martedì, 26 Marzo, 2019

Riccardo Galetti
Lo spirito del 2006, per una sinistra riformista e di governo

3

L’entusiasmo e la passione dell’esperienza della Rosa nel Pugno sono sempre ricordati con nostalgia dai socialisti, giovani e non. Eravamo, dopo tanti anni, al centro del dibattito politico, avevamo un voto d’opinione importante (nostra drammatica lacuna negli ultimi vent’anni), avevamo finalmente una prospettiva di medio periodo che ci avrebbe permesso di diventare quel piccolo ma determinante polo laico che rincorriamo da tutta una vita. Al netto di come e perché quell’esperienza sia declinata e fallita in pochi mesi, è stato l’unico momento della nostra storia recente nel quale all’entusiasmo e allo slancio dei compagni si sia accompagnato un risultato elettorale considerevole, seppur inferiore alle grandi attese (alzi la mano chi di noi non sogna ad occhi aperti un milione di voti e 18 deputati).
Di quello spirito, di quell’entusiasmo, avremo bisogno per affrontare le sfide del futuro ed arrivare pronti al prossimo, imminente, appuntamento elettorale.

L’ex Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha teorizzato nelle ultime settimane un progetto interessante. Le condizioni per aggregare una forza di sinistra riformista, concreta, responsabile e che collabori con il Partito Democratico esistono, non approfittarne potrebbe rappresentare la definitiva condanna per la nostra comunità ultracentenaria. Lo stesso Direttore Del Bue, in un articolo dello scorso settembre, aveva individuato in Pisapia la personalità giusta per riunire in un area “liberal-socialista” noi, i radicali, i laici, alcune esperienze civiche e quei pezzi di ecologismo e di sinistra che si sono finalmente convinti della pragmatica necessità di collaborare con gli amici del PD per riformare il Paese, non in un domani immaginifico ma nel presente e nel quotidiano.

Pisapia ha la visibilità e l’autorevolezza per fare da collettore e da leader di questa Rosa nel Pugno rivista, aggiornata ed allargata, ma dovrebbe sempre tenere a mente che le elezioni non si vincono solo nelle grandi città, a Milano e a Roma, dove è forte il voto d’opinione. Se l’ambizione è quella di costruire una forza che non sia una lista civetta per sottrare voti alla babilonia PRC-SI-Possibile, ma un progetto stabile, diffuso e autenticamente riformista, la nostra presenza strutturata non sarebbe solo auspicabile ma quasi necessaria.

La strada è impervia e gli ostacoli sono molti, ma se così non fosse non sarebbe entusiasmante fare Politica.
I giovani socialisti, oggi come nel 2006, ci sono e sono pronti.

Riccardo Galetti
Responsabile Esteri – Segreteria Nazionale Federazione dei Giovani Socialisti

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply