venerdì, 14 Agosto, 2020

Referendum: dai Radicali una legge per firmare online

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bonino-emmaUna proposta dei radicali per rendere più agevole la partecipazione ai referendum quella inviata al Presidente del Consiglio e al ministro per le riforme.  “Una legge ordinaria che preveda la possibilità di sottoscrivere online referendum e leggi popolari attraverso la propria identità digitale (Spid); l’ampliamento della platea degli autenticatori; l’abolizione dell’obbligo di certificazione delle firme a carico dei promotori”.

E’ quanto si legge in una lettera aperta inviata al premier Matteo Renzi e alla ministra per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi siglata da otto esponenti dei Radicali, tra cui Emma Bonino e il segretario Riccardo Magi, e pubblicata da Repubblica.

“Una risposta positiva a questo appello sarebbe un segnale di apertura nei riguardi di tutti i cittadini, creando le condizioni per l’effettiva riconquista degli strumenti di partecipazione popolare”, scrivono, e “smentirebbe il sospetto che l’innalzamento delle firme” previsto dalla riforma costituzionale, da 50 a 150mila per promuovere leggi di iniziativa popolare, “miri a precludere definitivamente alle minoranze il ricorso a questi strumenti, riservandolo solo a forze politiche, sociali e sindacali dotate di una organizzazione capillare”.

Aderisce all’appello il segretario del Psi Riccardo Nencini. “Da condividere la proposta dei radicali: semplificare il meccanismo di raccolta, autenticazione e certificazione delle firme dei cittadini, ampliare la platea degli autenticatori e mettere in campo strumenti che facilitino e allarghino gli spazi di partecipazione. La proposta dei radicali – ha aggiunto – se accolta, darà una robusta mano al miglioramento della qualità della democrazia”. “Aprire intanto una discussione in Parlamento che trovi condivisione nelle forze politiche” – ha concluso Nencini.

Un appello condiviso anche dall’ex compagno di partito Benedetto Della Vedova. “La loro richiesta di un disegno di legge, Referendum Act, che semplifichi la modalità di raccolta, autenticazione e certificazione delle firme dei cittadini nei procedimenti a sottoscrizione popolare – ha affermato Della Vedova – darebbe piena e immediata attuazione all’ampliamento degli spazi di partecipazione e al potenziamento degli strumenti di democrazia diretta previsti dai nuovi articoli 71 e 75 della Costituzione”. “Questo per me è uno degli aspetti più qualificanti ma ancora poco considerati della riforma che giungerà il 4 dicembre al voto degli elettori”, ha concluso Della Vedova.

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