sabato, 25 Gennaio, 2020

Referendum, prima assemblea nazionale del comitato promotore. Nencini: «Diritto di scelta ai cittadini»

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Radicali ReferendumImmigrazione e lavoro, divorzio breve, una nuova politica sulle droghe, finanziamenti ai partiti e alle religioni. Questi i temi primari dei quesiti presentati sabato nella prima, pubblica e corposa assemblea referendaria, il cui comitato promotore ha come titolo l’inequivocabile messaggio “Cambiamo noi. Con i referendum”, cui ha aderito anche il Psi, sostenendo tre dei referendum, due sul tema dell’immigrazione e uno sul divorzio breve. Prima assemblea perché ne seguiranno altre, pubblica perché aperta a tutti i cittadini che intendono cambiare lo status quo in prima persona. Corposa perché numerosi sono stati gli interventi che si sono succeduti durante l’intera giornata di venerdì, presso il Centro Congressi Capranichetta” di Roma. Oltre al segretario dei socialisti Riccardo Nencini e a quello dei Radicali Mario Staderini, al leader  e a Marco Pannella, sono intervenuti il ministro degli Esteri Emma Bonino, Oreste Pastorelli, Luigi Iorio, rispettivamente tesoriere e responsabile diritti del Psi, Claudio Martelli, esponenti del Pd, di Sel, associazioni, personalità, militanti e promotori che aderiscono ai referendum. Il prossimo 7 giugno partirà la raccolta delle firme.

NENCINI: CON REFERENDUM, DIRITTO AI CITTADINI DI SCEGLIERE – A prendere la parola è stato il leader socialista, nonché senatore Riccardo Nencini che, dopo aver ricordato che negli ultimi anni l’attenzione ai diritti civili è stata carente, ha voluto rilevare l’assenza definita «preoccupante» anche nel dibattito parlamentare di questioni importanti per le quali il mondo laico, socialista e radicale ha combattuto battaglie storiche. Il senatore – dopo aver spiegato che non esiste una separazione tra diritti civili e diritti sociali – ha voluto motivare la scelta del Psi di aderire a tre quesiti referendari, quella di «offrire ai cittadini uno strumento democratico che gli restituisca il diritto di decidere su questioni sociali urgenti e che hanno un forte impatto civile». Due referendum concernono alcune misure in correzione alla legge Bossi-Fini, «con l’abrogazione del reato di clandestinità e delle norme discriminatorie sul lavoro regolare e di soggiorno dei cittadini stranieri» ha spiegato il leader socialista; l’altro quesito riguarda invece l’eliminazione dei tre anni di separazione obbligatoria prima di ottenere il divorzio.

STADERINI (RADICALI): RECUPERARE SOVRANITÀ POPOLARE – Dopo aver ringraziato il Psi per aver promosso l’iniziativa insieme ai radicali, aderendo ai tre quesiti, il segretario nazionale dei Radicali italiani Mario Staderini ha sottolineato l’importanza dei sei quesiti referendari proposti su cinque temi sociali il cui scopo è quello di recuperare quella sovranità popolare che è stata cancellata. «Da oggi parte la responsabilità di riuscire a far circolare le informazioni, ma anche la necessità e la voglia di mobilitazione su questi temi, di fatto cancellati dall’agenda politica della maggioranza» ha concluso Staderini.

GOZI (PD): SERVE UN’ITALIA PIÙ LIBERA  «Le persone a cui vengono negati dei diritti – immigrati, donne, omosessuali – sono dei cittadini invisibili. Chi si batte per i diritti civili deve renderli visibili, deve colorare la nostra società. Così mi disse un giorno Stuart Milk. Promuovere i diritti civili non è solo giusto, è anche conveniente, perché ci fanno vivere meglio e ci fanno crescere». Con queste parole il deputato del Pd Sandro Gozi è intervenuto all’assemblea referendaria, ricordando che «dobbiamo liberarci di leggi, per esempio la Bossi-Fini, di cui come italiani dovremmo vergognarci». L’esponente democratico, nonchè componente della commissione Politiche dell’Unione europea ha infine invitato a firmare per i referendum e a battersi per «un’Italia più libera e più giusta».

SOLDINI (CGIL): ABOLIRE REATO CLANDESTINITÀ  All’assemblea ha partecipato anche il responsabile nazionale immigrazione della Cgil, Piero Soldini che ha garantito la piena determinazione nel portare avanti la questione relativa all’immigrazione. Secondo Soldini è assolutamente urgente procedere all’abolizione del reato di clandestinità che, ai limiti della legalità, punisce una condizione piuttosto che una condotta. «La consultazione popolare deve prendere posizione e deve approfondire questi temi» ha concluso il sindacalista.

