martedì, 20 Ottobre, 2020

Reddito di emergenza, come richiederlo, c’è tempo fino al 15 ottobre. Inps, cresce il precariato

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Reddito di emergenza
C’E’ TEMPO FINO AL 15 OTTOBRE PER RICHIEDERLO

Come previsto dal decreto Agosto, c’è tempo fino al 15 ottobre per fare domanda per il Reddito di emergenza, la misura straordinaria di sostegno al reddito introdotta per supportare le famiglie in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza Covid.
Il Decreto Agosto (Decreto legge n. 104/2020) ha infatti ampliato l’arco temporale in cui chiedere l’agevolazione, introducendo un’ulteriore quota mensile (terza tranche), da richiedere all’Inps entro il 15 ottobre prossimo.
la terza mensilità
Il Reddito di emergenza previsto inizialmente per due mensilità, da un minimo di 400 euro fino anche a un massimo di 840 euro, è stato esteso per una terza mensilità per i nuclei familiari che posseggono gli stessi requisiti stabiliti dall’articolo 82 del Decreto Rilancio.
Giova ricordare al riguardo che si tratta di un contributo di natura simile al Reddito di cittadinanza, erogato secondo i parametri Isee e la composizione del nucleo familiare. I termini per le prime due mensilità sono scaduti il 31 luglio scorso.
Quanto spetta
La somma totale del Reddito di emergenza viene calcolata in base al numero dei componenti del nucleo richiedente, e va dagli 600 ai 1.600 euro, corrisposti in 2 quote di uguale importo: dai 400 euro agli 800 euro per quota e per nucleo. La cifra è leggermente aumentata (a 840 euro) se nella famiglia è presente un componente disabile grave o non autosufficiente.
Come fare domanda
Per poter richiedere il Reddito di emergenza si deve essere residenti in Italia; avere un reddito familiare per il mese di aprile 2020 inferiore all’ammontare del sussidio; avere un patrimonio mobiliare inferiore ai 10 mila euro (incrementato di 5 mila euro per ogni componente familiare successivo al primo, fino a un massimo di 20 mila euro); Isee inferiore ai 15 mila euro.
La domanda può essere presentata autonomamente attraverso il portale realizzato dall’Inps, oppure attraverso i Caf. Per ottenere il Reddito di emergenza di agosto si ha quindi tempo fino al 15 ottobre. In alternativa, è possibile presentare la richiesta di reddito di emergenza in autonomia tramite il Pin Inps, dal sito internet dell’Istituto di previdenza.
Le credenziali in possesso dagli utenti restano valide, ma dall’1 ottobre, cambierà la modalità di accesso ai servizi online dell’Inps, passando dal Pin allo Spid, il Sistema pubblico di identità digitale, sistema già previsto per accedere al portale dell’Ente.
A partire dalla stessa data non saranno più rilasciati nuovi Pin dall’Inps, ma gli utenti potranno ancora continuare a utilizzarlo finché non sarà ultimata la transizione allo Spid.
Questa nuova misura assistenziale, come è noto, si concretizza in un contributo economico di natura simile al reddito di cittadinanza, erogato secondo i parametri Isee e la composizione del nucleo familiare.
Per poter essere ammessi a fruire del Reddito di emergenza è necessario essere residenti in Italia; avere un reddito familiare per il mese di aprile 2020 inferiore all’ammontare del sussidio; avere un patrimonio mobiliare inferiore ai 10 mila euro (incrementato di 5 mila euro per ogni componente familiare successivo al primo, fino a un massimo di 20 mila euro); un Isee inferiore ai 15 mila euro.
Secondo i dati pubblicati dall’Inps il nove luglio di quest’anno, i numeri delle richieste del beneficio non hanno rispettato le aspettative del governo nel precedente decreto. Si stimava infatti di raggiungere 2 milioni di persone ma a fare domanda sono state soltanto 500mila, con 460mila istanze ricevute da dall’istituto di previdenza per la metà rifiutate.

