martedì, 22 Ottobre, 2019

Intervista a Riccardo Nencini: “Noi ci siamo ma autonomi”

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“Primo: costituiamo un gruppo parlamentare che si chiama Partito Socialista-Italia Viva. Nel gruppo confluiscono i fuoriusciti dal Partito Democratico, una ex senatrice di Forza Italia; ed è un gruppo aperto a un mondo riformista che volesse entrarvi. Secondo: non è mai stata in discussione la confluenza del Psi dentro il nuovo movimento che farà Renzi, quando lo farà. Se qualcuno lo avesse pensato io mi sarei opposto. Il Psi rimane il Psi, il movimento di Renzi rimane il movimento di Renzi”. Lo afferma Riccardo Nencini commentando l’uscita di Matteo Renzi dal Partito Democratico.

È chiarissimo. Ma perché questa operazione?
Perché in Italia c’è bisogno di un terza forza Lib Lab, profondamente riformista che si ispiri al socialismo umanitario, matteottiana perché c’è bisogno di sbarrare il passo a un diciannovismo feroce che impera ancora oggi nel Paese benché Salvini sia stato messo in un angolo. Quindi è una operazione di difesa della democrazia italiana, di rafforzamento del centro sinistra e che sostiene l’attuale governo. Ancorché i socialisti di quel governo non facciano parte, nonostante gli impegni presi il 29 agosto dal presidente del Consiglio che parlò di una coalizione riformista larga aperta a tutte le forze riformiste. E cito direttamente Conte. Questo è, non c’è altro.

Ma può essere un progetto politico?
Se poi segue un progetto politico, il Partito, con il suo segretario, il gruppo dirigente e chi ti parla, lo valuteranno. La percezione di Maraio e mia è che sia un progetto largo, quando e se ci sarà. E ricordo tra l’altro che noi stiamo lavorando da tempo all’idea di una terza forza. Solo per citare i fatti più recenti: proponiamo a maggio 2018 una coalizione Repubblicana che viene sposata da Calenda, ma il Partito Democratico vi si oppone. Poi facciamo una alleanza con + Europa, con delle liste presentate insieme alle elezioni europee. Ed è la prima operazione fatta dal nuovo segretario del Partito. Però + Europa, con la fiducia al governo, si scinde. Io spero che escano dalle difficoltà attuali, però ad oggi tra Psi e + Europa non vi è un patto federativo, e non per colpa nostra. + Europa vive ad oggi una stagione di difficoltà. Questa è la fotografia.

E ora?
Se si presenta l’opportunità di correre sulla stessa strada, cioè di costruire potenzialmente una terza forza, ove i socialisti concorrono in maniera autonoma, progetto da vedere in futuro, noi non possiamo dire di no. Noi ci siamo opposti a ogni confluenza nel Partito Democratico.

Da vent’anni a questa parte…
Esatto, prima Boselli, poi Nencini. L’idea di una forza Lib Lab che possa prendere corpo anche in Italia, rafforza la democrazia parlamentare.

Si critica a Renzi di aver prima reso possibile la nascita di questo governo convincendo il segretario Pd a cambiare posizione sull’alleanza con i 5 Stelle, per poi uscire subito dopo da quel partito. Che pensi?
Io non sono mai stato iscritto al Partito Democratico. Non mi preoccupo delle scissioni altrui. Mi preoccupo di come far partecipare la comunità socialista a un disegno politico responsabile di difesa della democrazia italiana. Perché continuo a pensare che nonostante Salvini sia stato messo fuori dal Governo, non è stata messa in un angolo la pancia, la ribellione, il rancore, la rabbia degli italiani. E qui servono due cose.

Quali?
Una politica di governo tesa a dare risposte ai problemi incipienti e quindi al ceto medio impoverito e alle sacche di povertà. La misura che Enzo Maraio ha proposto a Conte di tagliare le tasse sul lavoro dipendente è stata accettata. È una proposta giusta. Non può essere l’unica ma la filiera è quella.

E la seconda?
Conte ha parlato di fase Costituente. Noi lo abbiamo detto nella nostra proposta. Il taglio dei parlamentari da solo, è inutile. Non serve a niente. Va accompagnato da un disegno di legge Costituzionale che riveda le funzioni delle Camere. Da un disegno di legge che riveda le funzioni delle province rimaste acefale ma con ancora delle funzioni. Manutenere le strade e scuole è fondamentale ma le province non hanno più i soldi nei bilanci. Cosa ne facciamo? Le lasciamo così le sciogliamo e le diamo maggiori poteri? Insomma questa fase costituente è importate per la tenuta della democrazia.

Con questa operazione Renzi la sinistra diventa più debole o più forte?
L’idea di fare un gruppo assieme nasce anche da questa ipotesi. Se avessero chiesto di fare un gruppo con noi i sovranisti della prima ora avremmo detto che non se ne parla nemmeno. Renzi è sempre quello che ha portato il Pd nel Pse.

Il caso del voto sulla negata autorizzazione per l’arresto di Sozzani di Forza Italia si legano in qualche modo a questa vicenda?
Io do un’altra lettura. I temi che riguardano i diritti civili e il tema della giustizia, sono due nodi che spesso vengono sciolti a livello individuale. È più complicato in questi casi dare un indirizzo generale. Questi tempi, penso a eutanasia, divorzio breve, spesso hanno tagliato trasversalmente Parlamento italiano e partiti. E potrebbe accadere di nuovo.

Daniele Unfer

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1 commento

  1. Daniele Leoni on

    Come tutti sanno,dal 2012, pur essendo iscritto al PSI da quando avevo i pantaloni corti, ho seguito con simpatia Matteo Renzi. Ho anche partecipato alle primarie del PD per sostenerlo. Non ho lasciato il PSI nonostante diverse pressioni per iscrivermi al PD. L’uscita di Matteo Renzi dal PD e la formazione di Italia Viva è, per me un fatto molto importante. So che c’erano richieste dei renziani perché il PSI confluisse nel PD. Ora invece potrebbe avvenire il contrario. Intanto fare il gruppo parlamentare assieme a Italia Viva mi sembra una gran cosa, Col garofano come simbolo! Corsi e ricorsi della storia … Grande Matteo Renzi! Grande Riccardo Nencini!

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