sabato, 25 Gennaio, 2020

Referendum Atac. Il Comune ribatte: “Non cambia nulla”

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A un anno dal referendum promosso dai Radicali sulla privatizzazione di Atac, società dei trasporti romana, il Tar ribalta quanto deciso dall’ammministrazione capitolina: l’esito referendario non è soggetto a sbarramenti, con la conseguenza che l’amministrazione avrebbe dovuto procedere alla promulgazione del risultato che ha visto prevalere i «Sì», con gli effetti che derivano dalla disciplina di riferimento.
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso proposto dal Comitato promotore dei referendum sull’esternalizzazione del servizio di trasporto pubblico di Roma Capitale, attualmente svolto da Atac, con il quale è stata contestata l’applicazione del quorum minimo alla consultazione, poiché previsto da norma statutaria abrogata.
La consultazione, che si tenne nel novembre del 2018, chiedeva che l’appalto per la gestione del trasporto locale fosse messo a gara, superando l’affidamento diretto alla municipalizzata Atac. Al referendum votò solo il 16,4 per cento degli aventi diritto (circa 400mila persone), con una netta prevalenza dei sì, ma non si raggiunse il quorum del 33% previsto dallo Statuto del Comune per il referendum consultivo. Essendo un referendum consultivo, il comune non era vincolato ad accoglierne il risultato. Ma a urne chiuse, gli organizzatori contestarono subito la legittimità del quorum, che era stato abolito dal Comune di Roma proprio il 30 gennaio 2018, lo stesso giorno in cui era stata emessa l’ordinanza per indire il referendum.
Oggi in un sit in in piazza del Campidoglio il presidente del comitato Riccardo Magi ha spiegato: “Oggi parte una mobilitazione affinché, il prima possibile, arrivi in Assemblea capitolina l’istanza dei cittadini e quindi la vittoria del ‘Sì’ al referendum sulla liberalizzazione del servizio di tpl a Roma. Le forze politiche devono prenderne atto e aprire una discussione in Aula”. “Ci metteremo in contatto con la presidenza dell’Assemblea capitolina che dovrà calendarizzare in tempi rapidi un dibatitto – ha aggiunto Magi- In caso di omissioni interverremo di nuovo ma sarebbe davvero un’omissione grave: se non si procede adiremo le vie legali per omissioni di atti di ufficio”.
Ma dalla giunta Raggi fanno già sapere che la decisione non porterà a nessun cambiamento. Pietro Calabrese, alla guida dell’assessorato alla Mobilità del Campidoglio, commenta su Facebook: “La nostra volontà politica è sempre stata quella di rilanciare Atac e mantenerla saldamente in mano pubblica. Continuiamo a esserlo anche dopo la decisione del Tar Lazio”.

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