lunedì, 24 Febbraio, 2020

Reggio Emilia, rischio Caporetto per Lucia Borgonzoni

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La partita in Regione si giocherà su una manciata di voti nella competizione elettorale che il 26 gennaio vedrà sfidarsi Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni. Proprio per questo la candidata sfidante del Centro-Destra dovrebbe ottimizzare e religiosamente tenersi stretto ogni singolo voto. Non c’è spazio per gli egoismi interni, né per il dilettantismo.
Bologna, Parma e altre città in Romagna sono già state deflorate in elezioni amministrative passate; la vera partita ora si giocherà nell’ultima legione e baluardo di una storia tutta emiliana: Modena e Reggio Emilia, dove al Parco Fola di Albinea, fino a qualche anno fa, c’era la scuola di formazione politica del Partito Comunista più importante d’Occidente.

A Reggio Emilia e Modena c’è la roccaforte, il tesoro ideologico di un passato glorioso, lì i cittadini sono come i moschettieri di Dumas: “tutti per uno, uno per tutti”. E’ da incoscienti lasciar gestire la potenziale vittoria storica della senatrice Borgonzoni da persone che pensano di conquistare i consensi elettorali con specchietti e perline colorate.
Qui siamo in una terra evoluta, la terra che, se fosse indipendente sarebbe la più ricca d’Italia…perché mai gli elettori dovrebbero cambiare il governo della propria Regione? Le preferenze per vincere vanno conquistate a sinistra, anche un bambino lo capirebbe.

Bene giocare la campagna elettorale in Regione facendo leva sulle questioni economiche e sociali, ma c’è bisogno che i toni siano pacati e non aggressivi, moderati, soprattutto rispettosi dell’avversario perché il garbo non ha controindicazioni.
Che il Centro-Destra possa inviare in queste due province le donne e gli uomini migliori altrimenti il Piave della coalizione sarà Reggio Emilia e Modena. Salvini da solo non basta e poi gli forniscono informazioni inesatte come quelle sulla sanità per esempio, ma forse i vivaci venditori di perline colorate confondono l’Emilia Romagna con la Calabria.

Un esempio su tutti? Il Centrodestra, sin dalla precedente campagna elettorale, ha completamente ignorato l’unico Sindaco, in questo caso leghista, che per dieci anni ha governato la città di Viano (RE) con soddisfazione dei suoi abitanti; un sindaco che è, senza mezzi termini, un bacino potenziale di moltissimi voti per la coalizione.
Insomma, tutto il lavoro dell’alleanza, i sacrifici e l’impegno dei tanti militanti e candidati che si sono spesi per vincere una Regione che è a tutt’oggi un feudo rosso corre oggi il rischio di essere vanificato da pochi uomini faziosi.
La débâcle delle amministrative del 26 maggio potrebbe ripetersi alle Regionali del 26 gennaio.

Angelo Santoro

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Angelo Santoro

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