domenica, 23 Febbraio, 2020

REFERENDUM, SI PUÒ FARE

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Il referendum contro il taglio dei parlamentari si può fare. Le firme raccolte tra i parlamentari sono di numero sufficiente, quindi la quesito potrà essere sottoposto all’attenzione dei cittadini. Lo ha deciso l’Ufficio centrale per il referendum della Corte, con ordinanza depositata oggi. La Corte di Cassazione di conseguenza dichiarato che la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante “modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, sorretta dalla firma di 71 Senatori, è conforme all’articolo 138 della Costituzione e ha quindi accertato la legittimità del quesito referendario dalla stessa proposto.

Dunque si andrà direttamente alle urne contro il taglio dei parlamentari. Lo scorso 8 ottobre la Camera aveva approvato con 553 voti a favore, 12 contrari e due astenuti la riforma che mira a ridurre il numero dei parlamentari da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. La riforma taglia anche il numero dei parlamentari che vengono eletti all’estero, che passano da 12 a 8 alla Camera e da 6 a 4 al Senato. Trattandosi di una riforma costituzionale, la legge sul taglio dei parlamentari è stata approvata in doppia lettura, con due passaggi alla Camera e due al Senato. Secondo l’articolo 138 della Costituzione: “Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi”. Si ragiona adesso sulla possibile data per la consultazione referendaria. Ora il Consiglio dei ministri avrà 60 giorni di tempo per decidere la data che dovrà essere una domenica compresa tra 50 e 70 giorni da oggi.

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