domenica, 12 Luglio, 2020

REGIONI DIFFERENZIATE

0

Con l’avvicinarsi della fase 2 si inizia a ragionare anche sulle fasi successive in previsione, dati permettendo, di una apertura graduale delle attività. Infatti in base al monitoraggio delle prossime settimane “ci potranno essere dal 18 maggio scelte differenziate” tra le Regioni. Lo ha detto il ministro Francesco Boccia, precisando che il principio è “meno contagi uguale più aperture e viceversa”. Una ipotesi questa, malvista dai governatori di Lombardia e Veneto che potrebbero vedere le regioni da loro amministrate ancora in fase di chiusura mentre in altre zone del Paese si comincerebbe ad allentare la morsa. È infatti di oggi la presa di posizione di Zaia, che dopo aver spinto nei giorni scorsi per una apertura più veloce possibile, sembra oggi tornare su i suoi passi. “Lo dico subito e in maniera trasparente – ha detto Zaia –  stiamo lavorando per fissare in maniera plastica un numero di ricoverati e delle terapie intensive, perché se lo raggiungiamo si torna a chiudere”. “Non ci sono alternative – ha aggiunto Zaia – non vorrei che qualcuno si faccia l’idea che è tutto finito”.

ll metodo proposto dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia prevede “ordinanze regionali coerenti con il Dpcm”. “Se ci sono ordinanze non coerenti invio una diffida, una lettera con la scheda indicando le parti incoerenti e la richiesta di rimuoverle (solo in caso di allentamento delle misure). Se non avviene sono costretto a ricorrere all’impugnativa al Tar o alla Consulta”. Insomma, viene ipotizzato anche il ricorso alla Corte costituzionale.

“La fase 2 – ha commentato in un post su Facebook il segretario del Psi Enzo Maraio – sarà, per certi versi, più complessa della prima. Sarà la fase di avvio per il ritorno alla normalità, se tutto funzionerà alla perfezione. La fase due, emergenza sanitaria che convive con la ripresa delle attività sociali ed economiche, per la sua evidente transitorietà, potrà ricondurre alla fase 1 della emergenza sanitaria, oppure portarci alla fase 3 dove le attività sociali ed economiche si potranno svolgere in condizioni normali, come auspicabile. Oggi – ha continuato Maraio – ci sono condizioni di contagio diversificate nelle varie regioni e, quindi, appare sempre più opportuno avere il coraggio di differenziare le misure nelle varie aree del Paese. Quelle del sud, ad esempio, dovrebbero mettersi insieme e chiedere di ripartire subito per provare a contenere i danni della imminente stagione estiva. Tutto il Sud, insieme”, ha concluso Maraio.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply