mercoledì, 8 Luglio, 2020

Renzi: serve una strategia per evitare una Libia-bis

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Italiani-Libia-Farnesina-IsisSulla lotta all’Isis l’Italia c’è e non si tira indietro ma, allo stesso tempo, resta ferma sulla necessità di evitare semplificazioni e passi privi di una strategia complessiva, come è accaduto in Libia. Matteo Renzi ha compattato così il Pd sulla sua linea nella direzione di martedì scorso e aperta dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e nella quale il premier ha annunciato il lancio di una proposta del governo su sicurezza e identità culturale. Sono queste, infatti, le due direttrici sulle quali Renzi richiama da giorni l’attenzione per una lotta al terrorismo che oggi, tuttavia, vede Italia e Eurogruppo distanti sullo scomputo delle spese di sicurezza dal patto di stabilità: Renzi ribadisce che è “un’ ovvietà” laddove Jeroen Dijsselbloem frena, affermando che “non c’e’ urgenza”. Intanto Renzi ha annunciato “cinquecento milioni di euro per la difesa italiana, con investimenti efficaci finalizzati a dare una risposta immediata alle esigenze strategiche, non a quelle quotidiane e organizzative”.

Alla direzione Dem Renzi si è soffermato sugli appuntamenti dei prossimi giorni che, tra bilaterali e vertici, vedranno l’Italia in primo piano nell’agenda internazionale. Venerdì mattina incontrerà a Roma il vice presidente Usa Joe Biden. Giovedì il premier sarà ricevuto a Parigi dal presidente Francois Hollande prima di recarsi alla Sorbona (l’ateneo dove studiava Valeria Solesin), seguendo così il binomio tra visita istituzionale e intervento accademico già utilizzato in altre missioni. Il 25 e 26 novembre Firenze ospiterà la riunione del Gruppo Speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare Nato mentre il 10 e 12 dicembre l’iniziativa ‘Rome Mediterranean Dialogue’ dovrebbe vedere la compresenza di quasi tutti gli attori impegnati nella crisi mediorientale, inclusi i ministri degli Esteri di Usa e Russia, Kerry e Lavrov.

Sul piano dei contenuti, rispetto ai giorni immediatamente successivi agli attacchi di Parigi, la linea non cambia. “L’Italia non è un Paese che si tira indietro, ma lo fa in uno scenario in cui non ci possiamo permettere una Libia bis perché le conseguenze che dovremmo pagare sono superiori a quelle che è lecito attendersi”, ha spiegato Renzi alla direzione mentre il titolare della Farnesina sottolinea che “dobbiamo reagire combattendo il terrorismo”, rilanciando il ruolo dell’Italia nella stabilizzazione in Libia ma tornando a rimarcare che l’Italia, a dispetto della Francia, non parla di “guerra”. E sulla stessa scia si inserisce il ministro della Difesa Roberta Pinotti, secondo la quale serve “una strategia complessiva, e non solo militare”. Parole che hanno visto un Pd compatto, con Roberto Speranza che parla di linea “apprezzabile e corretta. Una linea che domani – è stato  l’annuncio del premier – si arricchirà del lancio di una proposta “a tutte le forze politiche per una risposta al terrore” e che, spiega, riguarderà la “cruciale” questione delle forze dell’ordine e un secondo punto, “ugualmente importante: la risposta culturale”.

Redazione Avanti!

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