sabato, 24 Ottobre, 2020

Ricchi, ricchissimi,
praticamente in mutande

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Che cos’hanno in comune Capalbio e Abetone? Sono luoghi di vacanza. Di buona vacanza. Bene. E poi? Sono in Toscana. Certo. E poi? Non vogliono profughi. Non clandestini, profughi. A Capalbio hanno espresso un ‘no’ chiaro e forte, all’Abetone invece propongono, e non so se sia peggio, bus separati, come in Alabama prima di Kennedy. Immagino che gli amministratori non vogliano disturbare i turisti. E allora meglio far cadere l’etica della responsabilità e affossare la coerenza affogando la coscienza. I clandestini vanno respinti, i profughi accettati. Punto.

Aggiungo volentieri una seconda riflessione. Capalbio soprattutto si è distinta negli anni come ‘piccola Atene’, rifugio di larga parte di quell’intellettualità ‘falce e secchiello’ che da tempo pontifica, disegna tattiche invincibili per le magnifiche sorti della sinistra – perennemente sconfitte – e concepisce la solidarietà come fatto altrui. Nel caso, qualcuno avrà mica telefonato al sindaco? Proprio così: ricchi, ricchissimi, praticamente in mutande. Di valori.

Riccardo Nencini

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