Covid-19
INAIL: SORVEGLIANZA SANITARIA ECCEZIONALE

Fermo restando quanto previsto per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali in relazione al rischio di contagio, l’art. 83 d.l. 34 del 19 maggio 2020 prevede che i datori di lavoro pubblici e privati assicurano la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio, in ragione dell’età, della condizione da immunodepressione e di una pregressa infezione da Covid-19 ovvero da altre patologie che determinano particolari situazioni di fragilità del lavoratore.
L’attività di sorveglianza sanitaria eccezionale si sostanzia in una visita medica sui lavoratori inquadrabili come “fragili” ovvero sui lavoratori che, per condizioni derivanti da immunodeficienze da malattie croniche, da patologie oncologiche con immunodepressione anche correlata a terapie salvavita in corso o da più co-morbilità, valutate anche in relazione dell’età,  ritengano di rientrare in tale condizione di fragilità.
Per i datori di lavoro che non sono tenuti, ai sensi dell’art. 18, co. 1 lett. a), d.lgs. 81/2008, alla nomina di un medico competente, fermo restando la possibilità di nominarne uno per la durata dello stato di emergenza, la sorveglianza eccezionale può essere richiesta ai servizi territoriali dell’Inail che vi provvedono con i propri medici del lavoro.
Il datore di lavoro o un suo delegato possono inoltrare la richiesta di visita medica attraverso l’apposito servizio online “Sorveglianza sanitaria eccezionale”, disponibile a decorrere dal 1° luglio 2020 e accessibile dagli utenti muniti di credenziali dispositive.
Per gli utenti non registrati le credenziali possono essere acquisite tramite: Spid; Inps; Carta nazionale dei servizi (Cns); Inail, con l’invio dell’apposito modulo da inoltrare attraverso i servizi online o da consegnare presso le sedi territoriali Inail.
Nel caso di delega da parte del datore di lavoro, deve essere compilato e inoltrato l’apposito modulo “Mod. 06 SSE delega”, reperibile nella sezione dedicata del portale “Moduli e modelli”.
Una volta inoltrata la richiesta dal datore di lavoro o da un suo delegato, viene individuato il medico della sede territoriale più vicina al domicilio del lavoratore.
All’esito della visita medica per sorveglianza sanitaria eccezionale, è espresso un parere conclusivo riferito esclusivamente  alla possibilità per il lavoratore di riprendere l’attività lavorativa in presenza nonché alle eventuali misure preventive aggiuntive o alle modalità organizzative atte a garantire il contenimento del contagio.
Successivamente all’invio del parere conclusivo, il datore di lavoro riceve una comunicazione con l’avviso di emissione della relativa fattura in esenzione da iva per il pagamento della prestazione effettuata. Con decreto interministeriale del 23 luglio 2020 la tariffa dovuta all’Inail per singola prestazione effettuata è fissata in € 50,85.

Osservatorio sul precariato
INPS: PUBBLICATI I DATI DI GIUGNO 2020

È stato recentemente pubblicato l’Osservatori sul precariato con i dati di giugno 2020. Le assunzioni nel settore privato nel primo semestre del 2020 sono state 2.301.638. Rispetto allo stesso periodo del 2019 la contrazione è stata molto forte (-42%) per effetto dell’emergenza legata alla pandemia da Covid-19 e delle conseguenti restrizioni (obbligo di chiusura delle attività non essenziali), nonché della più generale caduta della produzione e dei consumi.
Tale contrazione è risultata particolarmente negativa ad aprile (-83%), ma risulta progressivamente attenuarsi a maggio (-56%) e a giugno (-40%). Il fenomeno ha interessato tutte le tipologie contrattuali. In maniera nettamente accentuata ciò si osserva per le assunzioni con contratti di lavoro a termine (stagionali, intermittenti, somministrati, a tempo determinato).
La dinamica dei flussi
Le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-giugno 2020 sono risultate 261.795, anch’esse in flessione in confronto all’analogo lasso di tempo del 2019 (-32%; -42% per il mese di giugno), quando il loro volume era risultato eccezionalmente elevato anche per effetto dell’impatto delle modifiche normative dovute al decreto Dignità.
Le conferme di rapporto di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo risultano per il periodo gennaio-giugno 2020 ancora in crescita (+9%), nonostante variazioni rispetto al corrispondente mese del 2019 leggermente negative sia a maggio (-4%) che a giugno (-7%).
Le cessazioni nel complesso sono state 2.380.736, in forte diminuzione in confronto al medesimo periodo dell’anno precedente (-23%). Tale decremento è stato particolarmente accentuato per i contratti a tempo indeterminato nel quadrimestre marzo-giugno (-44%), per effetto anche dell’introduzione il 17 marzo (decreto Cura Italia) e la successiva riconferma (decreto Rilancio) del divieto di licenziamento per ragioni economiche.
Il lavoro occasionale
I lavoratori impiegati con Contratti di prestazione occasionale (Cpo) a giugno 2020 sono stati 13.150 (in forte ridimensionamento rispetto all’analogo mese del 2019, -35%). L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 244 euro.
I lavoratori pagati con i titoli del Libretto di famiglia (Lf), invece, a giugno 2020 risultano 185.822, in progresso del 2.393% in confronto a giugno 2019. L’ascesa è da riferirsi essenzialmente all’introduzione del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting (articolo 23, comma 8, decreto Cura Italia) il cui pagamento è effettuato proprio con i titoli del Libretto Famiglia. L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 579 euro.

Carlo Pareto

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