PASTORELLI (PSI): CAMBIARE LE REGOLE DEL GIOCOOreste Pastorelli, tesoriere del Psi dopo aver ricordato che nel nostro Paese nessuno parla della legge sull’editoria, ha lanciato l’invito a consultare questa normativa per vedere chi ottiene i fondi pubblici. Il deputato ha poi sottolineato che i socialisti intendono stare e restare nelle piazze per ridare ai cittadini – mediante lo strumento democratico del referendum –  il diritto di decidere su temi sociali urgenti che non si possono più procrastinare, e che hanno una consistente ricaduta civile. «Noi ci siamo per cambiare le regole del gioco» ha concluso l’esponente socialista.

BONINO: PAESE HA BISOGNO DI DIGNITÀ ISTITUZIONALEDurante l’assemblea referendaria ha preso la parola, a titolo personale e non come ministro degli Esteri anche Emma Bonino che ha scadenzato le prossime settimane con la raccolta delle firme, la tenuta del dibattito, e infine l’esito della consultazione referendaria. «Sono rischi che corriamo per l’illegalità altrui. Nella nostra Costituzione non mancano norme o procedure. Ma sono stati minati i campi della democrazia e della legalità». Secondo il responsabile della Farnesina la campagna referendaria non sarà facile, e dovrebbe rappresentare «un aiuto per una classe politica illuminata. Sarà invece vissuta in modo contrario. Ma lo scopo è e resta quello di riportare il Paese in un alveo di dignità istituzionale» ha concluso Bonino.

SPADACCIA: PAESE DEVE REAGIRE – Gianfranco Spadaccia, uno dei fondatori del Partito Radicale ha voluto sottolineare l’importanza di riconquistare i meccanismi della legalità, anche su altri temi come per esempio quella della giustizia. Secondo Spadaccia, oggi consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica «la giustizia è il problema nevralgico dell’illegalità del nostro Paese. Un Paese che si deve svegliare, senza avere paura né di dividersi, né di perdere» ha sollecitato Spadaccia.

IORIO (PSI): DARE RISPOSTE CONCRETE AI CITTADINI Il responsabile diritti del Psi, Luigi Iorio è intervenuto ricordando che «da oggi ricomincia la battaglia, come nel 2004 (anno del referendum sulla fecondazione assistita, ndr) dei socialisti che – insieme ai radicali – rivolgono l’attenzione su tutto ciò che l’agenda governativa ha dimenticato». L’attenzione è su temi come giustizia e diritti civili che oggi sono il vero “spread civile” ha rilevato l’esponente socialista. Secondo Iorio il Parlamento continua a essere «timido», mentre i cittadini hanno bisogno di risposte concrete, così come devono avere «la possibilità di autodeterminazione della loro vita».

MARTELLI: BASTA INGIUSTIZIE Nell’assemblea referendaria è intervenuto anche Claudio Martelli che ha invitato a lottare contro le ingiustizie che ci sono nel nostro Paese, come per esempio quelle contenute nella legge Bossi-Fini sull’immigrazione, definite «intollerabili». L’ex Guardasigilli ha rilevato che da quando è in vigore l’attuale legge l’incremento annuo di immigrazione è stato di 400mila unità. Martelli si è poi soffermato sul tema della cittadinanza, facendo presente che il principio dello “ius soli” esiste già, ed è contenuto nella legge n.91 del 1992 che prevede che chi è nato in Italia da genitori stranieri, dopo dieci anni diventa italiano. «Certamente dieci anni sono troppi, dunque si dovrebbe intervenire per ridurre questo periodo di tempo» ha rilevato Martelli.

L’INTERVENTO DI MARCO PANNELLA – Nel pomeriggio è intervenuto anche Marco Pannella che presiede il comitato promotore dell’altra “blocco” di quesiti referendari, cinque per l’esattezza, sulla “Giustizia giusta”, presentati lo scorso 28 maggio presso la Corte di Cassazione, a venticinque anni dalla morte e a trenta dall’arresto di Enzo Tortora. Pannella si è definito «contento» per la partecipazione di Emma Bonino «a entrambe le composizioni della stagione referendaria». I cinque quesiti, proposti direttamente da Pannella e dalla lista che porta il suo nome sono dei veri e propri “evergreen” radicali: responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, custodia cautelare, incarichi extragiudiziari e progressione delle carriere. «Temi già presentati in passato all’attenzione del Parlamento e dei cittadini, traditi di volta in volta come nel caso della responsabilità civile dei giudici – 1987 – delle droghe e del finanziamento pubblico ai partiti – entrambi del 1993» ha ricordato Pannella.

Silvia Sequi

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