venerdì, 22 Novembre, 2019

Reddito e pensione di cittadinanza: integrazione domande 2019.
Nuovi controlli Inps e Inail

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Reddito e Pensione di cittadinanza
INPS: INTEGRAZIONE DOMANDE MARZO 2019

Con il messaggio del 2 ottobre 2019, n. 3568, l’Istituto di previdenza ha comunicato che dal 4 ottobre scorso i beneficiari di Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza che hanno presentato la domanda a marzo 2019 possono integrarla collegandosi al link https://serviziweb2.inps.it/RedditoCittadinanza/autocertificazione. Sempre a partire dal 4 ottobre gli interessati sono stati opportunamente avvisati tramite i recapiti sms o email da loro indicati.
Le prime domande di RdC e PdC, infatti, sono state inoltrate a partire dal 6 marzo, utilizzando un modello successivamente cambiato, il 2 aprile, a seguito delle modifiche apportate dalla legge di conversione (legge 28 marzo 2019, n. 26) del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
La legge di conversione ha previsto un regime transitorio di salvaguardia delle richieste inviate prima della sua entrata in vigore, stabilendo che il beneficio potesse essere erogato per un periodo non superiore a sei mesi anche in assenza della nuova documentazione richiesta. Le istanze trasmesse a marzo e accolte sono state così poste in pagamento fino a settembre 2019. Da ottobre occorre però allineare il contenuto delle dichiarazioni.
Per evitare che i beneficiari di RdC e PdC con domanda presentata a marzo, e quindi con decorrenza aprile, debbano nuovamente inoltrare richiesta e per garantire la continuità nella corresponsione del beneficio economico, i nuclei familiari coinvolti nell’operazione possono integrare le dichiarazioni di responsabilità e prendere atto delle informative aggiornate collegandosi al link sopra riportato, per il quale non è richiesto il Pin e che è anche segnalato nel messaggio loro inviato. Il richiedente dovrà inserire:
il protocollo della pratica RdC/PdC (esempio: INPS-RDC-2019-xxxxx); il codice fiscale; il codice alfanumerico ricevuto via email o sms.
Il collegamento alla pagina rimarrà sempre attivo. Soltanto per le domande aggiornate fino al 21 ottobre, però, sarà possibile l’elaborazione nei tempi utili per la liquidazione della rata spettante per la mensilità di ottobre. Per chi effettuerà l’aggiornamento dopo il 21 ottobre, la prestazione resterà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione.

Inps e Fisco
SCATTANO NUOVI CONTROLLI

Una sinergia virtuosa tra queste due importanti Agenzie contro l’evasione potrebbe dare vita ad una ulteriore nuova serie di controlli mirati a tappeto. La questione messa sul tavolo dal numero uno dell’Inps Tridico è abbastanza chiara: evitare le frodi sulle compensazioni fiscali. Nello specifico il presidente Tridico propone una piattaforma unica con Inail ed Entrate per individuare con maggiore efficacia le eventuali compensazioni sospette. Trattasi di operazione che riguarda tutti quegli scambi tra imprenditori, contribuenti e Fisco che avvengono sul piano dei crediti. Può infatti accadere che un imprenditore versi impropriamente più contributi di quelli effettivamente dovuti e che la conseguente compensazione arrivi, magari, con uno sconto o la totale cancellazione di un pagamento di alcune imposte come ad esempio Iva, Ires o Irap. Ma in questi scambi a saldo zero il rischio è che possano sfuggire, come ha evidenziato l’Inps imposte realmente dovute e mascherate da compensazioni inesistenti. La svolta, come ha riportato Repubblica, potrebbe arrivare con un incrocio tra le banche dati di Inps, Inail e Fisco.
Una comunicazione in questo senso finora non c’è stata, ma adesso il piano proposto da Tridico potrebbe dare il via a questo nuovo strumento per i controlli. A parere dell’Inps le compensazioni fraudolente provocherebbero danni miliardari nelle casse dello Stato. E la porzione di imposte evase da recuperare potrebbe raggiungere addirittura la cifra record di 5-7 miliardi di euro. Risorse, quest’ultime, che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero finanche trovare posto nelle coperture per la legge di Bilancio. Conte e Di Maio, dopo la proposta di Tridico, hanno già discusso di questa ipotesi. Ingenerando in qualche caso la lecita sensazione che stia per nascere un ennesimo “grande fratello” fiscale che andrà ad inasprire i controlli dell’Agenzia delle Entrate mettendo nel mirino le piccole e le medie imprese che sono spesso il motore di un’economia che arranca.
Il Governo punta insomma a recuperare dal contrasto alle false compensazioni tra crediti e debiti su fisco e previdenza almeno tra uno e due miliardi di euro. Così come emerso – lo si è appreso da fonti vicine al dossier – dall’apposita riunione svoltasi presso la Ragioneria generale dello Stato alla quale hanno partecipato anche i vertici dell’Inps. Non è in discussione il mantenimento della norma sulle compensazioni ma si lavora a un rinforzo dei controlli tramite una piattaforma informatica per lo scambio dei dati. L’Inps appare fiducioso sulla possibilità che si arrivi a due miliardi ma la Ragioneria resta più prudente.

