lunedì, 26 Agosto, 2019

“Riapriremo i forni”, bimbo ebreo aggredito a scuola a Ferrara

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I bambini, si sa, spesso ripetono ciò che gli adulti dicono. Sono spugne che assorbono acriticamente il linguaggio e l’humus che li circonda. Ma ciò che è accaduto in una scuola di Ferrara in settimana non può essere derubricato a semplice incidente.

“Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni…”. Sarebbe questa la frase che alcuni ragazzini di una scuola media di Ferrara avrebbero rivolto a un compagno, coetaneo, prendendolo per il collo negli spogliatoi della palestra. A riportare l’episodio è il Resto del Carlino con la testimonianza della rappresentante di classe, e madre di una alunna della scuola, anche lei di origine ebraica e nipote di sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, e della dirigente scolastica.

Ciò che spinge a una riflessione non sono tanto le scontate reazioni, da quella immancabile di Salvini che ora vuole andare a Ferrara a quella ancora più ipocrita di un ministro dell’istruzione che pochi mesi fa toglieva la storia dalle materie di esame, come se fosse una suppellettile inutile del campo del sapere.

E nemmeno sorprendono le parole della dirigente scolastica: “So che la questione è già stata affrontata all’interno della classe tra docenti e studenti. Peraltro, il ragazzino responsabile dell’aggressione, una volta scoperto, si è scusato e ha promesso che non farà mai più cose simili. Comunque ho in programma di convocare un consiglio di classe straordinario per capire meglio, anche con i professori, quello che è accaduto”. “La scuola da sempre è attiva nell’organizzare iniziative legate al Giorno della Memoria e, in tanti anni che presiedo questo istituto, è il primo caso di questa portata che mi trovo ad affrontare” ha proseguito la preside, concludendo: “Il caso va preso con la giusta serietà, senza essere sminuito, ma che deve essere trattato con il massimo della cautela e della discrezione”.

No. Ciò che spaventa è come un ragazzino di undici anni possa anche solo aver immaginato di poter pronunciare una frase del genere. Da dove possa procedere una conoscenza così circostanziata della Storia per poter procedere ad una aggressione verbale simile.

Se, come probabile, quel bambino ha recepito quella conoscenza per osmosi, questo fatto, lungi dall’essere derubricato come fatto casuale, ci apre interrogativi profondi sulla deriva che sta prendendo la società di oggi.

Le parole più lucide sembrano essere state quelle del governatore della regione Stefano Bonaccini: “Il fatto che riemergano, anche nelle parole dei ragazzini, parole di antisemitismo e razzismo deve essere un campanello d’allarme per tutti. Un bambino non può essere pienamente consapevole di quelle parole e noi dobbiamo chiederci da dove vengano”. Il governatore ha inviato un “grande abbraccio al bambino e ai suoi genitori, ma anche ai suoi compagni e ai suoi insegnanti. Il bullismo – sottolinea – è un fenomeno estremamente grave”. “Credo che i ragazzi raccolgano qualcosa che striscia sotto la pelle della nostra società – aggiunge – tossine in circolazione che avvelenano l’aria che respirano”.

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