martedì, 11 Agosto, 2020

Reinventare il Paese

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Al termine degli Stati Generali, il premier Giuseppe Conte ha detto: “Abbiamo parlato di progetti concreti. Ci siamo detti anche cose che non vanno. Abbiamo discusso su due piani diversi: misure sull’immediato, per l’emergenza ma abbiamo presentato una bozza di piano per il rilancio. Il piano di rilancio è una versione già sufficientemente definita, ha aggiunto, non è solo una raccolta di riforme. Dobbiamo reinventare il Paese. Non possiamo accontentarci solo di qualche piccola riforma. Sono state condivise tre direttrici: modernizzazione del Paese; transizione energetica e Italia più inclusiva”.
Poco prima, in un incontro con i rappresentanti di alcune categorie produttive, aveva detto: “Stiamo discutendo in questi giorni un po’ sull’Iva. Potrebbe essere ritoccata, abbassarla un po’ potrebbe dare una spinta ai consumi”.
Poi in conferenza stampa ha precisato: “Rimodulare l’Iva è solo un’ipotesi. E’ una misura costosa da studiare. C’è preoccupazione perché i consumi, comprensibilmente, non sono ripartiti. Non è ripartito quel clima di fiducia”.
Conte ha poi rilanciato il tema dell’Alta velocità, il piano cashless per contrastare l’economia sommersa, il tema della rete unica, della fibra ottica, del digitale, della revisione dell’abuso d’ufficio e della riduzione della burocrazia, il piano Industria 4.0 plus, il piano per le energie rinnovabili, il progetto del cuneo fiscale per il beneficio dei lavoratori, il contrasto alla povertà educativa per investire nell’università e nella scuola e garantire la formazione, anche dirigenziale nella pubblica amministrazione e nel privato. Esiste già la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, basterebbe farla funzionare.

Dopo tutte queste belle intenzioni, il presidente del Consiglio propone un voucher di 500 euro per tre anni per le donne che aspirano a diventare manager, ma non si comprende perché solo alle donne. La parità dei diritti e le norme sulle pari opportunità che fine faranno ?
Conte manifestando ottimismo ha affermato: “Sono fiducioso sulla tenuta del governo e della maggioranza, torneremo ad aggiornarci con i ministri ma trovo nel Pd, come nelle altre forze della maggioranza, una forza affidabile e consapevole della situazione, con un segretario che ha delle idee chiare”.
Con sicumera, Conte parla anche dell’invito rivolto al centrodestra: “Sarà più opportuno incontrarci con ciascuna forza dell’opposizione, con uno spazio dedicato. Spero che questa volta coglieranno l’invito. Invito che ci sarà questa settimana. Forza Italia sembrerebbe predisporsi maggiormente ad un confronto, ma auspico che anche Lega e Fdi possano partecipare a questo confronto”. Intanto il centrodestra, pur con qualche distinguo interno, ha respinto l’ipotesi di incontri separati.
Sulla Confindustria l’avvocato degli italiani ha detto: “La dialettica con gli industriali non mi spaventa. A Confindustria abbiamo presentato il nostro Piano di rilancio. L’importante è che a tutti sia chiaro l’obiettivo di lavorare per l’Italia. Il governo deve farsi carico degli interessi di tutto il Paese”.

Infine un pensiero ad Alex Zanardi: “Mando un abbraccio ad Alex Zanardi per il suo coraggio, la sua forza d’animo, la sua resilienza. è un esempio dell’Italia migliore, un eroe del quotidiano che sta combattendo l’ennessima avversità. Siamo al suo fianco”.
Sui lavori fatti negli inusuali ‘stati generali’, non previsti da nessun organismo istituzionale, ha concluso: “I lavori sono stati molto intensi, non ci siamo chiusi ma ci siamo aperti alla società civile. Ci siamo confrontati con commercio, sindacati, imprese, aziende, banche, spettacolo e tanti cittadini. Abbiamo toccato con mano i problemi ma ci è stata restituita tanta energia e abbiamo toccato con mano anche tanto genio italico e resilienza. Conte mette in chiaro che non ci sono state passerelle, qui abbiamo lavorato senza risparmiarci. E’ sfilato un Paese intero. E quanto alla sede, abbiamo scelto la bellissima cornice istituzionale di Villa Pamphili perché della bellezza dell’Italia non dobbiamo vergognarci ma anzi la dobbiamo mettere in mostra davanti al mondo intero”.
A seguito di queste affermazioni, verrebbe spontaneo chiedersi dove ha vissuto finora il premier Conte se, per capire l’Italia, ha avuto bisogno di qualche passeggiata a Villa Pamphili.

