camera ha commentato così il parere favorevole espresso sulla nomina di Pasquale Tridico alla presidenza dell’Inps
‘Da quando ha iniziato a occuparsi dell’Istituto, Tridico ha già lanciato importanti iniziative che dimostrano la sua attenzione ai bisogni della gente. Una su tutte l’avvio di ‘Inps per tutti’ che cercherà di far conoscere a quante più’ persone possibile le possibilità offerte dal reddito e dalla pensione di cittadinanza”.

Inps
NOVITA PER LE DOMANDE DI PREMIO ALLA NASCITA
Le domande per ottenere il Premio nascita di 800 euro erogato dall’Inps per la nascita o l’adozione di un minore previsto dall’articolo 1, comma 353, della legge n. 232/16, trasmissibili esclusivamente in via telematica, dallo scorso 4 maggio potranno essere presentate anche tramite dispositivo mobile/tablet.
Lo ha chiarito l’Istituto nel Messaggio n. 1874/19 , recentemente pubblicato sul suo sito. La versione mobile consentirà di presentare solo le domande per le gravidanze in corso o a nascite avvenute, nonché per consultare le domande precedentemente inoltrate all’Inps tramite canali diversi.
Le richiedenti potranno inoltrare le domande di “Premio Nascita” tramite l’App “Inps Mobile”, scaricabile gratuitamente dagli store ufficiali Apple e Android e che si compone di diverse schermate le quali consentono al richiedente di inserire le informazioni previste secondo le modalità indicate nel Messaggio dell’Istituto.

Carlo Pareto

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