Tridico
BONUS FIGLI TAGLIA CUNEO FISCALE PER 3,7 MILIARDI

La proposta di legge sull’assegno unico familiare “ne prevede la completa decontribuzione, questo implica un vantaggio di riduzione del cuneo fiscale che si aggira intorno ai 4 miliardi – 3,7 per la precisione – ossia la quota sostenuta oggi dalla contribuzione dei datori di lavoro”. Queste sono state le parole del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico pronunciate alla sua recente audizione alla Camera.
Attualmente gli assegni familiari “sono sostenuti dalla contribuzione dei lavoratori e solo in parte – il 35% – dallo Stato”. Questa quota “con la nuova norma sarebbe defiscalizzata, sostenuta dallo Stato”.
Gli assegni ai nuclei familiari nell’ultimo anno, il 2018, “sono costati in totale 5,2 miliardi di cui 1,7 a carico dello Stato e 3,6 miliardi a carico delle aziende”, ha continuato il presidente dell’Inps. Nel 2017 e nel 2016, per gli assegni familiari “il contributo a carico delle aziende è stato di 3,7 miliardi”, ha aggiunto Tridico.
Reddito di cittadinanza: “Chi non integra la documentazione” che viene richiesta dall’Inps via sms “vedrà il sussidio sospeso” ha precisato Tridico sulla comunicazione inviata a chi percepisce il Reddito o la Pensione di cittadinanza. “Lo sospendiamo da ora in poi e poi quando arriverà l’integrazione riprenderanno a percepire il reddito senza gli arretrati”. “Si tratta di un risultato importante per una istituzione pubblica che dimostra di avere una potenza telematica importante” ha seguitato Tridico in un’intervista a Radio Capital. La richiesta riguarda le prime domande di reddito che sono state presentate, a partire dal 6 marzo 2019, utilizzando un modello che è stato cambiato, il 2 aprile 2019, a seguito delle modifiche apportate dalla Legge di conversione del Decreto Legge istitutivo.
Quota 100: “Sono d’accordo con il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, la misura deve concludersi nel triennio e poi finire lì”. Questo il commento del presidente dell’Inps in un’intervista secondo cui si tratta di “una opzione legittima per chi ha avuto una carriera lavorativa faticosa” e che “la usufruiranno meno di 200mila”. “Questo dimostra che le stime che sarebbe costato 15 miliardi all’anno erano tendenziose” ha detto. “Anche il prossimo anno risparmieremo nella stessa proporzione” dello scorso anno su Quota 100 dato il minor numero di persone che hanno usufruito dell’opzione rispetto alle stime “giustamente prudenti della Ragioneria” e che non arriveranno a 200mila. “Quest’anno – ha sottolineato – risparmiamo 1 miliardo, cifra che è stato messa nel decreto salva conti di luglio. Questi soldi, per Tridico “non verranno buttati in spazzatura, ma si utilizzeranno invece per qualcosa altro”.

Minimo da 20111
DISOCCUPAZIONE AGOSTO AL 9,5%. BENE I GIOVANI

Ad agosto il tasso di disoccupazione scende al 9,5%, in diminuzione di 0,3 punti percentuali su base mensile. Lo rileva l’Istat, spiegando che si tratta del minimo dal novembre del 2011, quindi da quasi otto anni. 
Sempre ad agosto la disoccupazione giovanile (15-24anni) cala di 1,3 punti percentuali su base mensile, portandosi al 27,1%. Lo rileva l’Istat. E’ il tasso più basso da agosto del 2010, ovvero da nove anni.
Le persone in cerca di occupazione, ovvero i disoccupati, ad agosto sono in “forte calo”, scendendo del 3,4%, pari a -87 mila unità nell’ultimo mese. Lo rileva l’Istat, che contemporaneamente segna anche un ritorno alla crescita, dopo cinque mesi di stabilità, dell’inattività. In particolare gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, coloro che non hanno un lavoro né lo cercano, aumentano di 73 mila unità rispetto a luglio.
La stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile in confronto a luglio. Lo comunica ancora l’Istat, riscontrando su base mensile un salto per gli ultracinquantenni (+34 mila) mentre flette nelle altre classi d’età, in particolare tra i 15-24enni (-23 mila). Guardando al tipo di occupazione c’è una ascesa dei dipendenti, soprattutto permanenti (+27 mila); si ridimensionano invece gli indipendenti (-33 mila). Quanto al tasso resta ai massimi storici, già toccati nei mesi scorsi (59,2%).
Il tasso di disoccupazione registrato in Italia lo scorso agosto (9,5%), è purtroppo risultato essere inferiore solo a quelli di Grecia (17,0% a giugno 2019) e Spagna (13,8). Lo ha reso noto anche Eurostat. Situazione analoga per la disoccupazione giovanile, dove ad agosto la Grecia ha segnato il tasso più alto (33% nel secondo trimestre 2019), seguita dalla Spagna (32,2%) e dall’Italia (27,1%). Nell’insieme dell’Eurozona la quota dei senza lavoro è scesa al 7,4% ad agosto dal 7,5% a luglio. Nella Ue a 28 ad agosto è scesa a 6,2% rispetto al 6,3% del mese precedente.

Carlo Pareto

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