Poi, da far drizzare i capelli, ha precisato: “Guardando in prospettiva, il premier sottolinea che non è sufficiente riformare il Paese ma occorre reinventarlo. Ci attende una sfida troppo impegnativa per accontentarci di qualche semplice riforma. Le misure del piano di rilancio saranno l’orizzonte dell’azione di governo che poi lavorerà alle specifiche riforme del Recovery plan, ma non dobbiamo accontentarci delle riforme, dobbiamo reinventare il Paese, il Paese che vogliamo. Da quello andremo a ricavare il Recovery plan, cioè nell’ambito dei progetti indicati nel piano di rilancio, ricaveremo specifici investimenti e riforme per il Recovery plan che presenteremo a settembre e su cui chiederemo fondi europei”.
Poi, sul caso Atlantia, Conte dice: “’Sul mio tavolo non ho una proposta che considero accettabile, credo che ci avviamo verso soluzione obbligata. Stiamo parlando di questo caso da troppo tempo. Se in extremis ci dovesse arrivare una proposta, saremo obbligati, la prenderemo in considerazione ma per me il caso va chiuso e subito. Da questo punto di vista Atlantia ha ragione, non è giusto portare questa incertezza così a lungo. Hanno chiesto pubblicamente una soluzione chiara, e credo che come governo abbiamo il dovere di dare subito, nei prossimi giorni, una soluzione chiara”. Ma neanche su questo punto Conte si sbilancia e non sappiamo se il governo ha una risposta pronta per Atlantia.
Rispondendo a una domanda sulla morte di George Floyd e tutto quel che ne è derivato, Conte ha osservato: “La nostra Costituzione recita il divieto di qualsiasi discriminazione razziale. Negli Usa si è innescato un meccanismo di protesta che abbraccia non solo quelle razziali, che sono un nervo scoperto, ma anche le diseguaglianze sociali più ampiamente. È una protesta che ha assunto dimensioni e, come tutti i governanti, sono preoccupato quando le proteste assumono una deriva violenta, mai ammissibile. Seguiamo con attenzione e trepidazione le vicende statunitensi, e di un’America già provata duramente dalla pandemia innescata dal Covid-19. Rispettiamo le vicende interne di uno Stato alleato dell’Italia, e ovviamente ci associamo a qualsiasi divieto di discriminazione razziale”.

Dai dieci giorni degli ‘stati generali’ a Villa Pamphili, non è emerso nulla di nuovo su ciò che già si sapeva e non si è entrati nel merito delle cose da fare per mettere in atto le ‘buone intenzioni’ del governo. Lo sanno anche i bambini che bisogna uscire fuori dalla crisi. Un Paese non si inventa e tanto meno lo si reinventa. Già esiste con tutti i problemi e le ingiustizie sociali ampiamente diffuse. Le eccellenze del Paese vanno incoraggiate e non penalizzate. Se le innovazioni sono quelle degli incentivi al monopattino e dei bonus alle donne per diventare manager, senza sapere se poi lo diventeranno veramente, non ci lascia bene sperare su quello che il governo farà per salvare il Paese.

Invece, le preoccupazioni reali per il futuro del Paese, in modo serio e responsabile le ha indicate il governatore della Banca d’Italia, Vincenzo Visco, intervenendo ad un convegno organizzato dall’Accademia dei Lincei e dalla Società italiana degli economisti in cui ha detto: “In questa fase segnata dalle conseguenze della pandemia lo stato di incertezza non consente di fare previsioni ragionevoli, procediamo per scenari ‘possibili’ ma ciò non vuol dire che non si debba fare niente per definire le politiche per la ripartenza”.
Visco ha definito: “Esagerato confrontare la pandemia con una guerra si registra una flessione drammatica che porterà ad avere un anno che difficilmente avrà un risultato lontano da una caduta intorno al 10%, non soltanto in Italia”.
Visco ha evidenziato: “La necessità di muoversi avendo in mente non solo il breve ma anche il lungo periodo, elaborando un piano ben costruito. Bisogna capire come costruire un programma per il futuro, anche perché le analisi mostrano squilibri da colmare, a iniziare dalla dimensione delle aziende italiane, che resta troppo piccola se si considera che su 4,3 mln di imprese registrate solo 25 mila hanno più di 50 addetti, eppure producono circa la metà del valore aggiunto nazionale. Serve una crescita della produttività. Una crescita dell’1% è nelle nostre possibilità ma richiede uno sforzo collettivo. Davanti alla sfida posta dalla pandemia in Italia lo Stato sociale ha tenuto ma ora bisogna pensare a una ripartenza che passi anche dalla revisione del sistema fiscale, da affrontare con una visione complessiva non con un approccio imposta per imposta”.

Visco ha poi ricordato: “Nel nostro paese evasione, illegalità e criminalità organizzata finiscono con il trasformarsi in un carico fiscale molto pesante per chi le tasse le paga. Sembra che ci siano fondi europei che si possono utilizzare senza pagarli ma non è vero perché si paga tutto: ma soprattutto all’Italia serve la capacità di spenderli bene, in infrastrutture e progetti utili”.
Forse anziché gli ‘stati generali’ per conoscere l’Italia, Conte avrebbe fatto prima a leggere le analisi e gli studi fatti da organismi competenti. A maggio, nonostante l’allentamento delle misure per il contenimento della pandemia e la graduale ripresa delle attività, la domanda delle famiglie ha stentato a trovare la strada per un rapido recupero. Nel confronto annuo l’indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc) segnala un calo del 29,4%, dato meno negativo se confrontato con il -47% di aprile, ma che conferma grandi difficoltà soprattutto per i servizi legati alla fruizione del tempo libero. Anche nel mese di maggio dunque, sono pochi i segmenti che registrano un segno positivo: l’alimentazione domestica, le comunicazioni e l’energia sono tra i pochi settori i cui consumi sono sopra i livelli di un anno fa. Per molti segmenti non solo il recupero è modesto quanto, soprattutto, denso di incognite sul futuro prossimo, come nel caso della domanda di autovetture, dei consumi presso bar e ristoranti, dei trasporti e di tutta l’area legata al turismo ed allo svolgimento di attività d’intrattenimento e relazione.
Nel complesso degli ultimi tre mesi, si rileva, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, una riduzione del 36,4% dei consumi, dato che si riuscirà a recuperare solo in parte nei prossimi mesi. Particolarmente difficile continua a risultare la situazione per la domanda di servizi, soprattutto per quelli legati alla fruizione del tempo libero. Nel confronto tra maggio 2020 e lo stesso mese del 2019 i trend, pur confermandosi molto negativi per la quasi totalità degli aggregati, evidenziano alcuni timidi tentativi di recupero per alcuni segmenti. Al di là della conferma di un’evoluzione positiva per l’alimentazione domestica, per le comunicazioni e per altri servizi legati a una maggiore presenza in casa, segnali favorevoli si registrano per la domanda di elettrodomestici, tv e altri apparecchi.
Dunque, non è necessario reinventare il Paese, sarebbe necessario e utile contrastare l’evasione e l’elusione fiscale e contributiva. Combattere seriamente la criminalità evitando che possa insinuarsi anche nel mondo della politica. Fare oculati e lungimiranti investimenti per migliorare le infrastrutture ed incoraggiare la ricerca. Inoltre, sarebbe necessario rendere lo Stato più efficiente e funzionale in tutti i suoi apparati inclusa la Sanità, la Scuola, la Giustizia e la Pubblica Amministrazione. Ma anche il Parlamento dovrebbe assolvere alle sue funzioni approvando leggi chiare ed efficaci. Basterebbe far funzionare tutto ciò che non viene fatto funzionare. Non dobbiamo inventarci nulla, nemmeno gli eroi della resilienza di cui se ne dovrebbe fare a meno. L’Italia ha già gli eroi della Resistenza, ma quelli sono sacri perché combatterono per la libertà.

Salvatore Rondello

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